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i, , i caftreafi, 6 quafi CaftreaGi hail nio, & vfnfrutto,e pus 4 fuo piacc- “jadependeoce dal confenfo del Padre {pen- li in giuochi, ricreazioni, donatiui , & in o ilreflo, che vole, fenza concrautnire dre, io non aueno di quete for. folo auevo wna vigna, che mi lafcid y di mia Madre , & vn’ alcro pezzo, ¢ anco mi lafcio vn fratello di mio Padre, C. La parte, che gli lafcio il fratello di fuo ¢, (0 per caufa difuo Padre? : . Padre si, portaua fiagolar’amore a mio t, & afuo riguardo me lo lalcio . | €, Ela vigna , che gli lafcio il fracello della gli porcaua grand’amore, me la lafcid ¢ La parce lafciacagli dal fcarello di fuo ¢, firepyca frai beni. profeccizij ; di ma- 2, che tutto quello , che il figlio acquifta crufadifuo Padre, fia per cetamento,6 t donazionec, damifa, fe glié dato intuits atris, fi chiama bene profetcizio , & in queilo ha il Padre i) dominio , & vfufrurco: ¢ quefti beni profectizij folo {eruono al Sglio per quan- do ficonfilcano per qualche delitto i beaj del Padre ,che non ponno confifcarfi i beni prote- ___ tizij del figlio; confta da} Tefto Ciuile, ¢ lo tiene Pictro di Nauarsa lib. 3. de refi. cap. 3.» 24. Silucttro verb. peculium 9, 3. 180, La vigna , che a Y.S, diede i! fracello di Madre fi repuca fra ibeni aduencizij: Di odo che, tutto quello, che peruicne al figlio lla Madre, 6 per {va caufa , fi chiama bene pentizio ; & in quefti beniil figlio ha ildo- inio, & il Padre l’vfufrucro ; ¢ morco i] Padre {ta nel figlio il dominio, & v{utrucro, Da} che S'inferifce , che, fe il figlio prende a {uo Padre i beni profertizij,pecca,& ha obbligo diretti- nire ; perché di talibeainoo.ha il figiio né ominio, ne vinfrurco, 484, Sinferifce ancora che, fe viuendo il Pa- ate, prende ii figlio, 6 fpende i beni aducari- 2} pecca, & ¢ obbligato a reftituire, non Ja __-proptieta , perché guetta¢ (ua; ma !'vfofrucco, _ ghg¢ il Padre a cauato da efi beni ad- ___ hentizij: V.G. quefta vigna, che V.S, riceue dal fratello di faa Madre, eche fi repura fra’ beni aducutizij , fuppongo ,' che rendefle dodeci mi- furs divioo anno; ogni mifurafi veaderebbe _ +# Quaranta reali: Sarcbbe V.S, obbligaca a re- ___ Ailtuire a fuo Padre ogai anno,guello,che mon- _ tallero le dodecj mifuce di vino ( dedurtoae le » | Gpele , cheil Padre aucrebbe da fare nel colciuo _* ai desta vigna) fe Y,S, vendefle, 0 gictafie 2 _ -Male dettavigna. Pero non farebbe obbligaca “Artciticvire i] prezzo, che importava Ja pro- tictd della vigoa, perche qucita¢ del figlio » Capitola VI. De Fartide figh Gi Famiglia’, rr Sicché 200 auendo V,5, beni caftreaG, 6 quaQ caitreaG , non poteua rubare a fuo Padre quelti cinquanta ducati, e deus refticuirli, fe peri principij feguencinon ¢ fcufara.. - 482. Mi dice , fe V.S. ausfle decto afuo Pac dre, che gli perdonade quefti cioguaaca ducati, il Padre l’auercbbe farco 2 P, Padre si, pecche m’ha fempre portato va fiagolar aff:tco , C. Beaché la donazione, che il Padre fa a} figlio , V'irrici. comunemence la Legge Civile; pero morcoil Padre fi conferma decra donas zione,{e la fomma d’efla aon eccede quello, che le Leggi muinicipali permettono, In Navarre € mioor difficolcd, perchée v'é molea livercd in maceria de’ retameati , poiché de’ bzai, che noo fono vincolati 4 citoio di maggiorafco, ponso i Padri infticuir erede qualGuoglia ftra- niere, lafciando a’ figli, & alle figlie il con. gruo, edore {ufficienre, per accafarG deceare- mence , B poiché Y.S, prefame dall’ afferro par- ticolare ,che {uo Padre gli portaua, ch: gli auerebbe condonnaro quefti ciaquaare due caci » refta YS. difobbiigaca dalla reiticu. zione. Doctrina , che deuono norare i Confeflori pet alcyai Nipoti, che rubano a’ loro Zij cerce cofe minuce , & i Frarelli miaori a’ magziori ,¢ prudcoremence fi prefume, che farebbero loro condonnazione di cali cofe i Zij, d:fracelli, fe'l fapeflero ,¢ che quoad fub/tantiam non fas rono ionici, ma folo inquaaco al modo ; ¢ per anes mancaco in queito, fara peccato ve~ niale. ; b A oveliran:.o 183, Yaa limicazione pud auere la dortri- nadecta, ¢ la pondererd in quefta dimanda, Mi dica ; quefti ciaquanca ducati, che V.S, pre~ fume,gli aucrebbe cOdonnato fuo Padre, fareb- bero di dano a'{uoj fracelli,o alle fue forelie per accafarli deceacemense? Perché con decrimens ro degli alimenti, 6 doce degli alcri fgli, non puo il Padre fare Gmiglianci coadonnazioni . P, Padre, non oftaare queiti ciaquasta dus cati,reftaya a’ miei fracelli , ¢ forelle baftaare, econgrua doce; ma ho vo f{crupolo foodaco in quefto , che mio Padre nel {uo ceftamenco difpofe, che nella fua azzeoda , aueffero cucti ifuoi fgli parce vguale: deno io compucare nella mia parce i ciaquanta ducati? C. Noo ofta quefto ache Y.S, pofla encrare in parte vguale co’ {uoi fracelli , quando pre- fume pradsaremente, che fuo Padre gliauce — rebbe coodonnato i cinquanca ducati; perchée fuppoita quetta prefunca doaazioac , la volone ta del Padce farebbe, che del refiduo fi faceffe parce vguale cra’ fuoi figli. Dia’ £84, Perd per proced:re con maggior ficus rezza,, mi dica V,S,sa, che ifuoi Pracelli, coe me ini, abbino rubaso qualche cofg a fuo Pa- dre? © P.
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