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Capitolo TI. Del Furto: ——- Foro verb. Debit. difiven. 8, fubn. 1, che uel fo- - go della cofcienza fi fodisfa alla giuftizia , re- Ricuendo alcra cc fa, che fia divgual valore, boora ,¢ qualicd; m2, che 4 manchera alla carica , fe non fi reltirvifce 1g medema cofa in- diuiduale , che fi rubd , quandoil Padrone ha pofto il fuo affecro all cal cofa: Si che in euccele opinioni deve V.S, refticuire la gioia medema , che piglid; poiché ba ancora in {uo potere, & il Padrone di quella v’ha pofto jl ino attetco . a1. P. Ancora Padre m’accufo , che in vna occafione, trouaadomi in neceflica,rubai qual. che cola , per riparare 21 mio bifogno, C. Rubo pin di quello, ch’era ncceflario per il fouuenimento del fuo bilogno? Perché ic bene in neceffica efirema, come dird dipoi, fi pola pigliare Valcrui; ha pero da pigliarfi folo quelio , che é necefiario , per fouucaire al- Ja neceflica ,¢ non pid. P. Noo pigliai pid del neceffario , al follie- uo della mia neceflica . C. Ederaeftrema, 6 folo grave la neceffi- ta, che V.S. paciua2 Neceflica eftrema ¢ quel- Ja, che, fe non fi foccorre , patifce pericolo la vita. Graneé quella, che cagiona grande molefia alla oacura, 6 allo faco , ceme dice Murcia fopra ii fecondo capit. della Regola del N. L.S. Francefco quafl. 14. m & & io dird nel Frat. 10, nella fpiegazoue della Propofiz, 36. ¢ondannata da innocenzo XI. P, Padre, non corrtuo pericolo della vita; _@uerei perd pacico quaiche trauaglio , fe non mi fof aiucaco con quello, che rubais C. Se aurfle pigliato quetia quantita con efirema cece fica, von peccana, n¢ meno cra ebbligaco a retticuire, ancorché di poi aucfle auuro commodica , in opinione di mo}ti Au- tori; benché alcri rengavo il contrario, ¢ di- ¢ano, che sha da refticuire , {e dopo s’arriua a miglior fortuva ; come pud vederfi in Leffio _ hb. 2, de iuflit. Cap, 16. dub. 8.0. 2. pracipue n. ¢. Ma aucadolo rubaro con folo graue ceceffi- ta,non v’é dubbio, che peccd; & il dire il _ cootrario, € cafo condannaco da Ionocenzo Ki, nella Propofiz 36. citata; ¢ conf{eguente- mente € cbbligaco a reftituire ( ausndone la podlibilica ) queita quaorica , che rubs , CAPITQLO UW, De Furti piscoli ° 32. . Padre m’accufo, che ho rubato ad ; vo’alcra perfona la quantica di ven- fircali. C. & Rato in vna fola, din pid vole % P. Padre, ian moire volre. Cy In quange golee fara flato? P, Padre, ia dodeci volte. illite ' aiid . soiling sila. » deel 143 C. Inalcuns di quefle volte ha mairubato la quantita di quattro reali incicri 2 bs P, Padre si, I’vitima volta. C. La Perfona era pouera? P, Padre, era di mediocre sfera . C, In quelta occafione , che rubé quattro incieri reali , peccd mortalmence « 13. Midica, la prima volta , che rubd pie- cola quaatica , ebbe animo d’andar conciauan- do guefti piccoli furti? _P. Padrend ; ma folo, quando l’opportu- ita me ne daua campo, rubauo. C, Quel, cheruba cofe minute, fe ha anje mo diconcinuare i furci, fin’a maceria graue, in ciafchedun furto piccolo commetce peccato mortale per la volonta, che ha in ciafcheduno di quelli di daanificare grauemente il prof. fimo, 14. Midica, quanto tempo paffaua da vo furco piccolo all’altro? P, Padre, faranno paflaci d'ordiaario dal!’ ‘vno all'alcro due mefi ,¢ qualche volca tre. C, Quencuaqne per ansnci vi fol opinios ne, che quello, che fi rubaua in piccoli furti, non conftituiua materia di peccato morcale, n¢ induccua graue obbligazione di refticuire; guefla opinione perd al giorno d’oggi ¢ im- probabile , per eflere ftaca condannaca da Ine nocenzo XJ. Prop. 38. Cid oon oftante gindi< ¢>00n fia inclufa oella condannazione |’opi« nione di Nauatro , & altri, che cita , e ficgue Tomafo Sanchez nella Som, Tom. 2. lib, 7. caps 21-m, 10. che, quando da va piccolo furto all’alero pafla vo’anno, non confticuifce mate- ria graue ; perché per quefto vi firicerca vna contiouazione morale: quando pafla vo’anno da vn furto piccolo all’alcrro, non v’é conti. nuazione morale; Dunque allora non confti« tuifcono materia graue i furti piccoli , fe non quando li abbraccia tutti con yn fol'acto di voloora. 15. E poiche fra i piccoli farei di V.S. non vif canca diftanza, fi concinuarono morale mence ;¢ quell'vitimo piccolo furco, che cons fticui octo reali di quanrica , fa peccaco mor- tale, per ricenere li precedenti. Ela ragione é ; perche ne’ furti piccoli, accidchéfi confti- cuifca materia graue, bafta duplicaca quanti- ta di quella, che prefa affieme, lo farebbes Atguiil rubare quaccro reali infieme alla Per- fona mediocremenre commoda,é peccato mor tale: Dunque jl rubarle otto reali ia canci pic- coli furci, fara bafteuole , per confticuire mates ria di peccaco morale. 16. Gii alcri piccoli furti, che V.S. andd continuando , dopo di efere arriuato ad otto reali, folo furono peccato veniale per fe in fen- cenza di Letfio 1.5. a. de iuftit. cap. 12. dub. 8. n.44.¢diakri, fia’a canto che questi piccoli furcti fadegucoti arriuafitro ad vnire afliceme nucua , Pre, = 2 3 ber 5 oa - a pan i en in es P . - See = = aa = a = woe z es et Ghee ae . eens Sar: Sa ~ re wade ; x ~ = Soe —ae ee - A @ i | }
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