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'160 Jina, Navarro; & altri, che cica, ¢ fiegue Bafleo Verb. Keflit. 1.0, 8. Layman lib. 3. Seét. 5. Trat. 6. cap. §-§. Supradictis. Econ quefto efempio mi fpieghero : Entra vn ladro di notce a rubare in vna cafa , porta vn lume , per ifpia- . yeicantoni, e cafualmence fenza auuederfene piglia fuoco in qualche legao, 6 pagiia, & abbruccia cutta la cafa : quefto tale , ancorche dabat operam ‘vei illicite , folo deve refituires quello, che rubé, noo perd i danni della» combufione , perche quefti fono prater inten- zionem. 85. Et ancora , dato il cafo , che voi auefte obbligo di refticuire i daoni de! feminato, non douerefte reftituire cucto quello, che da que- fto auercbbe poruro raccogliere ilfuo Padro- pe, fe fofle arrivato a perfezzione , & a cempo d’cfier mictuto , ma folo quello , che allora fi efiimaua ,¢ valeua la {peranza , che promecce- ua ilfeminato. Leffio (ib. 2. de inflit.cap. 11. dub. 19. perché i beni in {peranza vagliono meno , che in pofitifione : Sed fic eft , che que- #o f{eminato era vn bene in fperanza : Duoque ha da eftimarfi meno, che {¢ gia foilt ia pof- icflione. : , 86. P. Padre m’accufo, che ad vn Lauoras tore rubaivo manico di fcure, con animo di sthicuirglicla il giorno appreffo ; ¢ nef mio Luogo cra vna Scomunica contro quelli , che -yubauano. C. E per auer voi pigliato quel manico , Ja- {cid il lanoratore di grauagliare quel giorno 2 P. Padre si. ©. Ditemi , era quefto pouero giornaliere, che colla fua giornata foftentafic la {ua fa. miglia? , P. Padre si. . , _ €. In primo Juogo,; il pigliare vna cofa d'altticon animo di rirornarla fubito al fao Padrone non é furto, fe I’effer priuo della tal cola quefto breue cempo, von ha da dannifi. care al Padrone. Cosi !’ infégna Granado, apud Dianam part. 3. Trat. 6. refol. 25. Perd per effere prouenuto a quefto giornalicre dal!’ auergii leuato quefto manico di fcure, il dan. no di perderela fua giornata , ¢ con quella il foftenramento della fua famiglia ( che rifpecco di perfona tanto poucra era danno graue ) per quefta caufa voi peccafte morcalmente in aver rubato quefto manico di {cure . 87. Mala Scomunica , che é promulgata nel vofiro Luogo contro quelli, che rubano, non gia liga voi, perché nel voftro furto han. Do da confiderarfi due cofe: I'vna , la ragione di furco ; ¢ l'altra la ragione di danno , che dal furco rifuleo : Pazione, in ragione di farco , fa Peccaco veniale , quancungue in {pecie, ¢ ra- gione di dannificazione , fa mortale ; ¢ poichée _ TaScomunicafi promulgé contro quelli, che ee. rabauano,¢ Goa contro quelli, che dannifi- Trateato VIN. Del 11-Comandamintos cauano , & i] furto , che commifie in ragi di farro, fi leggiero, non porefte iocorre ptrefiola pena della Scomunica, che¢ gt ue , © per efler graue ricerca peccato m tale. 4 Altra cofa farebbe; fe la Scomunica fo} fulmiaata contro quelli, che dannificano Proffimo ,che in quefta fuppofizione farebl incorfo in quefta Scomunica, rubando a qui fto poucro IP ifiromento, co'l quale doue guadagnarfi la fua giornaca , eflendogli occa fione di graue danno. Et é la ragione, p che io quefo cafo , qnantunque Ia materia di furco fofic in fe materia leggiera, il danno pt récra grauc: Adunque efiendo fulminatal Scomunica contro quelli, che facenano danni voi vi farefte incorfo; poiché effendo i! dana grane ,¢la colpa graue in ragione di dann¢ era materia baftante , ¢ fufficiente peccato, pt incorrere la pena graue , come é la Scomua ca maggiore. . PARTE IX. Delle caufe, che fcufano dalla reflituzione . 88. .M’accufo Padre, che non ho refth P tuico fin’a queft’ora vna cofa , ch ho rubato. ‘ C. Gli ha perdonato liberamente il Padro: ne della cofa il debito. Dico , liberamente, perche ,fe ’'auefic fatto per violeuza , 00 ¥ lerebbe il perdono: E dico anche( il Padro ne )? perché, fe quello, che perdona , noo ef Padrone della cofa, ma aleri, che vi fonoia tercflati, ndn vale il perdono, né la condom nazione. Pp. Padre ,non m’ha perdonato il debicot Padrone. 4 C. Eracofa, che lei non poreua refticuit fenza perdita del buon nome, fanica , 6 vita Perché noo v’é obbligo di refticuire i beaié fortuna con perdita della fama, fanica , 6 ta,perciochée quefte cofe fono di ordiae Su periore, ¢ di maggior ftima, che i beni¢ forcuna. P. Padre , fenza perdere cofa alcuna di tut to quefto , poteuo reftituire . { C. Lafcio di farlo, per fapere certamente, che il Padrone della cuf2, doucna a lei aler d’vgual valore? Che per modo di ricompeol potria la(ciarfi di refticuire, come hd decto fopra part. 7.0.67. 4 P, Padre, nieate mi doucua il Padrone la cofa , che io gli rubai. ie C. Ha craicurato la refticuzione , perches fe l'aueffe facta, conofceua dover effer di pre givdizio al creditore? Perché , fe dal reiticuire la cofa ,ha da feguire , che con quella, é ia walos tf ZG z ‘2 a

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