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Te IRIEoe 3 . soflibile , che peccchi . Lo configli ancora, che alcuna volta folo nella faa camera; ¢ qui fi ponga oficura di morco , ¢ riflecea con viua confi- jone, come n¢tceflariamente, & infalli. gre yaa volca ,taleha egli da eflere uci {tpolcro + — : Che 2 volta accofti vo poco yn diro fnoco, alla fiamma d’vna candela ,¢ velo nga quanto pud foffiruclo; ¢ confideri , fe é impoflibile foffrire vn dito vicino alla ma d’vna candela per due monenti, come rd fofitire di Rare ardendo in corpo, & in ima nelle formidabili fiamme deil’inferno, turca V’erernica ? ache ,{- ¢ giotto di vino, gli comandi, lo bena molro temperaco coll’acqua, 6 lo feidel eutto, fe pud, fenza nora, e fenza ¢glifaccia danno ootabile alla fanica ; per- » Venter vino afluans, cito defpumat in libi- dines: ¢ come dice l’Apoltolo ad Ephefios cap. §- Nolite inebriavi vino , in quo eft laxuria . Che s’allontani dalic cactiue compagnie di genci licenziofe, ¢ poco ctimorate dj Dio , ¢ s’accompagni con perfone onefte, riti- pate , ¢ modctte ; {chiui le conuerfezioni in. decenti; fi ritiri da tratrare con donnes, quanto fia poffibile, ¢ maivadaa’ fehiai, 4 Che mai fia oziofo, perché roziofira é ma- dre di tnetii viaij , ¢ Piontelletco , ¢ pocenze del!’ hnomo mai quiccano; ¢ fe non fi ferra ia. orca con qualche oncfta occupszione , ha EDemonio franco il pafio , per entrare a cen. tarc, Che fia divoto della Vergine Maria N.S. fopplicandols con cuor humile , giaché é ma. fire di turta la purica , che {carni dal fuo cuore _ ogoiaffterto libidinofo . Configliarlo , che pro- uri fempre , che pud ; recicari¢ il {uo Refario, €ehe quando lo moleftano le centazioni, ri- otra al patrocinio di si pierofa Madre , re- irandole allora qualche Salue Regina , 6 Aue aria ; che, fe con pio, vinile , & affeccuofo cpore fi vale dell’ efficace incerceflione di si _amabile,¢ poteare Regina , pud confidare con rucca ficurezza , che otcerra I'cffecto della {ua razione » . CAPITOLO Wy, Della Penitenza fodisfattoria , che dene imporfi Tre cofe riducono i Teologila pe- hicenza fodisfarcoria Sacrameora- al Penitente 4: : : ! \ le. La prima é il digiuno, nel . gn le ia comprendono turce le opere penali, ‘La feconda é la limofina , alla quale fi riduco- Mo puctele opere di mifcricordia. La terza¢ Capitolo III. Della Penitenza Medicinale; \ 209 Vorazion€ alla quale fi riducé tutto cid, che fi fa in onore, & offequio di Dio Signor Noftro. ; Cofa certa é , che if Confeffore é obbligaco; regolarmence parlando, imporre qualche pe- nitenza fodisfaccoria al Penicente ; e che deve Ptoporzionarfi_ moralmente alle colpe del Pe- nuteate. Cosi decermina il Sacro Concilio di Trento nella Sef. 14. cap. 8. Dico moralmente , perché é impoffibile mi- furare mecafificamence la fodisfazione ; ches mcrita clafcheduna colpas e folo firicerca vng prudeare decifioae, ¢ ragioneuole , fenza trop- po fcrupoleggiate, fe eccede, 6 manca nella ginfta mifura. 35+ Eperché poffino procedere fenza feru- pok in quetta maceria i Confeffori , norerd Vopiaione comune de’ Teologi apud Lugum de Panit. difp. 27. Se#. 3. m. 22. che infegna,: che quendo il Penitente hada guadagnares : qualche Iadulgenza Plenaria. In quelto cafo po il Confeflore lafciare d'imporre peniteaza al Peniceace ; ferneado di penicenza le medeme’ picci dell’ Indulgeaza , Idear Lugo’ difp, 25. Sect. 4.n. 48. Cafpenfe Tom. 2. T rat. 24, difpe 8. Set. 4. m. 28. in fine, Dal che s'inferifce , che in tempo di Miffio- he ,nel qual¢i Miflionarij fogliono portare il : Giubileo , ponno i Confedori aflolucre fenza importe peaitenz’ , 6 imponendone folo alcue- na leggicra, ordinando al Penicence’, che fac cia con diligenza le cofe, che impone il Giu- bilco, Lo teflo fi dice per i giorni delle prime: Domeniche del mefe, ‘ne’ quali molti*Luoghi hanno Giubileo, ¢ generalmence per qualfino. ghia Fetta deil’anno ; nella quale {ono fimili Iadulgenze Plenarie, . 36. Sinferifce in fecondo luogo, che qual-: fiuoglia giorno , nel quale é fiazione ia Roma, coll’imporre al Penicente, che vifici cingue - Alcari , f¢ s*ha la Bolla , pud affoluerfi feaza al- tra penicenz2; poiché con quello guadagaera - Indulgenza plenaria , Ec i giorni, ne’ quali , non fono Razioni ia Roma gli fi potra comandare , che digiuai vn giorno, che non fia di prececto; e fe non pud - digiunarc , che faccia alera opera buona ad ate bicrio del Confeflore : con che per il priuilegio della Bolla guadagnera quindeci 2oni, ¢ fei. cenco giorai d’Iudulgenza ; ciod la remiffione della pena del Purgatorio, che confeguirebbe il Penitenre, fe eutco quefto tempo s’ efer- citage nelle penicenze, che aflegnano i Sacti Canooi. E {ec il Penicente € aggrauato di molci pecca. ti, n¢ occorre atl <empo della faa confeflione, ftazione di Roma, né altro Giabileo, pnd il Confeffore applicargli I’ Indulgenza Plenariaz della Bolla , che fi concede ogni anno vaa vol- ta in vita ;¢ con quefto aeecna il pefo della > peniccnza » D ye

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