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412 ADEODATO TURCHI fecero che ripreséntare il Turchi come il migliore oratore del Settecento. Nel nostro secolo la critica letteraria (rappresentata nel suo meglio, per quanto riguarda !'oratoria, dal Santini), appare desi– derosa di mantenere immutata la posizione. E' indiscutibile che il progresso e opera del concorso di mol– ti uomini e di molte circostanze, che convergono, sia pure incon– sciamente, ad un'unica meta. Tuttavia nel rinnovamento dell'elo– quenza sacra tra la fine del secolo XVIII e i primi decenni del se– colo XIX, il Turchi sembra occupare un posto notabile, sia per i1 contenuto, che per la forma della sua predicazione. Gia nelle Predi ch e a corte, la vuota e rimbombante pre– dicazione italiana del Seicento e anche quella arcadicamente le– ziosa della prima meta del Settecento, ove piu che il nerbo del pensiero e la forza dell'espressione era ricercata l'infiorettatura retorica, e vinta da una predicazione piu severa e veramente pa– storale. Messa a confronto con le correnti italiane del tempo, la maniera del Turchi aulico risulta meno ardente e pittorica, ma anche meno impigliata nei difetti del secolo di quella di Girola– mo Tornielli, di Ignazio Venini, di Girolamo Trento; meno eru– dita di quella di Emanuele Lucchesi, di Antonino Valsecchi, ed egualmente lontana dal modo soave e delicato che fa capo a Sa– verio Vanalesti. In realta il Turchi appare assai piu prossimo alla grande ora– toria classica della Francia del secolo XVII, che non alla predica– zione semi-filosofica di un Frey de Neville, Thyrel de Boismont, Bergier della Francia del secolo XVIII. Per questo egli venne piu frequentemente stimato un discepolo di Massillon, che un se– guace delle scuole oratorie del suo tempo, senza che questo signi- ficasse diminuire la sua originalita. · Aperto ai bisogni del tempo ben differentemente da ogni al– tro oratore del secolo XVIII, l'oratore cappuccino, tende a pre– sentare il cristianesimo come un sistema umanitario e sociale, mettendone in evidenza soprattutto i valori interni e in particola– re l'utilita morale per !'individuo e la societa. Indirizzo che, nono– stante tutte le differenze materiali e formali, continua nelle ome– lie con maggiore ricchezza di calare, forza evangelica e origina– li ta. In quest'ultime appaiono toccati dal suo genio anche i temi fondamentali della nuova apologetica della restaurazione, in un sentimento nuovo, timidamente proposto, che per certi toni pre– lude il sorgere della religione intimistica ed emotiva del ro– manticismo. In tutto questo c'e nondimeno semplicita, ispirazione, genio, progresso. Possiamo, percio, ancor oggi sottoscrivere senza esita– zioni il giudizio gia dato dal Santini: il Turchi fu il migliore pre– dicatore italiano del Settecento e il piu grande restauratore della predicazione omiletica moderna.
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