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ip vn'alero —— Cenfas Tom. 1. n. 6. p. Non peri la cofa , fulla quale Rava fon- dato il cenfo.. -C. Adungue in che confifte il fuo {cru polo? P, Confifte in quefto , che per fondare que- fio cenio, non ho sborfato danaro alcuno, ma folo douendomi yna_ perfona certa quanti- ra, che cardaua molto a paflarmi, firidudle quefto debito in cenfo, € s'obbligd a pagarmi ogoi annoi fructi , che ginftamence lecozrif- pondefitro , 137» C. Secondo la Bolla di Papa Pio V, pon € kcito ridurre in cenfo idebici avanti contratti , né aumencarlo co’ redditi crafcorfi: fe quefto fia lecico accefo folo ii Ius nacurale né dubitano i Dotcori; ¢ quancvaque alcuni jo neghino, lo concedoro probabilmcace alcri, come pud vederfiin Bafleo verb, Cenfus num, 12, tom. 2+, con quetto che fi. enicino le frodi, ¢vifia vgualica fra i} capicale , & i fructi. Di dove conia, che done non, ¢€ riceuuty la Bolla di Pio V.faralecito in qutita opinione il cen- fo, chefifooda de'debici contratci avanci;e che la Bolla di Pio ¥V, nomé ftaraammefia in ppegua,/afierma Machado codem Txat. 3. do- £utn. 3. B--2-.&. anco efitado riceuaca, dice Megala apud Dianam part, 1. Trae. 8. refol 44. che , come le difpofizioni di efia Bolla fi fon. daoo io prefunzione di frode, ceflaado quetta, fara valido nel foro della cofcienza il cal cenfo, che ¢€ confticvito de’ debici anceriori , beaché noo s‘oficruino le folennica , che ricerca efla Bolla. Chi defidera vedere Je condizioni , che per iceofi haafegnato Pio V,nclia {ua Bolla, Je ricrovera nella Somma di Rodriguez Verb. Cenfus cap, 87, in Villalobos Tom, 2. 7 rat 23, di 629 & io Bafico Verb. Cenfus ° PARTE VII, De’ Contratti dj Cambio, e Societa. permutatio pecunia , uci che {i diffsren- : zia quetio conrracco dagli alcri, per- che wngli altri non fi da danaro per danaro, aa O mercanzia per danaro, come oelle vendi- ae , 0 | «fo di quaiche cola , come acl comoda- 40, € precatio, ¢7 fic de reliquis, Si divide il cambio in minuto , 6 manualc , ¢ per leccere , 0 locale: Cambio mianco, 6 waonale €, quan- do Con daoaro dj maggior valfura fi permuta €on altri di misor prezzo, come vn dobloae oo realidr plata , 6 gu¢ficon quarti: cam- _. bie Jogale ,6 periecteree, quando il danaro, — £he € i a Gipermuca in altro, che ¢ “ogo 5 ¢ puo cKere i] cambio rea- dg, 0 feccos cambio real ¢ » quando il danae i Ty Cambio prefo rigorofamente , ef s a = ; ae nets f ® Capitoly Y. ParteV I, De’ Contratti, geome com Layman , & altri, dice Bafito Verb, 173 ro, che ¢ io xo Luogo @ permuta per aliro; che realmence fi configns in vn'altro Luogos cambio feeco é. quando fi configoa realmente coa danaro in vu Luogo per alcro, danaro, che fi fogs auccfi da conGiznare in vo’altro Luogo, eficndo quefto firizio, ¢ non confignandofi det. todanatoinralLuogo, ate 139, P. Padre, m’accufo , che nel contrate to di cambio, che qualche volta ho efercitaco, ho guadaguato qualche danaro, C. EB Rato ig cambi fecchi? Perché quefti fono illecici , & vfurarij : L’vno per auerli con- danoati nelia fua Bolla de Cambij Papa Pio V., lalcro, perche il cambio fecco ¢ vn mutuo Palliato, ¢ per il mutuo non puo prenderfi ioterefie alcuno, . hei P, Padre , icambij. che io ho fatto, non fo no flaci fecchi, o¢ reali, bis C, Aucna V.5. Vilicio di Banchiere,6 Cam- bifta cunfercole dal Ré, 6 dalla Republica? Che aucado queft' vfficio, enon dandole falario al- cuao la Republica ¢ chiaro, che porteua farui qualche guadagno giutto, cortifpond:oce alig {ua facica , & al beneficio,, che in quelto faceus alla Republica; come dice Villalobos tom. 2, traf. 24. diffic. 2. Me Ie P. Padse, oon aueuo quel’ efercizio per vfficio § C, Cefgo4 V.S, qualche guadagno , 6 pati- na qualche danno per occafione de'cambj? Pere che per illucro ceflaote, 6 dagno emergence avercbbe potuco cauare qualche ycile propor= zionaco al danoo, che ne pariua, dal lucro, che le ceflaua; ¢ quanca quancica polsa prenderG per guefti citoli, & in che modo , pud vederfi in Torrecilla nelle fue Confulte Morals, trat. 5 .confe 1M. 26.¢n, 38., D fequen. P. Padre née m’ ¢ cefato lucro, n¢ occoifo dapno, pcr cambiare . C, E’ flato il guadagno di V,S. in auerda- to qualche moneta falfa? Perche queflo none Iecico , quactungne V.S, fofle fata ingaonata coo fimil moneca da alece perfone, _ P, La mostra , che io ho daco,¢ ftata buo. na, ¢corrence. C, Erano molci, che riceucfero danaria cambio ,¢ pochiche lideflero ? Perché , fi co- me l’alice mercaczie vagliono pill, quando ve n’é penuria , & abboadagza de’ compratori, cosi la moneta ia ordine 4 cambij , vate pia, guaado vifono pochi, che la dijao, ¢ molci, chela ricevino, come pad vederfi in Bona- cina difp. 3+ de contral, qua. 5. pun. unite num. 15, P. Né meno per guefto titolo canai gua- dagoo. i C. Adungue per qual mezzo lo cand 3 P, Padre, lo cauai per il bencficio , che fa- ceno a quello, a cui daao Jaleccera, liberan- dolo dal pericolo che gli poteua RSPR. a¢l : traf.

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