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c glenne ptrfone ruftiche, effer cofas ivili, ha da procurare il Coateflore di , » dicendogli, che non glicle di- ja per corioficd , n¢ per farle arroffire, wché € neceflario, che il Penicence le varGi;¢ queft’obbligo noné mi- Ici, che nc’ fanciulli; ¢ che € ne. il Confeffore veda, fe in cosi im- _porcance materia v’e qualche ignoraoza , per donofcere,fe pud con buona cofcienza dare luzione ;¢ con alcri morivi faggerici coa eoza,¢buon modo rendere fyaue al Pc- ce il fentirGi ammacitrare: ¢ fe il Peoicen- te fara Padre, 6 Madre di famiglia , l’incerro- _ ghi anche con pazicnza , ¢ prudenza , fe a’ {uci figli, oferniha iofegnaco i Milter della noftra ‘$anca Fede, fe ha procuraro , che l’impa- aficro in {cyola, 6 in alrro modo, : 45. Trouera anche il Confefsore alcuni, _ghe 200 hanno farca la peoicenza impofta loro smell’ alcre confe(oni , e che dimagdati {u'l principio, fe hanno fodisfacca la penitcoza, -dicono ding , ma che ne haono ancora da fa- ‘reparcte;allora fi faccia fanio di quello, che defla manca, per compirla; ¢ fe fofse qual- he penicenza indifcreta , allegerendola , com- mutandola in alcra pid proporzioaata con buen modo, fenza dir male del Confefsore, che diede quellaimpradeote penicenza ; n¢ ri- ‘prendendo con afprezza il Penicence , che non ‘Vba facta, beoche l'abbia cralafciaca per oc- gligenza; ma per allora diffimulare ,e ri(cr- pare all vitimo dela coofeffioac il fargli paofcere quelto fuo peccaro d'ommiffione, fome pid voleeho deito nel decorfo di gueft’ Optra, _ Vifooo altri Penicenti negligeoci o¢l com- pircivoci,¢ promefge ; per lo che ha da pro- cupare djorerrogarli {ul {condo Comaada- mento ; ¢ crouandoui qualche diferto , ommif- fione , 6 tardanza, fe porra, alleggerire quett’ vere al Penicente, difpsnfacdo, irricando, ®commurando il voco, per alcuno de’ prin- fipij , che ho fpiegaco nel Trat. 2. cap. 4. per forum ef non,fi porra , iniporgli, che quanco puma ladempuce . CAPITOLO I, Medicine preferuatine. per git qbitugti nel pegcato, Coccafions jnuoluntarit » ee, 26, | No de’ pid principali miaifterij del a V Conftflore, € I'vfficio di Medico ety ASpiricnale che deuce con tucta di- . ligenza eereare di conofcere | iofermica de’Pe- ‘Mitenti; toccare a bellaggio, ¢ pofatamenre il polfo all’anima ; offeruarc le pafijoni , che fi no fconuoilce , ¢ turbace nel peccacore 3 ¢ co- Capitelo LIT. Della Penitenca Medicinale; - 207 nenienre al morbo . E’ medicina di gran proficeo ; per configut. re ’emenda del Pegiceace, quando é iauec. chiaco in quaiche vizio, moltrare il Confedo- redinon volerlo 2folutre, nella forma che ho dreto oe! capicolo ancecedentes ‘Poiché j qualfiuoglia Cci®iano , vedendo, che i faot peccati lo metroao a rifchio d’efergli segace lechiaui del Cielo, caufa canto orrore,¢ fa telimpreflioae , che lo riduce 4 far proponi- mend molco efficaci. peek. Maauuecrco il Confefore, che quefto mi- nacciare al Penicenre di non volerlo afoluere, noa ha da effere con gridori , parole pungenci, 6 afprezza alcuna ; ma beasi con amore | ren. deadone capace J'ifteflo Penicente , coll’addur- giila caofa, per la quale G moftra difficile ig atiolucrlo, che ¢, per mecirare poco credico i di lui proponimenti , oy _ Anuerco di pid, che per qualfiaoglia abico di peccato mortale, che abbia il Peniceace, dene applicarfegli il rimedio decto ; poiché niilica ia curei gli abici la ela ragione, ecur- ti liabbraccia la Propofizione 60. condannaca dalla Santica d’Innocenzo Xf. I pip frequeati abici di peccare fonoquefti. Ms 27- Jl primo.¢ il vizio d’ ebbriacarfi, 6 ricmpir(i di vioo;quefto ¢ si difficile da correg- gerfi, che molri pochi fono quelli, che aneado gutito vizio, Jo lafcino, a Il fecondo ¢ di giurare in bugia , e maledire ‘dicyore. — Ii rerzo,¢ di non pagare i debit} porendo 0 “fon rettituire il malacgniliaco ; il quarco , € di non pagare i Legati lae fciati in tcitamenco, di Mele, d’Anniuerfa. rij &¢, a Il quinto , é di gon perdonare l'ingiurie , & amare ,e moftrare al proffimo l’amore, che gli fi deue. a Il {efto , ¢ dinon addempire le promede, 6 voci fatcia Dio, &a’ fuoiSaori, ‘Ufeccimo, é il vizio brurco della lafciuis, tanto in {ec {teo , come con terza perfona , fig di penlicri , 6 di parole, 6 d’opra, L’otravo , noa refticaire J’onore , 6 fama in- ginitamence rolca acll¢ mormorazioni , ricrat- tandole alla prefeaza di quelle perfone , auan- tile quali G mormord del proffiBo; ¢ ails contumelia , dimandando perdoao alia perfo- na ingiuriaga , i} 0000 ,¢il vizio di non imparare la Dore trina , & i Mitterij della Fede, diche ho trate rato di fopra Trat. 4. cap, 1.0. 1. © parlaco nel Capit. precedent. num. 24. & anche craccerd nel feguente T raz. 10. nello {piegare la Propos fizione 64. condannata da lanoceazo Xf. i] decimo,¢ il vizio di aon vbbidire a’Geni- tori, di perdere loro il rifpecco, di parlare ad Acinca Vic fetmitd applicart ja medicinacon. fli con fuperbia, diceado loro parole poa- gcnci, ¢ Se ent eae aes = Somcaeel See ie e ee nme 2S Seen enc ee ene ctatndin ss nl Se a
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