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Y Trattato V III. del ¥ FI, Comandamento it 496 , a fiidanni. & lo fleflo dicono Nauarro cap, 4. efla ha caufaco a V.S.psrehé perde molto, oii 1 i me 382- Leffio libs 2+ caps B14 dub, 19. num.104 dicredito da vna fragilicd vna, Giouaoc , chi @& altri molti; ed anche fe ildelicco¢ xero,, va'huomo,. $3 quando ¢ occulto ; perché mentre il delicto ¢ occulto, abeoché Ga vero, la perfooa ¢ ia pofieflo della {ua fama ,¢ quello , che gliela co- glic ingivftamenre , ¢ canfa efficace dc'danni, che da quefto !¢ fieguono, Aduague € obbii- to arefticuirli, 27. Benché Soro lib. 4. de iuflit, q.6. art, 3- ad 4. fence , che quando il delicto , che fi pub- blica, é vero, non v’é obpbligo di retticuire cuc- tii danni di forruna , che da quefo feguirono, ma folo parce di quelli a giudicio dhuomo udence ,¢ pud provarfi cosi, Perche miaor gius ha il proffimo alla fua fama, quado il de- licto é vero , che quando ¢ falfo. Adungue, f quello, che addofla vn delicto falfo, ¢ obbliga- to a refticuire cucei idanni feguici dalla falla imputazione, non ha da eflere obbligato 4 tanto quello , che folo pubbiica il delicco vero, Con tutto quefio ,l’opinione concraria ela comune, ¢ vera. Er ¢ la ragione , perche quel- Jo , che infama il proflimo,difcucprendo quale che delicro occulco , benche vero, ¢ cavfa pria- cipale , & eflicace deldanno, che ne fiegue; Aducque ¢ obbligato a reftiruire curco il dane no feguito. Si conferma con quefia parica; Quello, che colpabilmence diicnoprendo: il fuoco ,che fiaua coperco fotto la centre, ¢ ac- cafione di qualche incendio , € ebbligaro,a re- fticuire cutco il danno feguico, nell'iiicilo mo- do , che quello , il quale colla ftefla colpa por- taffe il fucce , doue aon era, fofle occafiong del medemo inceadio; Adunque fara obbliga- to a refticuire cucti idanni cavfaci quello , che ha fcoperco qualche delitco occulco , ¢ vero, come quello, che impofe va delicto falfo .. Dal che confta la rifpotta alla ragione in con- grario , 28, P, Padre , quefta fiefla Giouane ha in. famato me , dicendo , che viucuo in concubi- Matos C, Si come ne’beni di forcuna é lecica la» compsalazione , concorreadoui le circattanae, che ho infegnaco , parlando di que#a materia uel Comandamento 7. cap. 4. part. 7.3 COBie an- che lecica ucil’ iotamia ; di modo che, fe dues periene mucuamence fi fono infamace, poono io gina compenfazione lafciare di: reRticuirli Ja tama; Soco, Adriano, Toicdo , & alcri, che «ita, ¢ hegue Leffio vbi fupr. dub, 25. per totums & pero neceffario, accid fia ginfta lacompen- fazione , che +i fia eguaticd cra l'vna , e \’alcra fanua: di forte che, {¢ vaa infamia era Ieggicra, el'aluagrauce, non era lecico compeniarli 2 quello, che fa leggicrmence infamaco , ¢ pet ~guctio lafciare di rettitwire l'infamia graye s Ne wncno quelia egualica € fra Minfamia , che V.S ha Gaulaco ad cia Giouans , Con quella, che 29. Qui énecefaria, che natino i Confe fori, come quefta compenfazione non ¢ Iscita, né s'iacende , che io poffi iofamare il profimg, che ha per 2nanciiofameco me; poiche quelte farebbe vendeces ,¢ non compeafaziont. Salg Sincende, che dopo efferi mucuameace ic mace due perfang, pudcialcheduna lafciare le relticuzione della fama ia ricompenfa , 0 per dirlo pid propriameace, come in pegao, finch Valera perfooa retticuifca a lei la fama, chelg) tolfe ; v.g. dide Piecro di Giouansi, che era ladro; noné Iecico aGiouanni dire di Picer alcra cofa fimile ; ma, cafo che l'abbia decco puo Giouaani diffcrire i] refticuire 4 Picerok fama,che gli colle, fino che Pietro la reftis tuifca allo &effo Gionanni. i 30. Quello , ch’¢ lecico , € manifetare qu difecci di colui, quali iofame , che feruono pet ricuperare all’infamaco la fama perfa , quand per altro mezzo non pud ricuperacia: Wg difle Pietro di Giouanni, ch’eraladro, ¢ Pig tro non tracca di refticnirgli la fama:pud Gigs vanni dire , che Pietro é vn bugiardo , efleada wero, che Piecro fia ale , accid a quefts moda noo gli diano ¢redico, ¢ Giougani ricuperil fua fama, 4 . Dilli , effendo vero, che Pietro mentifca ; pet ché.non meareado , gon ¢ lecico dirlo , per cuperare Giouzoni la fua fama 5 & il coat rio € condannaro , come {candalafo , da inn cenzo XL. nella Pcopol, 44. aella di cui (preg zione (che fard uel Trac. 19.) dird le cond zioni, che fono necetiarie , accioché queite faccia lecicameace , 4 CAPITOLO VY 97 Di varij modi, che infegnanoi DD. per vefiitwve lafama « ie zl E il delicto ,che impofe.al profia S é faifo,, il modo di-retticuire 1a fan hada effere difdirG alla prefeazad quelic perfone , alice quali sé detco , dicead ln tal occafione diffi di Folana, che aue quefto difetco, & quell'aitro,, fappiate , 4 non ¢cosi, ¢ che io cro mal'informaco, p ché le perfone da beac , ¢ faui¢.aon ricrouan in alcun modo ia Jui il difecto , ene ho dest ¢ fe no'l vogliono credere ,, dene giurarh , ch falfo quello, che auanci s’¢ detco Ica Cleat Regia lib. 14. cap. 24m. 27. Merlin , Biliacigs| Ja comune... 4 32. Seil deliceo ¢ veroy & era occulca sf modo di reftituire la fama , ha da effere lodat Vinfamaco in prefeoza di quelle perfone, auat tile quali s'infamo. Quetio re) 0 cal

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