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sto con vn’huomo, farebbe fomma fie- a,in termiai quelle, che ha facto V.S, a «Bra V.S, nella carcere delle fue colpe, fea- - genziaro alla f rca dell’loferoo , fenza che al. cuno potefle liberarla, fe non Dio ; ¢ las faa boned, € pietd con detrimencro ( diciamo gost) della faa Gloria, che gli cocco fare di | foto, entrd aclla carcere , e finalmente mori _yergognofamence , liberandola dalla fencenza, _ efupplicio , che meritavzoo ifuoi delicti ; con che potra pagare 4 Dio quello, che con effa fei ha fatto 2 con che ’ha pagato? fe non con \ dargli cante guanciace , quanti peccaci ha | commefio. 4. Aggraua molto quefta ingraticudine ,il vedere per qual cofa ha V.S. offefo il fuo Dio. __ E’ ftaro folo per vn brucro dilecco per vn vile ' jatereffe &c. facendo pid conro delle cofe vili di quefio mondo , che de!l'immenfa grandezza del Crearore ; volendo pit cofto dar’orecchio _ @l Demnonio , che le contigtiaua il peccato, che _ @Dio. che fe comandaua la virtd'. E pofto _ fulla bitzncia Dio , & i] Demonio , quetto, che _ Pofferifce nel peccaro le carene della fua {chia- nit, la (oa amicizia, & vo’ererno Inferao; ¢ Dio, che la fta inuicando alla fue grazia, alla _ fua figliolanza, & off:rendole vaa Gioria ecer. fia ha voluro V.S. effere pid cofto fchiauo del -Demonio , che figlio di Dio; pid ha ttimaro Pamifta del Demonio, che quella del {uo Creae «tore. ___-§. Donerebbe confiderare , il grand’orrore, _ #fomma malizia d’vn peccero , che é tanca, the, fe cucei gli huomini , ¢ gli Angioli, quan- _-tunque Dio creafle infiniti Serafini , facciicro __ Te peniceaze pid rigide, che imaginar fi poffa- “BO, Hoo aucrebbero tucti infieme capicate ba- flance per fodisfare, ¢ pagare vn fol peccaco _ -Morcale; ¢ fa ueceffario per efsere perferca- -_- mente fodisfacto , che lo ftefso Dio lo pa- -gafse , ¢ fodisfacefse , moxeado per V.S. € per ¢giliatrri. «6. & canto grande Ja malizia d’vn peccato, ___ehe fempre, che Prhuomo Jo cownmette , rimet- + tein Croce il Figlio di Dio , gli coglie la vira, lo fchernifce, ¢ {chiaff:ggia , pid inumana ,e fpittacamente , che glittcfli Eorei ; poiché, fe ~ qguellilo crocififsero, fa feoza conofcerio per “Dio: Luce cap. 23. Nefciunt quid faciunt ;¢ fo- lo vna volta gli rolfero la vica 3 ma V.S.co - ‘noftendolo,¢ credendolo (uo Dio, ’haam- mazzato , ¢.crocifilso tance volte, quaaci pece caciha comme{so. ___ Midicafiglio , ha forfi Dio farco 4 lei qual- » ‘ ché male? Gli ha facco qualche corro , 6 ia. ' giuria? No, che an2i gli ha facto mille bene- ‘ficij, ¢ defidera fargliene maggiori: Adun- “gue, che ragione ha di perfegoscare vo Dio si ‘beeuo? Nents pare, che fjso battaati le pte - oe riflima paflione , fenza accrefcergliene alcre di nuou? 7- Efe a cafo Pamor d’en Dio ranco deo gno d’efstr amato, non Ia muoue a piangere lefue colpe, ¢ non I’ obbliga ad emendarfi, fe vuole ; il rimore della {ua Giu@izia Ga free no alla faa vira. -Auuerta, figlio, che ha gid nell’ Inferno Dio molte anime coon meno peceati di quelli ha V.5. commefso ; ¢ che poreua , feaza farle torto , fubito che peccd, lewarle la vica,e gectaria nell’Ioterno. E che farebde di lei , fe le folle coccata quetta force miferabile 2 Se di qua non fi pus foffrire vo dito si d’vna caade- la accefa per breus {pazio dicempo . come it farebbe di 1a in quelle canerae ofcure fteecca Cou ferri,¢ cateae roucati, cute’ inuolra in fiamme voraci, arrabbiando eréraamente di fame ,efere, feaza auer altro per refrigerio, che piombo itrucco per cibo , ptce fquagiiaca perbenanda, caricaco dacotiffimi dolori,e trauagliaco da quaate iofermica @ crougao, non aucndo alcra camera , doue ripofare, che wna crace di ferco ardeace ; ¢ quello, che é pit, privo per fempre della vita di Dio, feaza fpe- ranzadi vederlo per cacea l’Eteraira . Tacce quette pene ha V.S. mericaco peri {aoi pecca. ti:¢con che ha mericato, che Diole abbiz coucefso tempo di confefsarfi; quando Pha negato a canti altri ¢ Anzi che canto pid V.S.lo demeéritaua, quanto erano pid graui le {ue colpe, & pid molciplicati i faoi pec- catirs 8. Non fara ora fomma pazzia meceerfi ella va'alira volta a rifchio d’efssre da Dio condannaco ,¢ non fernich, anzi abufarfii di quelta grazia¢ Sappia, figlio , che ha numero dererminaco il peccare ,.¢ che Dio ha {:gnaro quati peccaci deue permetcere a ciafcheduan, ad vno quactro,ad vo’altro dieci, ad alero véci, ad altro cenco,6 mille &c. compico quefto ou. mero , come la volonta di Dio é irrenocabile, ei faoi decreci immucabili , efeguifce il caai- go fuli'anima: non sa V.S. quaaci peccati le ha da permeccere Dio , igoora il aumero ,che glicae ha fegnaco, ¢ pud efsere le manchi va fol peccaro, per compir= il fuo aumero, ¢ felo cowpifce , mifera lei, poiché fara iafallidile la {ua dannazione eteraa. 9. Mi dica, che veile riceue da offendere Dio? Dia va’ecchiata alla fua vica paffaca, a’ guitigoduci,e mi dica, che guadagaoha ricauaco da quelti? Doue foao i {uoi piaceri? Turci fons fuacici, ¢ fiairoa in va momento, & anche finird la vica, che le refla da viuere, comet é fisira la vica viffuta fin’ora : o00 le pa. re va graud’errore. per cofe taro momenta. nee , vili, ¢ cranficorie, canco breui , & incon ftanti, perdere Vanima pec fempre? avuerrz, Cc che Cap. I. Efortazione per muouere il Penitente aldolore: "205 ne fofferte dal fuo ‘Redentore ‘nella faa anaz

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