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1890 fap. 4. num. 26. F fequent. “avendo gia crattato nelle parti di quefto capirolo quinto precedente la materia de’ con- tracti;refia per compimenco delle notizic , ¢ doctrine fpectanti al {ectimo Comandamenco, parlare de’ furti , che fogliono commertere al~ cune perfone particolari ; il che craccerd ne’ {e- guenci capiroli ; rifervando per il Trattato 15, e16.della 2. parte della Pratica, Vinginftizic, che alcuni fogliono commetcere ne’ joro vf. ficij » CAPITOLO YI, De’ Beni de? Figli di famiglia, ¢ de’. loro furti » 174: . Padre m’accnfo, che quando ero fotto la porefta di mio Padre, fo~ leno prendergli alcune volce qual- che reale. . C. Sarebbe per avnencara groffa quantita il rubato? P. Padre gli hd rubato molce volee, eo» monttra Ja quancita a ceato ducati. C. Quello , che prendena , lo prendeua per ricrearfi dtcentemente fecondo il fue ato 3 P. Padre, queilo, che prendeno era molre volce per quefio fine, €.di poilo fpcodeso in cole illecite , ¢ profane; & anco conofco, ch’ec-. cedei in prender pin di quello, che Ja decenza del mio fiaco permetcenami . C. Noné furto, i] prendere vn figlio di fa- migliaa {uo Padre; quello, che gli é necefla- rio pervna oncfta ticreazione fecondo la fua qualita ,¢ fecendo quello, che aleri di fimi- gliance grado ragioncuolmence {pendono: per- che il furto ha da effere contro la volonta ra~ gionctuole de] Padrone: il Padre regionesol- menre noo € inuolesrsrio , che i) figho preada guclo gli¢ neceflario per vna deceare ricrea- zione : Aduoque Hon ¢€ furto il prenderlo . Lef- ho Jib. 2. de iuflite cap. 12. dub. 13, unm, 266 & altri. 175. Né meno peccd V.S, contro Ia ginhi- zia in {pendere in vfi profani, & illegtei quella qvantira , che ragionenolmeate gli concedena yi Padre per vfi onchi, Faguodezia 7. Decalog, lib. 7. Cap. 3. 4. perché non fpendeua quetto danaro concro la volonta del Padre , quoad fub- ftantiam , ma folo in quanto al modo : Quando il Padrone ¢ ragioncuolmence volontario nella ~ foftanza, abenché no’l fa quanto al modo,non € peccato contro Ia giuflizias Aduaque non pecco V.S, contro la ginflizia in fpendere in vf iileciri quefio danaro, Ha perdé peccato con peccaco di prodigalira, oppotta alla virci della moderabz2, le qual virca inclina a {pendere i] danato io vii ragioneuoli , ¢ non fpenderlo fy. pesfiuo, ¢ malamcnje, Tyattato V 11. Del VII. Comandamentos 5 In prendere V. S, pit di quello, che ragion noimenre gli dovuena concedere il Padre pety onefti, peccd contro Ja giuftizig, con obblig di reficvire . “4 176. Ecosi mi dica, quanto fara Rato que Jo , che eccedeva Ja quancita, della quale ausy di bifogno per le iue onefte ricreazioni? = RP, Padre, fara cinquanta ducati, 5 C, E gueftilba rubaci cure’ adlieme,6 pu poco alla volta? . i P. Padre, oggi quattro, dimanidue , & quefto modo gli ho prefa quefta quanocicd. C, Compacmence fi ricerca pid quantica, cid il furto de’fighi di famiglia fia mareria gra ne, che oe’furci de’Rranieri. lo giudico nceeia rio , che fia dupplicacas. V.G, fe rubare quat tro ad vn’ franicro molto comedo non mactria grave ; il rubare otto a} Padre, effende d’vguali facolta , n¢ meno porra efferlo ; links rifco dalla doctrina di Baffleo , verb. Furtam: n. t.¢ del Cafpenfe , trat, 18. difp. 5. fect Tet 57: che con Leflio infegna , che rubar’ otco: va Padre mediocremente comodo, non ¢ peg cato morrale, né maceria grant: Acqui conuga gono comuncemente i DD. , che rnbar quacen ad. vn firanicro. mediocremente comodo neceflario per efler maceria grane; Advag sioferifce , ch’é nectflaria dupplicata quantir accioché i) furco, che ifigli fanno a’Padrit famiglia, fia peceato mortale, riguardog quelia , che bafta rifpetco a’ftravicri, £77» Faor di quefto ; quando la quancica ruba, non turca affieme , ma per farci piccol anche. fi ricerca dupplicaca quantita accid fi materia graue, enco rifpeceo de Aranieri, com dice Diana 1. part, trat. 6. veful. 347» dal eh sinferifce, cheilfiglio, che ruba a fuo Padi per furci piccioli,, ricerca, per conftitmire ma tia grauc, quadrupplicata quantita: V.G. fer bare ad vn firaniero io vna fol volra quact reali € peccaro. morcale ; accio Io ha rubaat al Padre d’vgpal facolta, hanso ad’eflere ort reali; ma {¢ liruba per piccoli furti dene arriut re a fedeci, E perché V.S. ha cecedaco quetl quantita, per quefto ha conftituito maceth grave. a 178. Midica; quefta quantita, che V5.1 pigliato in cafadifao Padre, era debenig itrenfi, 6 quaG caftrenfi faoi proprij , : P. Iononso, Padre, che beni hjao queftt, C. Beni caitrenfi fono quelli, che il fig! guadagna io guerra , 6 quelli, che glidan Perenti, amici, 6 alere perfooe , ptr caufa 5 occafione priocipalmeore dela milizia, B quafi Caftrenfi , fono quelli, che il figlio acq fia, 6 gnedagna per gaalche vfficio pubbli V.G, di Medico , 6 Auocato , 6 Maeitro in delle fecre arti liberali ; ma no'l fono quelli, ¢ acquifta per vilicij paccicolari, di farco, calz lato, & altri fimgtiang . Cai, ae

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