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Capitolod Ks Parte 17. Diquellas che configlia 2 I5t P. Padrend. C, Se auefic faputo , ch'era rubato , era ob- bligaca a refticnirejcureo quello, che valena la one, che confumé ; m2,’fe non feppe, ch’era ftaco rubaro , ncll’opinione comune era folameoce obbligaca 2 refticuire quello, che in fua cafa auaozo, lafciando di definare,6 ce« nare , per auer mangiato co’ fuoi amici. Vex dafi in Sanchez nella Som. Tom. 1.lib. 2.cap. 24-1. 34 ¢flendo principio corrente, ches quello, che con buona fede confuma la cofa aliena , € folo obbligaco a refticuire quello, in quo fattus eft ditior: ¥.S. compro V.S. vaca- uallo ( non fapendo , ch’era ftaco rubato ) per quaraata ducari , vendendolo per cinquanta, edi poihafspuro , che era ftato rubato ; folo quettidicciducati, in quo factus eft ditior deue refticnire al vero Padrone, Sebbencinfegna probabilmente Diana part. 3. Trat. $+ refol, 43. con altri Dottori, che gucilo il quale confum6 Ia cofa alerui bona fide niente dene reftiguire; in quefa opinione, che noo giudico de] rucco improbabile, refta V.S, difcbbligara da reftimire , eciandio quel- lo ,che auanzo ia fua cafa, lafciando dice- nare - PARTE IV. Di quello , che configlia « ¢rano rifoluci di rubare ad vn pouce ro vn’Agaelloda vo piccol greege, che aucua, ¢ diffi loro, che no’! rubaffero a quefto pouero, che v’era vicino vna grofla mandra d’vn huomo ricco, ¢ che a quello il rubafiero . C. Vennero all’effetto di rubarlo al ricco % P. Padre si. C. Quantunque fia priacipio generale , che a quello ,ch’é derermioato di commeccere va pecczto graue, é lecico configliar il meno gra- be 3 cid perd s’intende, quando noa cede in danno di cerza perfona: V.G, ¢ Pietro rifolu- to di rubare in comune ceato reali, {caza dee termioare a chi voglia rubarli, poflo io confi- gliarlo in comune, che rubi meno. Ma feé determinato dirubare 4 Giovanni cioquaata, non m’€ Iecito dirgli, che n¢ rubi veoria Fran- cefco, perché quetto verte in danno di cerza, e dererminaca perfona ; ¢ quello , che da fomi- gliante coafiglio , pecca , & ¢ obbligato are- iticuire. Leilio 1b. 2. de iuftit. cap. 13. dub. 3. num, 21, 52. Limica queRa dottrina di Leffio Villa. Jobes part. 2. T rat. 11, dif. J. 6. §+ E pik , in fine ; quando a Pietro, che é rifoluto di ruba- re 4 Giouanni, che é pouero , 50. fi configlia, thea Francefco, che¢ ricco , rubi meno , che $1. P - Padre m’accufo, che alcuni Jadri c= sittin cemeteries ia quefto cafo , dice , non v'é peccato , quans dofi prefume ragionenolmence , che Fraacef co ,¢fendo ricco, ausra per bene, che lift rubi qualche cofa, accidé aon fia dannificaco il pouero . io pero non timo ficura quefta limiratione di Villalobos ; perche né feguiria , che rifteflo ladro, che dscerminato di rubare al poueros mutando dopo parere, ruba al ricco minor quantita , non peccherebbe , neé farebbe obbdli« gaco 4 relticuire ; il che é grande afordo. Pro- uo la Scquela; perché non pud effere furto, quando il Padrone non ¢€ inuito ragionenol- mente : Acquiia feareaza di Villalobos , que« fto configlio , che fi rubi meno a! ricco , quan do il ladroé rifoluco di rubare al poutroylo fonda in quefto , che fi _prefume , che il Padro- ne ricco non fara ragioneuolmente inuito : Adanque oon fara furco il prendere queftas minor quantita al tal ricco. [1 che, come di« co, ¢€ adordo ,¢ non dene ammecterfi, 53+ P. M’accufo aoche Padre, d’auer dato vn mal configlio ad va foggetro. C. Quetto configlio fa in materiz contro giuftizia , 6 contro altre vircd 2 Perché, qaaa-~ tungue fia peccato graue di {candalo confi- gliar alcuno ,.che commetta fornicazione, che beRtemmij ,o offenda alcre virtd, fuori della giuitizia , noo v'é obbligo di refticnire . P. Padre , il mio coafiglio é ftato in mate= ria contro la giuttizia. C. La materia era con Ieflione di terza per- fona? Perché beniffimo pu6d accadere, che s’offenda la virth della giuftizia, ¢ non vi fia obbligo di refticuzione: V.G. guello, che» commette qualche peccato d’adulcerio , offen« de la giuftizia ; ¢ fe quefto ¢ occulro ,e non ne fiegue iufamia , non v'e obbligazione di refti- tuire : la moglie , che iogiuftamence nega il de- bicoa fuo mariro, pecca contro la ginftizia; ¢non ha obbligo di refticuzione. ; P, La materia, che io configliai, fi con danno dicerza perfona, C. Etera gia determinato il foggerto, al quale disde quefio mal configlio , dicommet. cere quel furco? Che fe egli gia era derermiaa- to, & il configlio fuo non fii caufa motius, ancorché auercbbe peccato grauemence , non aucrebbe obbligo di refticuire ; perché non fas rebbe ftato caufa ¢flicace, ¢ morale deldeteo furco. P. Egli non era decermioaco a far queRo male. C. Efeguil’effetro del male? Che, fenon foffe feguito , aucrebbe peccato , ma non aue- rebbe l’onere di refticuire; poiché niua danno ferebbe feguico per il {uo ma! configlio . P. Padre,la Perfona effeceud il mal confi- glio darole dame. C. Edopo che gli cbbe daco ilmal see glio, eee Se = ts ss ae ag i

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