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a _ £30 C. La pérfona dannificata era molto po- nera ? P. Padre nd. ; , C. Nella fencenza comune, ancorche il fur- to, nel qualeegli ¢ concorfo , fofle diuifibile, €non indufte gli aleri, né fi caufa efficace di quello ; peccd peré morcalmente ia effere cons corfo co’ compagni, ¢ ciafcheduno é obbliga< to in folidum a tutta Ja refticuzione. Vafquez, & alcri, che cita Diana part. 2. Trat. 17- refol. 42. Perché il concorrere al graue danno del Proflimo , € ptccato mortale: egli, ¢cials cheduno degli conzraenti concorfero al graue danvo del Proflimo :. Duogus tutti pectarono mortalmente , ¢' fono obbiigati 2 refticaire. E’ comune fra DD, € pero anche probabile, ch'egli folo peccd venialmenee , fuppofto , che non fia ftaxo caufa efficace del furco, echela qnantica, che rubd, fofle leggicra. Leffio lib, 2. de inflit. cape 12. dub. 9. i. 52. Sanchez nella Som. Tom. 2.lib. 7. Cap. 210m, 22. & altri mold. Elaragione é, perché egli non causd graue danno, né fi caufa ¢flicace di quello: chi non fa grave danno a! Proffimo, né é caus {s efficace di quello, non pecca morcalmeares Dunque ella non peced morcalmence. Dal che s'inferifce , che nen é obbligaca refticnire cutca la quantita rubara, ma folo la parce , che ru« bo per la medema, ragione decta , ¢ l’afferma- no ia termiois Ricardo, Silueftro, & aleri , che cica , ¢ fiegue Nauarro nella Som. latina cap. 176 n. 20.¢ approua come. probabile Leflio vbi supracap. 13. dub. 2.0. 8. & alcri, 47. P, Efe gli altri-non vogliono reRicnire quello , che hauso rubato, fardio obbligato a refticvirlo rutco? C. Sifiglio , feguendo la fentenza comune; perche , ficome ho decro di fopra , non volen- do la caufa principale refticnire, deuce farto la meno principale, eflendo quefta di grado ins feriore all’altra: Dunque molto pid , quando molti coucorrono egualmente, & in eguale grado, faranno gli vai in difecto degli alcri obbligatiarefticaire: ¢ gli aleri perd faranno ds poi obbjigaci 4 fod'sfare 4 lei quello , che pago per effi;e f{¢ non voranno fario , potra xicom penfarfene occulramente. Ma_nella fea- tenza diLeffio, ¢ di-quelli, che dicono, che iojla peccd venisimeace ; aacorché gli alctéoon refticuifcano’, lei folo fara obbligata per la fua perce, Ia quefto parcicolare inconcrera il Confeflore ad ogni paffo alcuni, che hgano rubato frecti, & alere cofarelle ; li efamiai, fe € tato con frequeaza, ¢ fe la fomma tucca ¢ grauce , deuono reftitnire forco obbligo di pec. cato morale, Sela materia ¢ leggicra , aaco. ra denovo refticnire; folo pero, fub veniali, foao obbligaci a farlo; cla reftituzione ha dg farli a’ Padroni deiferedira , 6 azzenda, fa. peadofi quali fono; ¢ non fi ferniao, per efi- Trattato VII. del VII. Comandamentos — q merfi dalla refticuzione , del fare celebrar Meffe, 6 dar limofine, come molti penfano, fe ne in cafochei Padroni noa fi fapino , 6 non) poffa loro reflituire. Si limica queha doceré na, quando fi prefume, che il Padrone de frutti auerd a bene, che gli fipiglino ,6 perdonera il gia prefo , che allora ceffa l’obbli. gazione direfticuire, 4 48. P. Padre, il Padrone di quefte galling ottenae vna Scomunica contro quelli, ches glie I’aueuano rabate; mi liga quefta Sco. munica? 4 C. Nel fentimento comune de’ Teologi egli é€comprefo in quefa fcomunica; ma fe fiha da feguire’opinione di Nauarro , Sanchez;¢ Nauarra , che cica Paguodez in Decalog. lib. Je Gap. 14.n,%0.che infegaano, che quando foe lo fi peced venialmence nel furco, ¢ folo ub veniali , obbliga la reftituzione , ancorche alias fijao concorli molci al furco, non s‘iacorre _ hella Scomenica: come ella folo venialmente peccd ,¢ folo fub veniali é obbligacaa rettie tuire , nella feconda fearenza di fopra ; quiudi é, chenon loliga la Scomuaica. & laragios ne é, perché la Scomunica € vina pena grade uiffima ,che non s‘iacorre , fe now per colpa) graue , come dice la comune Teologia: Dun< que ecfiendo ftata la colpa faa leggiera , oclla” decea {eaceaz2 , nea iacorre nella Scomunica. 49. Confeiio , che quefta ragione ha mola _ forza; ¢ pero d'eitrema larghezza, & io non ho per/ficura queita. dotcrina ; perché quetta faria fruftrarei! fine della Scomunica , poiché potra dire ciafcheduno: Io ho folo rubato” piccola quantita , ¢cosi_ non mi compreende la Scomunica ; dal che feguirebbe , che farebbe il Padrone dei!'azzceada grauemence daanifi- cato,fenza che nifuso auefie obbligo graug) di reftituire; il che é¢ afordo. Econ queta cafo pratico , che oggi facceds in queito Vefe couaco di Pampalona mi fpiegherd. Ad ins ftanza dell’ Amminiftracore dell’ Olpicale di- Pampalova fi é cauaca wna Scomunica dal Sigg” Nunzio , che nefluno giuochi , n¢ compri teas de fuori di quelle, che veade decco Olpicaity Quefta Scomanica Iega quelli , cht compraag Tenge da alcre parci; perch {gbbcas fia vera, 7 che il pigliare vna Teadz, affolucamence fig” Colpa leggiera ; rifpecto perd del dasno , che © rifulca,all’Ofpicale , dal valerfi quetto , ¢ quell’ | alero d’alere Tende, ¢ materia confiderabile, ¢ cosi tucti incorrono asila fopradects Sco- munica, ri 50, P, Anco m'accufo Padre, che l’alero © giorno ftavano maogiando va’ Agnello cers ti amici, & aueedomi conuitato , feci loro compagnia;¢ dipoi hd {zpuco, che era itato © tubaco. 4 C, Quando V.S, mangis di quefto Agotlloy fapcua ,cheera Rato rubaco? q P. Pa-
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