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=) ee SSeS Se f “| $oh —«s=«CTrratbato IT dell? V-IIT. Comandamento, Pp, padre, mi poteuo fidar poco, che do- peficro cacerlo le perfone , alle guali !’ hd detto » 9. C. Quefte perfone erano tali, che doe uefiero credere efier vero, quello V.S. ad efle dicena? Perché , quando fi prefumc, che gli vditori non daranno crédito a quello , che lor fidice, nonné Gegue graue infemia al pro@i- mo ,¢ per confegneoza non ¢ ptccaco morta- Je , Scoto dift, 15. quae. 4, Nauarro cap, 18. nu, 50. & altri molti, che caciuco il aome cits Leflio lib, 2. cap. 39.dub. 19. n. 24. P. Penfo , Padre , che'l credetiero , C. Affermo V.S.cfer cerca la cal cofa? P. No Padre, folo diffi, che faucuo vdi- 0. : C. Difle V.S. che l'aucua vdiro da perfone degne di fede , 6 pure di poco credico ¢ P, Padre , diffi, che I’hd vdico da perfone degoe d’ogni fede , C. Quando fi dice auer vdito Yinfamia del proffimo da perfone di poca fede , non ¢ pec- cato mortale , quancueque colora , che fearo- no, pereflere facili a credere, dijao l’afienfo 2 quel, che fentono, Siluchro Verb. Detrattio quafl. 4. Caictano queft, 73. art. 3. Navarro cap. 1% num, 48. Ma quando fi dice autrla vdito da perfone degas di fede, € peccaro mor- tale contro la ginfiizis, con obbligo di refti- toire la fama. Soco lib. 4. de iuftit, que. 6. art. 5. Bonacioa Tom, 2 de rete difp. 2. qual. 4. part. 5. 06S. & altri, Bt ¢ la ragiove , per- che la decrazione ,@ Mormorazions , in ranco € peccaco mortale, in quanto s’ha baitante fc odamento, accid quelli, che {entono , formi- ho cattino giudicio del proflimo: Acqui quan- Go firiferifce la cofa, come vdica da perfone degne di ftde, sha baftante fondaacnto di giudicare male del proffimo , ii che non s'ha, quando firiftrifce, come vdica da perfona di poca fede: Adunque il dirlo, come vdito da: petione degne di tcde , fara peccaco mortale, ¢ now quando firiferifce, come ydito da perfo- ue di poca fede, 10. ‘P, Padre m’accufo anche , che in vo’al- tro Luogo, done non fi fapena Piofamia di quefta perfona , hd detco: allora perd gid il fatto era pubblico ae] mio Lyogo. , C. li Luogo , nel quale V.S, 'ha detco , era vicino a quelio, mel quale era pubblica la di Jui intamia , di modo , che fubito al tal Luogo farebbe atriuaca Ja notizta della cofa? P. Padre, era lontano; ¢ fe io non Pane detro , in inn modo ffi farchbe faputo , C, Pocena in quel Leggo venirfi io cogoi- zione della perfona , della quale V.S, mormo- sana? Perché , {¢ non fi fofle potuta conofcere, nou farebb< rimafta offefa con quelta mormo- pazione . P, Padre, la perfona no era conofciata; poteua p:ro veairleat in cognizione. C. In due maniere pnd effere vn delitto pr blico , 6 con pubblicicd di gius 6 con pubb cita difatco: pubblico @ ire fi dice , quat per fencenza del Giudice € infemaca vna pe fona ; pubblico 2 f:F0, fidice , quando per mormorio,¢ voce comune del Popolo , eit famata la perfona ; in qualungue modoild licto Ga pubblico , fine 2 inre , fine a fatto ipf gon € peccato morcale contro fa giuftizia jt v'é obbligo di reRicuire , quando il cai delice fi dice in va’alcro Luogo, acl quale mai iff rebbe fapuro. Caictano, ¢ Nauarro, api Leffium vbi fapra cap, 14. dub. 13.0. 75+ PE ché coll’efler pubblico i! delicco , perdé i! pro fino il ditieto naturale , che ha aila (va fama Adunque noo ¢ contro ta ginftizia il morme tarne. a Mz é peceato mortale conrro la carita di quello , che in vn Luogo é pubblico , ia vn'al tro, dove prudentemence fi poteua fuppo che mai farebbe venuto a norizia. E’ opiaid ne comune de’ DD. Sairo in Clawi Regia lib, ¥ cap. 6.n, 25.¢ 26. E laragione ¢ tondaca it gu¢l priacipio generale della carita , quod at non vis, alteri ne feceris: Qualfiuoglia aue rebbe molto 4 male, che & diceflero i fut mancemenoti, doue non fi fanno, né pont facilmence faperfi ; Adunque fara contro la rita il dirliin quetto cafo , 4 11. Quantnaque Diana part. 2. Trat. § fol.t7.con Azorio, & aleri dica ,che nom peccaco mortale, n€ contro la gin tizia ; m conrro la carita , il dire in vo Luogo diftan quello , che ia quefto € pubblico , 6 Ge note tio d jure, 6 4 facto , 6 debbafj faper prefto no: cita Diava per Ja fua fentenza Faguade ¢ la citazione non ¢ ben farca 3 fara fenza da bio errore di tampa; la cica perd anche ma in quaoro alla fottanza de! cafo; poiché F guodez non jafegna quetta doctrina con quit la generalita, colla quale la cica Diana: a folo dice, che quando ij delicco ¢ pubblico jure , 6 quando quello , che I'ha com neffo, I) fatto in Luogo pabbjico, efponendofi a pet colo della pubblicira, non € ptccato mo ta contro la carita , n¢ contro ls giultizia il me morarne in altro Luogo, quaaryngque fia lo tano , n¢ doueffe faperG in brene . Ica Fage dez in offaxo pracept. lib. &.cap. 4,0. Ube &! effamente giproug acl num, 10, del medeft cap. il dire , ch’é lecica , ¢ non contro la Cart quando geile » che folo € pubblico per tai in alcun Luogo, G dice ia va'altro difta doue fi fupponctua non douer arriuare coal cilmence quefa oorizia, Quetta opiniont Fagundezé probabile, ma non Ig giudica! ic nella generalita , che l'apporta Diana , 160 diftiaguere Ja pubblicicd del fatco , quasde pubblico per fama , 4 quando @ pubblico, pet - Ei grees Se
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