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164 Trattato V II. del V 11. Comandamento. Zioni 43. €°42+ condannate da Papa Innocenzo Xi.e nella 2+ part. di quifia Pratic. T rat. 17. nello {piego della Propofiz- 42.cbe condannd Alef- fandro Vl. 100. P. Padre m’accufo, che il mefe d Ago- fio ho prefiate dieci mifure di frumento a Pie- tro, con condizione, che me le reftituifcaa Maggio. C, Quefto é contratro di mutuo , nel quale fi trasferifce il Dominio della cofa mucuata da! mutuante ne] mucuatario, fecondo la fua deffinizione quod ex meo fit tuum, di fopra mens touata. Emidica, fi prefumceua , che il frumenco doucile montare di prezzo nel mefe di Maggio, 6 fitemeva, che douefie calare in quel cempot Perche, quando y’é vguale. fondamento di credere, che il frumeoto fia per crefcere , co- me per calare, non é vfura il muruare con queiia condizione-; poiché s’ elpongono a vguale pericolo il mucuaore., & il muta tari0e P. Padre, fiflimaua, che il fromento do- ucfic monrare ne] Mefe di Maggio , & in cflecto € .ucecflo cos). C. V.S. era per conferuare quefto frumento fino al Mefe di Maggio, acl quale lo vendeffe pil caro. P, Padresi, C. V.S. prefto quefto frumento a Pietro pregaco dallo ftcflo, Pietro , 6 di fua mera vo- jonta ¢ P. Padre egli mi dimando , che glicl'im- prea. 101. C. Aflolucamente parlando é vfera i) mutuare nel mefe d’Agofio il frumenco , accid fi refituifca a Maggio , quando fi prefume cre- icera i] frumeoto ; perd per ragione del lucro ceflance pud mutuarfi con queita condiziones perche fe V.S, aucua da conferuare quefto fru- mento fin’d Maggio, realmente riceuerebbes guefto guadagno , veodendolo allora a prez- 20 pili alco s. Adungue non é ragione , che per far vn bencficio a Pietro, fi priui del fuo gua- dagoo. Ebenché alcuni Caaonifti Jo limiti- no, dicendo, che il lucro ceflante folo pud prenderu, quando il mucuanre imprefta pre- gaco dal mucuatario, ¢ con quando lo fa di jua volonta; la comune pero de’ Teologi fen- tc il couirario, che & mucui per fua volonta, 0 richictto dal mucuatario , pud prenderfi lin. terefic del lucro ceflauce. Molina de iuftit. Tom, 2. .difp. 315. Leffio 1b. 2. de iujtit. cap. 20. dub. 1s wum. 30. Villalobos part. 2. Trat. 22. diffic. 8. UUM, 4. 102. Mi dica, aucua V.S. da far qualche fpcia, per confcruare queito frumento fin’a Maggio? V.G. appigionaado qualche gra. ngio, O-accordanco qualche perfona , per cu. {toditlo ¢ P. No Padre, in vn mio granaio; ¢ fo. lo con qualche mia diligenza dontuo cufo, dirlo . wy C. Aveva ficurezza, che auerebbe confer, uaro quetto graco fis'a Maggio? P. Padre si, perchéd me auanzaua mo frumento , n¢ temenvo di confumarlo. : C. Del lucro, che cela al mucuante , pet auer impreftaro, hanao da diminuirfi le {pefe, che aueua da fare ia conferuare la cofa impre-, ftara; poiché da quefte s'efime, per auerl trasferica nel muruatario: hafli anche da dis miouire qualche cofa , fecondo la ficurez maggiore , 6 minore, che aucua nella fperane zadellucro ,come dice l’affioma comune de” Teologi: Jd quod eft in {pe , non aquipoliet ei, quod eftiniuve. Petd, poiché V.S. aon aucua da far {pefaalcuna io conferuare il framento, edi pid anena ficurezza di conferuarlo fa’ a Maggio ; poreua impreftarlo con quefta cone dizione , per ragione del lucro ceflance . 103. P. Padre m’accufo , che aueado chia- maro io giudizio Pierro per cento reali, che” midoutua, ¢ pregato da efio, che glideflt ancora vn pocodi tempo, gliclo coacefli com condizione, che ogni qual volta gii venifie occafione di comprare qualche merce , ja com= ptafle alla mia Boreega. 4 - C. Quantunque aleuni Doreori, citati per Ximeno T rat, de vfuris n, 6. fenciroao , che per la dilazione della paga poreua prenderfi al mutuatario qualche cofa vltra fortem : Quclto pero.al prefente ¢ improbabile , ¢ condanpato pet fcandalofoda Aleflandro VIL. nella Prow pofizione 42, VedaGi il {uo fpiego nella 2. parte della Pratica Trat.17. a 104. Perdar lame alla rifoluzione di que- fto , ¢ d’alcri cafi di quefta materia, fappongo, che I’vfura eft /ucrumex mutuo: vo guadagao, che Gi caua dal concratto del mutuo ; di ma- niera che in niun’akro concracto’, fuori che ia qucllo del mucuo pud commeteerfi vfura., Ma pero ha d’auuercirfi, che quefto concracco di mucuo , fuol farfi palliaco ia alcri contracti,” come fi vedra ne’ cafi feguenri . Veode Pietro” @Giouanni voz pezza di paano acredenza, ¢ per venderla a credenza, la vende picaras gacfto contratto, quantunque paia vendica, non é pero cale, ma bensi mucuo palliaco; poiché é il medefimo, che fe Piccro defile a” Giouanni quefta pezza, ¢ Giovanni pagafie | {ubito ii prezzo giulto, ¢ fubico dele Pictro & mutuo 4 Giouaoni quefto medemo prezzo fia’ al cempo, che fida a credeoza effa mercantias per lo che € condannaro quefto concracto , CO= ine vfurario da lnnoceazo XI. nella Prope’ zione 41. r 105, Il medemo fuccede nel contratto moar tra, nel quale Pierro vende 4 Giouanni al prez~_ zo fomme yaa mercanzia con patco, che Gide, uannk ”
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