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Padrone fempre , che !a dimandera ; né meno fi fa aggrauio ad alcun’altro; poiche colla fua induftria , & impiego lecito ha fatto il Depofi- tario quel guadagno : Adunque &c. Ma auuer. te Bonacina vbi fupra §. Addit. Con Silaeftro, & altri, che quando il danaro fi configné al Depofitario Sgillato , 6 ferrato in quaiches {critrorio , calla, 6 cofano, allora non pud feruirfene ; perché dandoglielo in quefta for- ma, é lo fleffo , che proibirgliene I’vfo . 431. P. Anche m’accufo Padre, ch’eflendo- mi dato per certo debico vn pegno per ficurez- za, io alcune voice me ne fono feruico. C. il contrarto di pegno: Eft quando res mobilis creditori pro debito obligatur ; in che fi di- ftingne dall’fpoceca ; perche in quefta s'‘obbii- ga regolarmenoce al credicore qualche cofa im- mobile , come cafa, vigna, 6 podere; enel pegno, queilo , che fi da per ficurezza del de- bico , € cofa mobile, come gioie, velti, 6 al- tra fupelletile fimigliante. Mi dica, vsd V.S. queflo pegno con licenza del fuo Padfone ; perché ia quefto modo porcua beniflimo viarlo. P. Padre , il Padrone non m’ha dato Ycen- za c{prefla d’vfarlo . C. Era il pegoo di tal qualia , che fi confu- mafle coll’vfo? Perché eflendolo, non pud vfarG fenza licenza efprefla del Padrone ; poi- ché oon fi prefume ragionetwolimeore , che ¥o- glia fi vfi; & vfandolo, v'é obbligo di refti- tuire al Padrone quello deterioré coll'vfo: ma fe fofle il pegno di quelli , che non G cocfama- no vfandoli, come wna gioja, oro , 6 argen- to , 6 piatto di fimil farcura , fi prefume eifere volonta ragionevole del Padrone , che pofla “vfarfi. Wa Villalobos obi fupra diffic. 4.0.7. P. Padre, la cofa, che io aueuo m pegno, era vn canallo, ¢ me ne fono feruico per al- i quanti viagei. €. Se V.S. 000 auefie auuto que{to cauallo in pegco, n’anerebbe afficcaco alcro, per far quetti viaggi? P. Padre si. C. Ha compurato V.S, quei giorai, ne’qua- lis'é {cruira del cauallo in sialco dei debico priacipale ¢ P. Padresi. C. Ha sfficcaco ad altri queflo.caualio ¢ P- Lio afficeato alcuni giorui. — C. Ecolligiorni, che fe o’é feruita,¢con quelli, che l'ha effitrazro, ha canato da paga- “¥etucto il debico principale ? P. Padre 06. \ bi ‘C. Quando Ja cofa, che Gda inpegno,e¢ fruttifera (qual é il cavallo del prefence cafo) dcut quello , che ha riceauco il pegoo , com- _-* —pucare ia disfaico del dcbico priccipalei fiucti, che caua da cal pegoo, deducendone le {pefe a in conferuario , come ia dare da mangiare al eee > Capitolo V. Parte V. De’ Contratti. 371 canallo ,ferarlo , &c. Eré anco lecito afficcare ad altriil pegno , che il debicore diede per ficu- rezza , quando da quefto aon gli ficgue dans No? ma finico di pagar del debiro priacipale co’ fracti cauati dal psgao, deue refticuirfi al Padrone ; il che pad vederfi in Machado Tom 1.4.3. part. §.Trat. 11. doc. 2, num, 2. 5. Ec aggiunge , che quando per ficurezza della do- te fi da al Matico quaiche pegno fruccifero, noo - obbligaco a computarei fracti in disfal. Co del debito principales ex capit. falabriter de vfuris. Aauerce Villalobos n.8.con yna leg- ge deliz Parcica ,che noa é lecico impreftar ad alcuno fopra il pegno, con cosdizione , che fe no'l ricupera per il cal giorno, retia vendu- to, fe non in cafo, che il concerto fi facefic con condizions , che fe per ileal giorno no’l ricupera ,re(ta yeaduco al prezzo, che huo- mini prudenti lo Rimaffero , che quefto non fa- rebbe illeci o; come,fe pagaffe al Padrones quello , che dicefsero valefse la cofa huomini prudenti. 132. L’Ipoceca, che, come hd detto; é quando alcuna cofa immobile s'obbliga al cre. dicore ptr ficurezza del pagamenco , quantan. que nou li fi configni, come fi fa del pegno; vna € ipoceca efprefsa , altta tacica : I’etprefsz, é€ quando s’afs:gna quaiche cofa efprefsamzne te per ficurezza del pagamenro: la cacita é, quando la cofa noa fi afsegaa efprefsamence; pero per la Leggeretta ia molci cafi obbiigaca al debico , come i benidel Marico , che per dif- pofizione deila Legge Ciuile reftaao tacica- mitace ipotecati per ficurezz2 deila dore; & i beni del Tucore, ¢ Curacore, per lz ficurezze dell’ amminifiraziove de’ beni di Pupillo, 6 Mioore, & io alericafi, chz riftrifce Lefliodib. 2. de inftit. cap. 28. dub. 6. 2. 34, & fea. L'ipo- teca clprefsa ynaé vniucrfale, Palcrafpeciales Vvoiuerfale 6, quando vno obbliga ad vn’al- troruttii beni, che ha, ¢ che pud aucres lz {peciale e , quando folo obbliga alcunibeni, e non tutti. Anco Pipoceca tacica pud efstre geacrale, ¢ {peciale: geacrale é quando per difpofizione della Legge reftano cucei i beni obbligati alla ficurezza del pagamento:las fpeciale , quando per difpofizione della Legge reftano folo alcuoi beni obbligaci per la ficus rezza de] pagamenco. ty: 133. Laficurea, che nella Legge fichiama fideiujfion, fi defitnilce in quetto modo: Eft alienz obligationis in fe fufceptio, qua quis fe obli- gat ad cam implendam, fi debitor principals non foluit. Si chiama aliena obligationis fufceptio, perché quefto é va contracco acccfsorio , che {uppone i! priacipal debicore ; e come accelsa~ rio Gicgue lanacura del priacipale : di maoicra che Ja Geurcd , noo Gi obbliga a pia ia fottanza, & accidenci di quello, ch’ée obbiigaro i! prin- cipale. Sidice ,qua quis fe obbligat ad.eam ja- Se plendam, — reer a ait hn PE ee ee ieee eee ew a eee
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