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366 Trattato V IT. Del VII. Comandamento: q dubbio fe fia ,6 né rubara , ¢ per dubitare, che la cola fia rubaca, é baftenole fondamenco il vedere, che fi vende 4 minor prezzo: pero, poichée 4 V.S. non venne dubbio, che il ral cauallo fofle rubato , non peccd in com- prarlo. 110. In ordice alla refticuzione , qui fono da notarfi due cofe , l'vna , l'ingiuftizia , & age grauio , che fi fa al Padrone del cauallo, coms prando vna cofa a lui rubata 5¢ Valera € lage grauio, facto al ladro in comprare da luia minor prezzo il cauallo, rubato, ¢ poftoin vendita. Per rifoluere 12 prima: mi dica V.S. quando ebbe notizia , che il cauallo era rubaco, fi rie folfe dicenerfclo, 6 pure direnderlo al fuo Pa- - drone? P, Padre ,come che io l’aueuo comprato, pon mi parue ragioncuole, che io perdeffi il danaro , che mi cofid ; ¢ cosi rifolfi di cener- melo. ’ 5 iy C. Si come € peccato mortale contro la giuftizia il comprar vna cofa rubaca , {epen- dolo ,6 dubirandone ; casi € anche peccato mortale il ricenerla y dopo che fie comprata, fapendo , 6 dubicando , che fiarubacz. 111. Midica, aucua campo di refcindere il conrtatco co’lladro , reftiruendogli il cauallo, ¢ ricuperacdoi {noi crenta ducati ¢ P. Padresi. _ C, Prefumeua V.S. verifimilmence , che fe ritornava al ladro il cauallo, per ricuperare ifuoi trenca ducati, il cal ladro auerebbe refti- tuiro al uo Padrone detro cauallo ? P. io credo, che non \l’auerebbe fatto; poi- che effendofi rifoluto di rubarlo , non anerebbe pid cratraco di renderlo al Padrone. _ C. Se V.S. auefle auvco yna verifimile proe babilica, che il ladro doneffe refticuire a! fuo Padrone il cauallo, poteua refcindere i) coa- tratco di vendita co’l ladro, ritornandogiiil cauallo , ¢ ricuperando il {uo prezzo: in que- fio conuengono i Dottori. Ma quando non. ve quella verifimile fperanza, che il ladro deb. barendere il cauallo al Padrone, gui fia la. difficolta. lofono di fentimento , che anche in quetto cafo pocefic rimeccere il caualloin mano del ladro, ¢ ricuperare i fuoi treota doe ati , O auctic compraco i] cavallo in buona fe- de, ignorando , che fofie rubaro; come dice Nauarro nella iua Somma lacina cap. 17. num. 9-1 fine «Siluctirvo Verb, Reflitutio 3. queh.7. ¢ con alcri Fagundez in feptimo pracepio lib. 7. Cap. 20. num. 2. 6 Vauttic comprato in mala fede , fapendo , ch’era rubaro, lia Pietro Na- uarra lib, 3. cap. 4.part. 3. dub, 4. Toleto libs. Cape 17.%.13.€ Com Ales, & Angelo, il Caf. pete lo giuaica probabile Trat. 18. difput. 3. Sed. 5. num. 46. ¢ Con aleri Diana part. 2.T rat, 17. 16fcl. 4, Ee ¢ la ragiones perché quelto, che compro ( fia con buona, 6 mala fede) 5 € obbligaro mertere la cofa ia wiglior fia di quellola crovd, ¢ bafta, che nea la me in peggiore : Arqui lo ftaro, nel quale la crox fin mano del ladro , dal quale ia comp Adungue fodisfa al {uo obbligo , ritornande yo'altra volra in mano del ladro.e ia 112. Ma fe son pud refcindere il conrrati co’lladro, per ricuperare il prezzo, chet dato per lacofa compraca, 6 perche il ladi € fuggito, 6 perché non pud, 6 non vue render il prezzo della cofa; allora, qu che la compro( fia in buona , 6 mala fede) obbligato refticuirla al Padrone vero , quia re vbicunque eft, pro [40 Dominio clamat « j 113+ Mi dica V.S. ha auuco qualche v¢i da quefto cauallo nel cempo, che l'ha auuco k {uo potere? ; _ BP. Padre si; ’hd appigionaro per alcuai giorni, & auera guadagnato vicino a cinguan tarcali, . — C, Anco. V.S, augra f{pefo nel mancenerle qualche cofa? 4 P. Padre si, anerd {pefodaventireali. Cy Adungue quei creata , in quibus eft dition fadlus , ha, V.S. da xrefticuice ai vero Padroa del cauallo, . 124. Per rifoluere la feconda parte del cafe prefence ; cioé l'inginttizia , che V.S. ha pocu to fare al yendicore ia comprare per create quello, che valeua cinquanta ; mi dica, liltel fo ladro prego V.S. a comprarlo, ¢ s'offerf colla vendica de] cauallo ? P. Padre si. i C.. Adunque, febbene il valor del cauallo folie 50. ¢ V.S. Pabbia compraco per crentas efendone flato pregato dal venditore » 900 SM hd facco V.S.agerauio alcuno ; perche ¢ prits cipio comune de’ Teclogi,, che merces vierone uilef{cunt che , quando il vendicore inuica COls Ja mercanzia , la mercanzia fi lima mend « : fe cerchiamo fapere quanto meno fi ftimioo k merci vitronce . Leffto de suftitia Lib. 2. cap. 2 dub. 4.1, 38.88 Verb, Emptio n. 4» & alirl ide, f¢goano, che perdono, la cerza parce dei lor valore: V.G. fe vale {eflanta , pao comprare aquaranta. E Palatio, Rebelo, d& alc, cs cica Diana, part. 1+ Trat. 8. refol. 53. € vofole 78. infegnano , che le merci vicronce perdono la meta del lor valore: V.G. fe valeua {cflanta, pud comprarfi a trenra : Adunque aucodo compraro V.S.4 trenta quello, che valeua 50%. cfeado pregaro dal veaditore , mon gli ha facto aggrauio, né ingiaftizia in quefta opi- nione. . aa 415. Et anche per altri priacipij f pnd feu- fare d'inginfta queita compra, che V.S. ha fate to a minor prezzo , feguendo l'opinione @t molri Dottori, che cita , ¢ fiegue Eicobar Gt” Corro acl Trattato de wrroque foros art 5-cafe a
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