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©? Laleaufa é, perche la medicina fi ¢ ccnuer- / — -tita ia offico 5 ¢ molre perfone non ardifcono _ tdimavifeftare a’ Confefiori le ioro fragilira, ss Sperché temeno , che inrefe quefte , non abbi- ss « no da jafeiatle vinere in pace s miferia, che do- ss weriaco piangere a lagrime di fangue! E cosi ° jmporra molto, che voa iniquita canto cre- fciuta , & orrenda fi caftighi, & abbia cfm. _ plari , oe’quali siatimorifchino gli altri. Altre moJte dotcrine apparcenéti a quefta ma- teria craccerd nella feconda parte di quefla Pra- Fic T rat. 17. nello’ {piego della Propofiz. 7.¢ 8. _ ‘ ehe condannéd Aleflandro VII, fa potranno vederfi. CAPITOLO xt, Efortazione @ quelli , che vizong difoneftamenté . 183. -Non fara facile, Signor mio, | - » che pofla liogua vimana fpiegare eA wa \2 fomma brutcezza , ¢ deformi- _ . ‘ta d'vn peccaro difonefto, ¢ la grande abbo- ' minazione , che caufa auanti gli occhi Diuini: S¢ V.S.la ponderafle, com’ell2 é id fe, non . | dubito pongo , che Ja riconofcerebbe Bafilifco, :/+ ‘qual colla fola fua vifta Je Jeucrebbe Ja vita, || come la leud ad voa Donna, della quale {cri- ne S, Vineenzo Ferrerio , che feorendo in cerra .— copgianeura vn fermone , o¢l quale G predica- ‘ua la bruttezza del-peccato difonelto , nel * qgnale ella fi crrouava immerfa, le causé tal orrore, € pena, che reid morta repeacina- “mente. E’ canto Porrore di quefio peccato , che {e- ara l’'anima , ¢ Ja prina delle operazioni , nel- ‘le quali saffomigtia agli Angioli , ela riduce alla fimilitudine d’tn broro: Sicut equus, & muhsis , quibus non eft intelleétus . E vizio tanto derefiabile, ¢ calmente ab. borrito da Dio Noftro. Signore , che ha obbli- gaco fua Divina Macfia a praticare efempla- - yiffimi caftighi contro 4 difonetti, Ela Scrit- tura Sacra riftrifce moleiffime perfonc , che fu- iy rono condannate per qyeftacolpa , Bafta per | geacrale efemplare quell’ vniuerfale Dilunio, — - ¢o’l quale Dio fommamentre fdegoato difiraffe _ _* tutto il Mondo ia caftigo delle brurtezze degli huomini: Omnis quippe caro corruperat viam ‘fuam, Ec alle Citra nefande coo curtiiloro _ abitanti mandé fucco dal Cielo in caftigo del- * Keloto fenfuaiira . «BE Be’ nofiri Annali de’ Capuccini part, 1. __ * lib. 126 cap.g. §.97- fi riferifee , che caminan- ~~ doin Spagna per vn Deferto Fra Bernardino _* ‘@ARi Generale della Religione co’l {uo Com- _pagno Fra Raffaele d’Afi , fencl vaa doloro- fifima voce di perfon2 yvmana: fi tr ccenne il Generale,¢ vidde inanaj a & ena Donng in -€ neceflario figlio, che s'apparti, ¢ fugga dal- Capitolo XT. Efortazione a quelli, che viuono difoneamentez: 35 mezzoadue fieriffimi Dragoni, chelattrac- cianano , 12 qual prorruppe ia queite laaenre- nolivocisIo , 6 infelice? fui vo cempo firlia d'va Canagliero Spagnuolo, ¢ fchiaua cell amore d’vn huomo ; ebbi moleo tempo il!ecica amicizia con quello, & ota pago, ¢ pacherd ecernamencte acll’lafernoi miei diletci padati; configaata a quefti feri Demonij , che mi tor. mentano crudelmenre , ¢ {parue. Con quefto {pectacolo videii medemo Generale nel mede. mo camino cuppe d’ huomini lafciui, qualii Demonij ft porrauano allioferno , iauoitt ia famme:, e cinti con eattne di-fucco. Ed € fenza dubbio , che fono innumerabili le ani« mg, che per quefto vizio fi dannano; Che pe- - 1610 chiama Caffiodoro deftrnetore del gene~ re vinano : Depopulatvicem bumani generis, Que- fla infernal patfione, ¢ figamma, che arde ia que’forni d’abiffo , é la voce, colle quale chia- ma, & voi(ce nella fua cafa Lucifero gli huo- mini. E fara neceflario , che V.S. coneflo va- da miferamente condannato a quefa doioro- fillima abicazione diabolica , {e- nom tractas d'emendarfi: Lo faceia di grazia per quanco gli preme Ja vica. Dicami, che vaucaggio ca- ua da cocelti dileeti braccali di luffuria {fe pot mille rammarichi , & vna vica ioquieciffima , ¢ picoa d'anguftie? B fopra cutcol'asima m dif. grazia di Dio, {chiana del Demonio,eferuz della fua paffione? ae © Confideri , quanto breuemente paffa il di. lecro ; riflscca 2’ piaceri paffati, e veda, che cofa glieé né rimao? Nicnte, Paflarono ia vo momento, ; Non voglia, dunque, per cofe tanto mo: mentsnee, ¢ leggiere , perdere il {uo Dio , of- feadere il {ue Crearore , facendo pitt Rima del- la viled d'va terreno, ¢ beftiale eppetico, che deila Somma Bonta di Dio. Per con{traare quefio preziofe cteforo della caflicd,, depofica- to nella fragilicd del fango deiia noftra aarura, le occafieui, perché in quelle non vi ¢ valoro- fo, che non s'arrenda; poiché vo Danid con effere ranco vircuofo folo co’l fargli porre gli occhi ia Berfabsa, !'efpagad al confenfo , & efecuzione dell'aduleerio. V.S. che non hala viria di Dauid, non auera facile confernarli continente , fe non fugge dalle conferuazion{ poco lecice ,¢ non fi ritira dai crafico , ¢ fami- gliarita delice Donne; poiché, come dices, Geronimo: Homo, & mulher, ignis , & palea; & Diabolus nunquam infvlare ceffat vt accedan. tur, & huins preli nullus fie victor nifi fugiens, -Lhuomo ,¢ la Donna, fono come il fucco, ¢ la paglias il fuoco, e la paglia aon fi fepa- rano, bifogna che abbruccino : B fe huomo, ¢ la Donna eratcano coo famigliarica, fara ae- ceffario Gf acccudiaoe in famme fenfuali . Solo in quefta guerra ¢ foldato valorofo quetlo, che fogge. S 32 Pugga > oes = = =. = ee es ee re a ee Se eS fan isn Cl
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