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buona fede , almeno da parte d’vn contraente; con quefio che alla parte, ch’é in buona fede fi dichiari la nullita del matrimonio , faltem ia generale ; come dice Sanchez lib, 3. de matrim, difp. Gan. 23: Ee aggionge Caftro Palao vli upta #, 6. chei Nunzij di Spagna hanno {pe- ciale facolta di difpenfare nell’impedimento di pubblica onefta, non folo dopo ch’ € con. cratto ii matrimonio , ma anche avanti di cone cracrfi. 114. Molre cofe {petranti alia materia delle éifpenfe tratto di propofito nella prima parte dille mie Conferenze Morali, nel Trat. 3. delle Leggi, Confer. 7. de difpenf. legum §. 4. n, 22. e feq.€ Ge Je te 44. Cold ponno vederfi ; qui toccheré le pit praciche , ¢ {peciali de! prefen- te aflunto . 115. P.M’accufo Padre, che per contraere matrimonio ebbi bifogno di difpenfa , per ef- fermi la donna parente in grado vicrato; ela relazione , che fifece al Papa, con fd in tucto wera. C, Simancéd nello fpiegare la fpecie , 6 qua- licd deli’impedimento : V.G, il grado della pa- renccla ,che vera? Perché, fe non fi manife- fia la qualité dell'impedimento , ¢ anila Ja dif- pena. lid pofim DD. P, Non s’¢ mancato in quefto ; C. Fa Perrore del nome dejla Perfona, 6 Vefcouaco @come fe per dire , che i] conrra- ence i chiama Giouanni, fi dice Pierro ; 6 per dive ,che é€ del Vefcouato di Pampalona , fi dice, ch'é d'vo’altro , Perche 1a difpsn{e quan- tungue venghi con queftierrori, non é nulla, come dice Diana part. 1, Trat. 10. refol. 36. € part. 8. Trat. 3.rcfol.63, ene Coordinati Tom, 3+ Tat, 1. refoly 108. refal, 109. P, Non vi fd errore in quetto . C. Fu Verrore nel grado ? Come fe per dire, ch’erano parenti nel cerzo grado , s'é detto nel quarto? Che in quefto eafo faria nulla la dif- peafa ;non perd, fe fofle al contrario: V.G. ic fi dicefle cerzo , eflendo il quarto ; 6 fecoudo, cilendo terzo3 perché difpenfaco il grado pid proflimo, siintende, che fi difpenfa IV alcro, guantunque fie pid remoro , € non al contra- _ Kio. Sic Sanchez fupra n. 17. e 18, P. Nemeno ia quefto s°é fateo errore . _C. Fd Perrore nella {pecie del grado della parenccla? Come fe per dire, ch’cranocon- iangvinci, s’é decto, ch’crano affioi? Perch anche quetio crrore fa nulla la difpenfa. Sane chez ibid. ms 266 P. Ne pur nella fpecie del grado feguito Verrore » - Cy Fo per aver taciuto alcuna cofa, che fecondo lu file della Curia Romana , doueua spiegarfi? Che, quanrunque alcuni Dertori be ‘ e a ~ dicano , ch’é nullala difpenfa , fe fi cace que!- lo, che fecondo Ip file della Curia {uolc {pic- Capitolo V IIT. Deb Matvim. Parte X. Della Difpenfa deg? I maped. 123! garfi , é pero probabile il contrario , come pug vederfi ia Leandro del Sacram, part. 2. Tran 9. difp. 24.9. 48. -P. Non s’¢ taciuco cofa , che foffe ftile della Curia . iit C. Adunque qual fi il difetco feguiro nella relazione 2 ’ P, S'aliegd per caufa, a fine d’octenere lz difpenfa, che la donna non auerebbe trouato con chi accafarfi, per mancarle la dore, auen> do per altro dote baftance per maricarG . C. Concorreuaalcuna altra caufa , per 12 quale Ja donna non anerebbe crouato Marira? P, Padresis pércbé, quantuaque aucfies buona doce , era pero gia attempara di mol- to; & € certo, che non aueria auuto alcro partico. _ 116, C, Per rifoluere quefto cafo, ha dz fupporGi , che per difpenfare negli impedimenti. dei matrimonio, wha da effere quaichs caufz giufta :¢ quelte fono , Penitare gli fcandali , il eeflare per queto mezzo i licigei,e¢ te difcors die, il non ritrouarfi altr2 Spofs, 6 Spofo vguale , che la parence , il non autre la donna dote, 6 douer lafciare di maricarfi , per efftr deforme, di molta eta, 6 per altro motiuo, & altre caufe , che riftrifce Villalobos p.t.Trat. 1}. diffic. 26. & aleri Aucori. Sha anche da fupporre, che le caufe per difpenfare , aleune fouo finali , alere impulfiue: Caufa finais é quella, per la quale fi muoue il Superiore affoluramence a difpenfare ; di fors teche, {Cnon auefle quefta caulz, non cons cederia l2 difpenfa: Caufa impulfiua é quella, che facilica il Superiore a difpenfare ; di modo che, fe mancaffe quefta caufa, cancederiacon difficolta la difpenfa. Se la caufa finale, che s‘allega ,€ falfa , la difpenfa é nulla; Ma effen- do vera la caufa finale, quentunque no’! fia ) impulfiua , non farebbe la difpenfa nulla. 117, Da qui viene, che la difpenfa, che V.§. impeero , non fi nulla , ma valida ; quan- tunque la canfa , che s’allegd , foffe il dire, che per difecco di doce farebbe rimafta fenza Mari- tola donna, eflendo vero, che no’'l troueria, per eflere molco auuanzata negli anni ,6 per altra ragione ; perché la caufa finale in quetto cafo fi, il non trouare d’accafarfi cal donna, egnefto era vero; e che il non crouar parcico fia per mancanza della dote , 6 fia per defor- mita , per ’'ecd aunaazata , 6 per alcro ticolo, won ¢ caufa finale , ma bens} prona della caufa” finale , come dice Fr. Luiggi della Concetrio- ne allegato, ¢ feguico dal N,R.P, Torecilla nelle fue Confulte Frat. 1. Conf.9.n. 29.630. - con Sanchez , & aleri Leandro del Sacram. Sup. quall. § 2 : ' 138. P. Padre m’accufo anehe , che fa don- na, colla quale mi fon accafato, era figlia dyna prima mia Cugina; ¢ quandofi masdd ah 2. per ee

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