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Dottriaa di Diana, che cop alcri DD. infe- ‘gna nella 3. part. Trate §. refol. 31. che rare accade ,cheil giudicio fia remerario ,¢ cato mortale ; psrché rare volce anuiene, che non vi fia alcnna delle circoftanze dere, che lo fculano da colpa grave; & ordinaria- _ mence in cali giudicij ¢ fempre quaiche cimore, che non fia cosi quello , che fi penfa del profi. mo: & in nivno giudicio citra certitudinem , 3 “peceato morcale , come infegna S, To- ile ee a enh Lentrar yoo frequentemeace in vna cafa, “douse € qualche donna di ma!’odore, fenza _ auerai accicenz3 di parcocela, 9 alero titolo, _ €fondamenco ba'tance pre giudicare , ch’ o- pain guella 4 mal fine, Dal chesioferifce, - che il gindicio di V.S. non fiiemerario, né __peecato morrale. _ §. P, Padre m’accufo , che ho fateo vn fini- : Ee siciio di cerca perfona, n¢ gli ho ad- _ dimaodato perdcno, Cy Brain materia graue3 7 P, Padre si. if 4 C. Con piena delibsragione? ae P. Padre si, _ C, Aucua V.S, fondameoro di fare fimil indicio ? “ _ P, Padre ,non autuo fondemento alcuno, ©, Diede cerco affen{fo alla cofa? _ P. Padre si, ___C, L’ha manifeftato ad alcuno? _ P. Padrend. _ (C. Ha V.S, peccato grauemente fn fares qgueito finiftro giudicio , che fi cemerario, perche I’ha farto fenza fondamento. Non de- pero dimandare perdono a qucila perfona, ome goftamence penfano alcuni; perche il di- dare perdono, folo deue farfi, quando ‘offende il proffimo ncll'onore: Acquiil gine icio temerario non offcade i} proflimo nell’ ore, ma nella fama; Adungue de! gindicio ftemerarionon deye dimandarfi perdono alla erfona, di cui fi fa; ma quando fi dice al toffimo qualche costumelia, allorz, come be s’oftende ne!!’onore, gli fi deue dimaodar _ perdono , come dird in apre fo nel cap. 5. num, = @ Al 25 ! @.. Chri T0190. 7. | 4 hee Della Mormorazione » i: = NS Vppongo , che la mormorazione , 9 detrazione , Ef? injufta fama denigratio, Sidice ininfia, perché, quando giv- anvcace fi toglie Ja fama a qualche perfona: §- quando la Ginkizia l'infama con qualche tigo pubbijco , non ¢ detrazione , n¢ pec- ito. 5 perché quefto non ¢ inginto , ma gin- De Sidice fame, perche la aormorazione Capitolo IT. Delia Mormoraxione ; Jor non s’oppone all’onore; ma alla fama . cioe alla buoaa opioione , che s'ha del proffino, come dird di poi nel cap. 5. al fine. La mors morazione ¢ peccato morale di fua nacura, quancungue poffa effere veniale per la paruita della materia, ¢ per alcre ragioni, come ris foluerd nelle dimande feguenti . 7, P. Padre m’accufo ; che hd mormora- to d’vna Giouane, dicendo quod przgaans crac. C. Quefto G diceua per la cerra? P. Padre io Pho vdito. C. L’ha ydiro da pid parti? P, Dadue, otres C. [i mormorare d’vna cofa, che gid ¢ pub- blica ael popolo , non € peccato mortale con- tro la ginttizia , quantuague pofla eflerlo con. tro la carica , fe quando fi mormora , v’é com- piacenza del male del profiimo. Perché, quan. do !a cofa ¢ pubbiica , gia ha perfoil proflimo Vazione ,j che aneua alla. conferuazione dellz {ua fama; Adupguenon ¢€ senetaduaiais il mormorare d’vna cofa pubblica. E pubbii- co fi dice quejlo, che fi sa dalla maggior parce dcl Popelo, : _ 8. P, Padre io non $6, fe foflt pubblico, ono. C. Lo fapenano gia le perfone , colle quali V.S, mormord? Perché, f¢ quelle lo fapcua- no, NON era peccato morcale il mormorar- ne io lor prefenza - Nauarro colla comune. P, Padre, no'lfapeuano, : C. Erano perfone fecrece, prudenti , delle quali V.S, prefumeua , che.non lauerebbero detco ad alcuno? Perchée il manifehare vng colpa graue del proflimo ad yn, 6 due per= fone fecrete, delle quali fi crede , che lacer- raono occulca , non € peccaco mortale , come infegna Caiecano 2. 3: quet. 72+ art, 2. dub. te Reginaldo lib, 24. m 75. Navarro, & aleris erché , dicono ,n90 cede in detrimento noe tabile del proflimo ,che’l feppino duc, ocre perfone cacicsurne, delle quali ¢ certo , che no’l diragno, Cid non ofance , il concrario é pid, comuns,& vero, come con Layman, Villa~ lobos , & altri dice Diana part. 3+ Trate 5. res fol. 33. Ec é laragione, che pid fentira il profs fimo, che fappiano i fuoi errori, ¢ peccati, vnas 6 due perfoog pradenti, ¢ fsrie, che vna,o due perfone di minore sfera, L’altro , perché non pud fidarfi, che cali perfone debbano tee nerlo fecreto, quancungue fijao {erie , ¢ pate lino poco; perché, fe V.S, che fi preggicra d’cficr tale , non ha faputo cacerlo , pud dubi- tare, ¢ credere con fondamento, che né meno Jo cacicranno quefti aleri , ma che’l diranoo ad altre perfone forco titolo , che anche quelle fo- no tacicurne, ¢ quefte ad alcrez¢ cosida yno ad vo'alro @{ diuulgherd Vintamia del prof- fimo... , Oe Pe i a aT ee - Bae ee

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