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endum admittendus, tape qui ad agend. . in 6, Acqui , nel giuoco proibico f } per ripecere i] pagatoe Aduoque fi ache per non pagare il perduto . Limitano i citati DD.quefta opinione, io, che quando v'interuiene giuramenco fi perd2 in giuoco proibiro, fi “perché il giuramenco de re non obbliga al fuo adempimenco: il giura- uco di pagare quello {i perde a giuoco proi. ‘dere non mala: Adunque obbliga al fuo. pimento i] decco giuraméco.Ma come che © giuramento non conferma il contratco ginoco preibico, s'adempifce coila momen-. aca foluzione ,e pagemento ; ¢ dopo d'auer aro ,reftaa V.S. azione, per ripecere in indizio quello, che ha pagaco: Conita dal quamuis, de pattis; ¢loriene Bafeo Verb. y nel fuplement. n.12-9.Sed quid , o pure come dice Diana part. 7. Trat. 9. refol. 26. Sa~ las Tra. de ludo dub. 26.8: pud ananti di pa- gare, dimandare d’ eticr liberaco dal giura- menco dal Vefcouo, e con quekoceflal’ob- igo di pagare il perduco , a fidarfi, in giuoco _proibico. f 169. C.Soleua V.S. ordinariamence perde- a. pe ies . C. Quefto gid ¢ molto comune a giuocato- i, ¢ per quefta ragione quelli, che frequenta- Oil giuoco, arrifchiandoui gran quancica di haro ,peccano d’eedinario morcalmznce, ¢ join mal flaro; & incapaci d’afoluzione, 00 procurano di leuarfi quefto vizio- Vil- bbos part, 2. Trat, 28. diffic. 5.n. 18. Perché , quantunque lo ttefo. Villalobos nel citato diffic, 1<n. 6, Filiucio Tom. 1. Trat. a 6. Bowacina , & Hurcado fcufzno dal to morale guciii , che fanno logpia delle gale, fomminitirzndo a ginocacori carte, i &c. lopinione perd ficura, ¢ comune con. nna quefti cali di peccato morrale: Adun- gué con molca ragione deuono eficre coudan- Rati quelli, che givocano lungamence , e di Molto. Prouo la confeguenza ; perché l’efidi- €,¢ concedere Ja czia fua a’ giuocatori, € omminifirare vna cofa di {ua nacura indift:. cnte ; qu llo, che ginoca , fapendo per efpe~ Tienza , che perde; cfircica va'azione peccaimi- Bola,¢ mala; Adunque fe peccano gueili , che Sencedono la cafa, quanto pik peccheranno » che few abufavo. 170. P. Padre, m'accufo, che molre volte 0 gitlecato c n figiidi famiglia, edopo m’é tauco {cropolo, fc il danaro , che mecteuano 1u0CO ,fofie {uo , 6 pur Pauefiero rubaro oro Padi, C. Non v'é dubbio, che i! giuocare con islidi famiglia; quando i dauaro € de’ loro f givoga con animo di tratctuerfi Gapitolo V’. Parte X. De’ Contestti. 179 gucile aloro fi guadagna ,@ peccato mortale: perché, fi come il figlio aon pu crasferire il dominio d’efio danaro ,né meno pud aleuno acquiflarlo, & ha obbligo di relticuire d loro Padri fimigliance danaro. Vi (ono alcuni beni, ne’quali hance dominio i figii di famiglia; ¢ quetti , qaantunque li prrdaoe , non fanno age grauio a’ loro Padci, ¢ quelli, che li guadas g2ano , pooao riteaerfeli.. Nel capicolo @guen~ tc tratcecd de’ beni , che i figli di famiglia poa. no {pendere validamenre. een 171. Per fine diquetta materia de’ contrac. ti, ¢ di quefta Parce 10. che paria del giuoco, che é vn contracco, qual dipende dallz forcuna, m’€ parfo bene coccare breucimence aleri.con- tratci , che anche dipendono dalla forcuna, che fono l’aflicurazione’, le forti , e fCommelie . Al- ficurezione, Eft contrafus y quo alieng rei peri 4 culum fujcipiur pro previo aliquo: Coouieac laf. ficurazione ia ragioue dicontratcd coali aleri coniracti; edaccioché quefto concrarto fiz le- cizo , ha da eficre proporzionato il prezzo, che Vaflicuraroce riceue , al pericolo , chelacofa, ch’afficora , patifce:e fe conftaile all’afficura. tore, che la cofa non fofle in prricolo\, now potrebbe riceuere prezzo, per aflicurarla ; né ineno pudeacrare in quefto contracto quello, che non ha facolea baftanci per poret pagare, fe fi perdede la naue ,»6 la cofa afficurata:e quello , che ricerca d’eflere aflicurato , nou ha da effer certo , che la cofa fia gid perfa; n¢ia luogo della mercanzia afficurata, pud fofti- tuire vnv’alera diftiaca . 172. Lafcommefig, Ej? contraftus , quo ia re dubia unus pro una parte , alius pro alia {pondent, utis lucretur , Gui eucntum , vel rei veritatem ats tigerit . Sidice contratto, nel che la fcommedia, coauiene con li aleri contrarci.. Si dice , quo in re dubia ; perché , fe alcuno fofls certo della ve~ rita della cofa, son porcrebb: guadagaare lz fcommefla , fz non manifettade prima la cers ttzza, che ne auce, e¢ che anche non oftance quefo, lalrro volefie fcommectere , dicendo, che ancor egli lo sa di cerco ; allora leci- Lamence pud guadagnare Ia fcommefla : e» quantunsucalcuai Aucori condanaiao per il- lecito quefto coatratco , perd comunemente fi da perlecito da alcri molei, come pud vederfi ia Machado Tom. 1- lib. 3. part. §.Trat. 7. doc. 3.n.2. & aggiunge nein. 3. che é lecico anche, quando aicuno d:’ compccitori mecce, pid quancita dicendo : fcommecterd dut daca- ticontra vno, che quefto fia cosi. 173- Le forti fono vo’airro genero dicone tratco fimiglisnce a quello della fcommeffa , & é concratto lecico di fua natura, eflé€doui vgua- la ,¢ non adoperandofi alcuaa cofe fuperfti- ziofa, arte dizbolica, acila quale fia patco efprefle , 6 implicito co'l Demonio ; di che fie trattaro baftancemenre ci fopra net Trat, 1. a se cape G
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