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te y a3 $ a a Ag Se reciproca, 0 avtidorale: La femplice ¢ quella, che fifa per fola liberaljtd; La reciproca ¢, quando due, 6 tre, 6 pili perfone,fi fanno mutnamente donazione ; l'ancidotale , 6 rimu- neratoria ¢ quella, che fi fa in gratificazione di qualche bencficjo ricenuto. Molee proliffi- ta,¢ Ie pid , fpeceanti alle Leggi, ha quefta maceria dj donazione , che per non fervire , a¢ efsere necefsaric per i Confefseri , tralaicio;po- tra ilcoriolo vederle in Bafseo Verb. Donatio, & in Villalobos Jom. 2, Trat. 20.& in aliri Sommifii, 145- Emfireufi, Eft contraftus, quorves ime mobilis conceditur quoad vtile dominium alteri, cum obligatione foluendj pevfionem certis temporia bus Domipo proprictatis. Quavtunque guefto contratio paia nwlo fimile 2 quello di con- duzione , 6 locazionc, 6 affirco 5 rurtanjain alcnnicafi fi diftipgue da efi, come conftera dallo {pirgo della {ya deffinizione. Si chiama concratto, in che conuiene I'emficenfi generi- camence con Ji altri contrarti, Si dice, quo res immobilis , nei che fi diftingue dalla condpzio- ne, poiche in quefta ponno appigionarfi le co- fe mobili, & immobili; ma ne! emfienfi folo ficoncedono cofe immobili. $i dice conceditar guoad vtile dominium ; cio€ , che in quefto con- tracco nop fi trasferifee la propricca delle cofe, ma folo fe ne concede I’ vfo, & il dominio dell’vrile , che co” fuoi frutei fi ricene ; in che G dittingue dal mutno, e€ yendita, ne’ qualj i trasitrifce jl dominio della cofa. S'agpinnge, gum obligatione Joluendi penfionem » in che Gi di- fiingue quelio contraco dal commodaro, ¢ precario , ne’ quali fi concede graziofamente Pvfo della cofa;¢ quefa penfione pus pagarfi indanaro,o in alera cola ze fePoficencaé negligence in pagare l2 penfione. cade in com- milso , ¢ ricorna la cofa co’ fuoi miglioramen- ti al padrone d’efla;¢ pud darfila cofa in em- ficcufi per dieci, 6 vent annj, 6 per due, ocre gcencrazioni , 6 perpervamente . 146. IlFepdo € yp coniratro molto fimi- ‘giliance all'emfirenff ; ¢ fidiftingue da quello ia qucfto, che nell’emficenli fi pagg al padrone qualche penfione reale, in denaro, 6 frutti; ma ne) fendo ta penficne, che fi paga, é per- fonaie;¢fuoledefioirhin quefio modo: Feur dum eft contvadus, quo res immobilss conceditur aliervi quogd dominium vtile pro fidelitate . ferui- ‘toque perfougl: exhibendo Domino proprietatis: reltano fpicgace Je parcicole di quefta dc fini- zione nel numero precedence ; ¢ fopra le parole pro fidelivaté , ferwuioque perfonali exbibendo , di- co, che in juogo della penfione reale, che f page nellemfceuG , fi paga nel feudo Ja ferni- th perfonale,efenon & daal padrone quefo —— ofiequio , fi perde jj ferdo . ‘Capitolo V. Parte 1X, De’ Contratti ; - g,1.Pud suche Ia donazione efsere femplice, 275. PARTE Ix. De’ Cuftodi delle Porte, 0 fia de’ Portis 147+ Pp » Padre m’accufo, che in cerca oc. cafione paflai voz mercanzia dj contrabando , feaza manifetara al banco, C. S$ jacontrd Y.S, colle Guardie, 6 Cu- flodi? P. Padre si, C, Sagginfté con effi, accid glilafciafero paflare la roba dicontrabando? — P. Padre si, diedi loro quattro pezze,¢ £on quefo mi jafciarono io pace, C, Furono Je Guardie fiefle , che induflero V.S,a dar loro qualche cola, con che ja Ja. {ci:rebbero paffare; 6 pure V.S. prego quelie a Jaiciarla patlare che ad efle auerebbe daco le guattro pezze 3 P, Padre , io pregai efle, che diffimmnlad:- ro, offeregdo Joro quefto danaro , C. Peg rifoluere quefto cefo , fuppango in primo luogo, che fta i Cufodi , 6 Guardie, e quelli, che hanno ad affi:to le Gabelle Reg- gie, fuole eflerni vn concratto di condnzione, 6 locazione , nel quale fi obbligano detti Cu. ftodi a fernire con fedelra, ¢ cuftodire con di- ligenza i Portis; ¢ per eflerni con detti Cuftodi quefia forte di concratro , m’é parfo bene crate rarquiquefa maceria fra gli aleri conrracci, Suppongo in fecondo Inogo , che i Cuftodj abbino dato givramenco al Principe, 6 Repu- blica d’efftr fedeli nel loro vfficio ; come dice Machado Tom. 2. /ib, 2, part. 3. Trat. 3,docum, 3. n. 2.Suppongo io rerze Inogo , che iodure — revnaperfona d peccare, ¢ peccato di fcans dalo ; come dicovo j Degreri rntti, Suppofio quefto , dico , che Y.S, peccd more talmence io indorre ef Cuflodi a diffimplare con V,S. Ecéela tagione, perche i Cufodi in quello peccarono mortalmenre contro il giu- ramenro, che eucnano dzto d’efercitare con fedelea i! loro vfficiosAdunque anche Y,S.peced mortalmence io indarueli, : 148. Alcra cofa farebbe , fe i medemi Cafto- di fi fofero offerti fenza efservi da V,S, indor- ti, a non manifeRarlo,fe dana lore qualche cola; che in quefto cafo non farebbe illecico dar ad effi quel danaro, e¢ feruirG della loro malizia per veilicare fe ftefso. Livferifeo con chjarezza dalla dorcrina di $. Tomafo, Valea- za, ¢ Suarez, che cita, ¢ fiegue il R.P. Fr. Lui- gi diSaragofa nel Trat. 24. de Sacram. in gene- ve , difp. 5. Sef. 4.0. 36. che infegna efitr Jeci- ro cimandare |'amminittrazione de’ Sacramen- tie] Minifiro c{pofto, ¢ preparato, beachée £3] Miniftro abbia ad amminiftrare ij Sacra- menco in malic fato ; nella quale doctriaa * °

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