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ae SS a a ——— a — ——— ~ —_—— 348 he forono canfa del forto con configlio, man- dato , participazione, 6 per non auer oftato al furto , douendolo fare per il loro vfficio ; & altre , chefenza aucr concorfo ,né ftaco caula in modo alenno del furto , entrarono 4 fotti- fuire il ogo delia caufa primaria, come I’ere- de , che non efends fiaco caufa de’ dannj, che -jo vita ha canfato i] Teftarore , entra a pofie- dere la dilui azzenda, coll’onere di fodisfare idebiti , ¢ reflicnire , quanto il defonto era ob- bligato, Le caule fecondarie del primo genere , fono -obbligate a reftituire , auendone la poffibilica, -ancorché non poffing Je primarie; poiché di quefto gentre di caofe fecondaric non G verifi- ca, che fono folticuice, n¢ delegat e dell’obbli. gaziooe della primaria ; ma che.ex fe , & abjo- Jute, fono obbligate alla reftiiuzioas , come des termina Papa Iosocenzio XI. nella Propofi- zione 39. coodannata, & cosirifpecco di que+ fte , non v’h2 luogo la doterina desea nel detto nuinero, oella prima imprefione . qo. Nelle caufe fecondarie del {econde ges nere : ciog, nelli eredi, halgogo Ja derca doe | trina di non effere obbligaci alla refticuzione, quando la caufa primaria ¢ impoffidilicaca a torza; cioe, quando i debiti, ¢ obbligazioni ec. cedono jl valore dell’ eredita ; come fi pud ve- dere in Bonacina de contrat. difp. 3. quit. t7. pund. 7. prope fiz, Perché di quelte caule {:con- darie fi verifica l’eflere (ofticuce, ¢ delegace dell’ cbbligazione deja primaria, che ¢ il Teltarore; Duagque eficndo quefto impoffibilicaco a reiti- tuire , per non lafciar beni fufficienci alla refti- ruzione, non fara obbligata la caufa feconda. tia, che ¢ l’erede ( quale non € concorfo , ndé fiaco caufa de’dj lui furti, 6 daoni ) a refticuire, ne pagare tuttigueiti debicis In quefto feofo patiai nel decco numero, € folo oc] mzdemo poo practicarG la doctriag d’cfio , ¢n0a in al- cva'akroe modo. PARTE Il, Di chi cnopre edi chi acconfente » Ale » Padre, m* accufo , che riceyti in» mia Cala vo ladro, ¢ glicooferuai vO Carico di frumenro , che aucua rubaio. - C. V.S. prima , che lo rubaffe gli dide , che glie Pauercbd: coaferuato ia fua cafa 3 P, Padre no, C, Efe V.S.n0n aueffe riceuuto , 6 confer. baco quelto frumeaco , laucrebbs egii retticai. to al fuo Padrone? P. Padre ad,egii l'auerebbe fubico fm: Iriro, ©, Perla parola recurfus, € obbligaco 4 res ficui re quello , ii quale auanti,e dopo del fur- to, aucis iladroia fua cafe, 6 gli cuttodice Trattato V 11. del. VIL. Comandamento i le armi , 6 inftrumenti darhbate’; 6 la cof ray bata; ma quando cuopre per carica, accid lg giuftizia no’! prenda (fe quefo accoglierio: non é oceafione cfitcace , che non refticuifca, ¢ che contiaui i farti, fidato d’auere, chi lo cuos pre )son vy’ ¢ obbligazione di reftienire Villa~ Jobos part.2. trat, a4. diffits 7.m. 10. E lara gione ¢, perche quello , che cuopre , non é ob bligato a refticuire , fe nonin quanco ¢ canfe ¢flicace del furto,6 che non fi refticnifca:quan= do cafaalmente laccogli¢, perché go’! faccig prigiong ja Giuizia, ¢ quando, ancorch¢ no’l accogliefic , noa renderebbe al fuo Padros ne il rydaco, n0a ¢ caufa efficace , né del farce ng della recenzione ; Adunque in quefto cafo. noa v's obbligazione di reilicuire , F, Qauclli, che hanao obbligo di refituire , ¢ peccano grauem ace , fouo molce perfose , che cuoprono ora vo furto difeantaco, orad’als tra roba, & alere cofe, che i figli di famiglig tub2no a loro Padi , i ferui a’ Padroni, inepo. | ti a’Z j; che fe qaciticali,non ayeffero, child cuoprilic, s’alterebbero de'loro furti, i 42. P, Ancora m’accufo Padre, che hd ace confentico in va daago, che ie fatro. C. Apparteacus V.S, ex officio l'obbligo d’ imptdire quefto dango ? Bccché, {¢ queto aog glidoucua er offcio, doa maacherebo: di giua ftizia ia goa opporfi aldanao, ma manchsreds be aclla carica , dal che aoa le fareboe rifulcacg” obbligo di refticuire, : P. Padre ex offcio ero gbdligaco anon ace coafearire 4 queito daano, C, L’autrui accoafencico, fi folo d'aueg auuro compiacenza , che fofle fuceeduco ? Pere ché fe quello, che ex officio € obbiigacto de im/ja tia ad euitare qualche daano , fe quelto danng € accaduco feaza fua colpa, ma per qualche accidente , 6 per colpa d’aleri , ancorche dopg fucceduco abbi a compiacenza deica: daana, noo auera oblig> di reiticuire, ma folo pecchee ra contro la caricd in aucrae Compiaccaza. P, Padre, auraci che facced ile vi ¢2 afgacij,’ C, Come fycceffe il cafo? P. Padre,facced ia voa clezzione nella qua le ex offzie micoccaga dac il mio voro coy ale rrifoggerci; iquali malameace lo dicdtro, & jo acconfeacij con quelli. a C. Edi quetta caccing clezzione fegui dann al cerzo? : P, Padresi. : C. E gli altri electori independentements dal voro , ¢ confenfo di V, §. erano gia difpoltt alla mala, e danacyols ¢lezzioue ? i P. Padre si, a C, E fe V. S. non auefle acconfeatito ¢o quelli, fi faccbb: enitaco qucito dannot q P. Padre nd, perché il mio voto era folo, € pon era baftevole, per pocerli ri tracre dal male, che autwaag machinato . : ~ Vv. 4
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