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p . , 5 2% é STEN - ee BSE = ‘ qma anche procura ferrare la porta, ¢ dopo tenra fe pud apriria, per aflicurarGi , fe eben ferraca ;¢ Yommiffione di quefta diligenza di ferrare la porca, ¢ prouare fe € ferraca , fi chia. ma colpaleviffima . 96. Suppongo in fecondo luogo , che vi fo- no alcunicontratti, che cedono {olo in fauore di quel, che riceue 1a cofa: V.G. il concracto dicommodato , nel quale fi confegna la cofa al commodatario graziofamence, accid fe ne ferna ; il che cede in veilica di tal commodata- tio, che laricene. Altri coutratti vi [ono che cedono foloin ytilita di quelio , che fa la confeguazione della cofa: Verbi grazia, il depofico , ocl quale fi confegna la cofa al depoficario , accio la Cus ftodifca , feaza dargli per quetio prezzo alcus no s¢ quelto cede folo in veilica ci chiconie gna la cofa in depofico . f ‘ “ Alcrive ne fono, ne’ quali hanno ineerefle ritti due: V.G, nel locato , nel quale fi condu- ce, 6 appigiona vna vigoa, cala, 0 cauallo con vtile de! locante, ¢ locartario ; poiche ques fto guadagoal'vfo, & i frutei della cola con- dotta 3 & ii locanre guadagna il prezzo delia locazione , 6 conduziont. ORB. 97. Ne’ conttacti, che folo cedono ia vtile di chi confegna la cofa , come nel depofico, v’é obbligo di refticuirla:, quando fi perde percol~ pa laca; noo perd quando fi perdc per colpa Jeggiera , ne leviffima . Ia quelli, che mirano folo al bencficio di chi riceue , come ¢ nel com~ modato,v’é cbbligo di refticuire la-cofa,o fi perda per colpa Jeuc, 6 laca’, 6. leviflima, In uelli, che cedono in vtile ditucci due, folo v’e obbligo direfticuire , quando la cofa peri- fcc per colpa, 6 lata, © leuc, non pero le~ uiflima - ; Dal che s'inferifce con chiarezza , che auea- do V.S, riceuuto il cauallo a pigione , & ciien- do quefto contratco di Jocazione , che cede in ytilica fua, e del locance., & etlendoG perfo per: colpa lata ( poiché non ¥s0 la diligenza , che {uole da tucci viarfi) dene refticuige al (uo, Pa- drone tutto il prezzo, ch’era ttimaco decto: cauallo. a 98. Ma anuertafi, che quancunque nell’opi- nione comune , fe fi perde la cofa per calpa Ic. ue v'é obbligo direitituire in alcuni contracti, come ho dexto ne! uum. 97. Perd fence Soto de iuftite> mre lib, ge Qucjt. Jo Atte I Se Dubium autem eft y page mibi 252. ( 200 Md. Se dilice 30 come lo vearai cicaco in Navarro cap, 17. 24m. ¥85. &ia Ludonico Lopez Tome 4. cap. 197. §. infuper ) dice oc} luogo citato , che.acl-coa- > | aratco del commodato , 6 précatio , (at! quae, We la cofa cede folo in vtiie di chi la riceut) bea- che perifca percolpa kkue, non v’e obblige di reflituire ne) foro delia colcisuza, 208 iaccc-. @ Capitolo V. Parte I. Della Conduzione 5 0 Locazione > di portar nella falla il cauallo , ¢cola ligatlo, even ‘63 ucnendoui colpa morrale in perderla. Quefte fono le parole di Soto: Crediderim namque in foro confcientia teuem culpam comodatarij non obli« Rare eum ad reftuutionem, nfi fit mortalis apud ‘Deum: Nama venialibus vix bomo liberari po- tefl: quare propter illas non eft bomo tanta pera plettendus , aut mulGandus. Di quefia medéma opinicne cita Victoria, Ludovico Lopez, vbi {upra: Gi quefio Reflo fencimenco cica Ledefina, Henriquez ,¢Sa,Caftro Palao Tom.7.Trat. 3%. de iuflit. commutat. difput, 3. pun. 6. n, Ve Etiene per probabile quea opivione Leffio de inftit. Lb. 2. cap. 7. dub. 8. 2. 43. almeno, id quanto a dire, che prima della feateoza del Giudice non v’é obbligo di refituire , quands perifce la cofa, per colpa leue, 6 leuiffima, non folo nei conrratto del commodato , 6 pre- catio, ma anche in quello della condu2zione, ¢ peguo ; perché le legei , che difpongono, che fi reiticvifca , quando la cofa perifce per colpa leue , 6 leuifflima , fono leggi pofitiue , che non pare fijoo riceuuce per il foro interiore dellz colcienza. Vero é, che l’opiuione concraria €lacomune., ¢ riceuura ; non mi pare perd ims probabile quella di Soto. oe eer PARTE Il. oo Del Mutud, o V fura F quod ex meo fit tuum, perché ia effo f trankrifceil Dominio dal mucuante al mutuarario , fi deffinifce con maggior chia~! rezza nella forma feguentes Mutuum eft cone tradius onerofas , quo traditur res cum trauslatione dominy , > cum oneve foluendi ad tempus in aqnie ualent:. Si chiama contratro onerofo , perché ambe le parti virettano graviate : quello, che mutua, refta priuo della cof, cle da; & il mutuatario ( ch’é quello , ché riceue i] murno) refta col!’onere di refticnirla a fao tempo? Si dice quo traditur res cum translatione Dominij, io che fi diff:renzia il nucuo da! cantratro det commodaco , precario , & altri, ne’ quali fo~" lo fitrasterifcel'vfo della cofa , ¢ non ildomis nio: ma nel mucuo fi crasferifce il dominio della cola. Si dice cum onere foluendi ad tempus; : perche la regione incrinfeca’ del mutnoé, che il mucuance eefti priuo per qualche tempo del- la cola, che mucua . S’'aggiange in equivalent, ’ per duc cole :!’vaa, perché if maruacario deue pagare cance valore, & vguale a quello, che ha ticenuro;¢ Palera , perché quello, che mu tua,noapud per ragione del mutuo preren~ dere pid di quello, che valewa la cofa, che diede 5 che fe prendefie pid, farebbe’vfura.’ Se per altre r2gioni- pnd riceuerfi qualche cole di pid ;40 dird nelle rifoluzioni feguenti, e'net Trattato decimo ,nclla {piegazione delle Propofin= xX 2 ons 99. i L mutvo; che comunemente chiama; . 2S a ee oe
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