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“eedem genere mali . 571. ll Genuenfe cicato da Diana nel mede- luogo, dice , che quello, il quale prende qualche Giubileo , fi prefume, che gia fia, emendato. Quefta opinione , ha qualche po- co pitt del verifimile 3 perché in tempo di Giu-. bile fogliono difporfi con pit compoozione 4 Criftiani, per fare vna buona confefliooe; mate fe queflo Giubileo fofle in tempo di qualche Miffione , nel quale a fonori ¢chi deil” _ Bnangelica Tromba fi fuegliano i peccator pid affonnati nel profondo lecargo del vizio, @rifefcitano molti Lazari dalla morte del pec- €ato , alla vica della grazia, — ___-Maé ancor poco il fondamenco di quefta _ opirione, perchée oggidi fono molco frequenti - $Giubilei in molee Fete deiPanno: ¢ per le _ perfone, che follicirano , rare volte é giorno _ ad Giubileo ; poiché , come dice il Chiifofto. — mo: Qais unquam vidit Clericum citd peniten- _ tiam agentem? ; : 172. Homobono , Freira, & altri, che ta- giuto il nome cica Diana vbi supra, fentono, _ che quando per tre annj ha viffuto bene il fol- _ licitante , fi prefumeeflere emendato: Queflo ha pid del verifimile ; € pero molto difficile fa- _ perfi, {cil Confeffore in quefto particolare vi- _ one bene; perché , come il fuo delitco pafia oc- - Gulramenee reftando coperto lidolo colle pelli . aclia confsflione , é molco difficile a faperti , fe _ wine bene , 6 male il follicicauce . "373+ Leandro del Sacram. Tom. 1. Trat. §- ) difpe 13. quafi- 8. dice, che , fe la perfona folli- citata fi confefsé dopoi tre, 6 quattro volce co'lfollicirante , ¢ non vede in quello né af- _ fetto, né animo libidinofo , frprefume eficre - emendato.. Quefto ancora hai {noi inconue- nienti, perche i] Confeflore paurofo d'efler de~ nunziato pud con inganno diffimulare co’l Pe- nicente avanti follicitaro: ¢ quefto fara pid pa- fare la fua iniquica , che dimoflrare d'cfierfi 4 emendato, _-—-:174. Midica 4 quefto foggetto difse V.S, allora, chenon facefie akira volta fimil co- #2, ¢ che non l’obbligafie pia a peccare ia Occafione si Sacra? PB. Padre, won gli diffi ca) cofa. C. Dalora in qua glice Pha detco ,e gliha © Ja correzzione¢ P, Padreoo. . Opisione di Ledefma, Cano , Lopez, _ Scomuneméce de’ Tomitti,& alcri,che citaMur- ) cam difa, Tom. |, 2. difps 5. resol. 1.0.7.€; > cheinanziladenunzia dene farfi !a correzzio- al delinguenre., Quefla opinione fi da la © COM quella , che dice, che fe il delingucn- € emendato , ceisa I'obbligezione di denun- itlo ; perché il fine della correzzione é€ I nda: Dungue quello, che dice, che ve pligazione di fare la correzzione , inanzi | ° Capitolo X. De Confiffori faNicitanti ad Turpias = 37 che deaunzij , confegutncemente ha da dire} che, fe colla correzzione fi confeguifce remen da , cefsa l'obbligazione di denunziare . Iifondamenro di quelli, che dicono , che v’é obbligazione di fare la correzzione avanti ja denunzia, fara feoza dubbio; perché 12 correzzione é€ de iure Diuino,e la denuntiazio- ne , de iure pofitiuo vmano: Acqui, la Legge Diuvica prepondera alla pofitiua vm2na : Dune que non deue farfi la deaunzia , feaza prima fare la correzzione. 175. Cid non oftante ; pid vera mi pare la feorenza contraria di Giouanni Sanchez in Ses lect, difp. U1. 0. 564 Villalobos Tom. 2, Trat.4. d'ffice tiem. 3. © di aleri, che infegnano, che - ne’ delicci concenuti nelledicco dell’'inquifizios ne 000 deue farfila correzzione, ma che l’ob= bligo é di denunziar fubico il colpeuole. La ragione é; perché nella denunzia Euangelica, che comanda Chrifto: Dic Ecclefie , deut far 7 Ja correzzione ,, auanti di denunziare ;¢ con. feguita con quella l’emenda , cefsa l’obbliga- zione di denunziare. Matth, cap. 18. Site an= dievit , lucratus eris fratvem tuum, Perché que- fta denunzia Euangelica mira all’ emendas del colpeuole: Atqui la denunzia giudizia- -le , come é quella de] Santo Tribunale, non» mira folo allemenda del colpenole , ma ane che al terrore degli alrri: Dungue, ancor- che nella denunzia Buangelica i debba pre- mandare !2 correzzione, oon perd nella giu- diziale. Ma notifi che, fe colla corrézzione noo fi fpera l’emenda , in nifsuna delle due opi- bioni deue farfi tal correzzione . 176. P, Padre, io ben {pero, che il fogget- to fiemendera colla correzzione ; mi dica , co~ me l'ho da fare? eas C. Cafo che s’auefse da fare, il miglior mo- do € andar V.S. a confefsarfi da quello, e nel fecreco della confeffione cirgli: V.S. fi ricorde- ra, che nella tale occafione mi follicitd ad ture pia , abufando del Santo Sacramenco della Pes nitenza. Non ignorana , che a fimigliance dee licto € impofta pena , che V.S. fia denunziata al$. Vfficio ; prima di far io quefto, mofso da piera veogo a fargliene Ja correzziones, auvifandolo , che cerchi di emendarfi; ches quando’ no, ftia auuertizo, che io compird alla mia obbligazione , ¢ lo denunzierd fcaza tiguardo alcuno. a6 tal 177. Dopo d’auer termioata la primaim- preilione, ho veduro va Bolla di Papa Alef. fandro Vil. {pedica alli 8. di: Luglio del.1660. il cui cenore ha D. Fran. Verde. Tom. 1. tit 9-« de denuntiat. fogl. 38.e 79. ata qual Bolla di- chiara Sua Sactica ptr improbabili, ¢ poco G urs le opisioni, che {cufano, 6 libtrano dall obdligo di denunziare , con titolo di fare la coirszzione , Galeri fimiglianti pretefti ,ia materic apartenéci al Saaco Tribunale dell’ In- Ss quill. ae
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