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274 DALL'ELEZIONE ALLA LOTTA PER L'ORTODOSSIA e del vescovo di Parma, il «fanatismo» perdeva in Italia due dei suoi principali sostenitori 205 • Del resto, gia i lamenti del Palmieri, del Solari, del Pagani,.. ecc. non avevano altro motivo fondamentale che questi scritti del vescovo di Parma. E' evidente, insomma, anche solo da questi accenni, che i giansenisti dopo il 1789 hanno profondamente avvertito i colpi che il Turchi vibrava con autorevole eloquenza contro di loro 206 • Emeriti studiosi come Pietro Savio e Placido da Pavullo, avevano evidentemente presente questo periodo della vita del nostro ve– scovo, allorché esaminando l'accusa di giansenismo che gli si muo– veva· contro, arrivarono non solo alla piena assoluzione, ma alla conclusione generale che egli nella lotta contro il giansenismo, non fosse un semplice gregario, ma bensl il condottiero ardimen– toso del partito antigiansenista 2 º 1 • Com'era pero da prevedersi~ presentata tra l'altro in modo assoluto e senza le debite distin– zioni tra prima e dopo il 1788, e basata esclusivamente o quasi, sulle testimonianze del Sopransi, la conclusione venne accolta con beneficio d'inventario degli storici del giansenismo italiano, che· continuarono anzi a diffidare della ortodossia del Turchi. Ora non e dubbio che l'ortodossia del vescovo di Parma,. debba considerarsi fuori discussione 2 º 8 • Ma con tutto questo non ci sembra si possa ancora arrivare alla conclusione, apparente– mente tanto semplice e naturale, che il Turchi debba considerar– si realmente il condottiero di un partito antigiansenista italiano 209 • Non abbiamo una sola sua omelia o un suo scritto che sia ri- 2 º 5 L. DE POTTER, Vie et mémoires de Scipion de' Ricci III, 90. 206 Vedi capitolo « Le omelie del Vescovo di Parma », in SAVIO, Devozione,. 131-185. 207 « Monsignor Turchi non e semplice gregario, ma condottiero ardimentoso del 'partito antigiansenista'. Codesta afl'ermazione non e illativa, ma esce esplicita dalla bocea degli stessi giansenisti attraverso la penna del piu appassionato avver– sario del « Crisostomo » del secolo XVIII [il Sopransi] ... Codesto elemento e molto prezioso per il giudizio conclusivo: non solo Adeodato Turchi nulla ha di comune coi giansenisti, ma, per dichiarazione dei giansenisti stessi, capeggia la parte orto– dossa, cui rinsalda col nome dei suoi scritti di fama universale »; questa e la conclusione dello studio del Savio nel capitolo Mgr. Turchi capo del «par tito a n ti g i a n s e ni s t a ». Op. cit., 103-130. La stessa argomentazione era gia stata. svolta, su fondamento meno esplicito, da PLACIDO DA PAVULLO, A. Turchi fu gian-· senista?, 23-24. 208 Tuttavia alcuni autori, piu per pigrizia mentale che per studio, hanno messo in dubbio confusamente anche l'ortodossia del Turchi vescovo, ed hanno accol– to la notizia peregrina di una confutazione dei suoi scritti pastorali fatta da! P. Luigi Biscardi di Livorno, avversario dei giansenisti toscani. Cf. F. PERA, Ricordi e Bio– grafie di Livornesi, Livorno 1867, 262; SISTO DA PISA, Storia dei Cappuccini Toscanf II, Firenze 1909, 542; GREGORIO DA CASTEL DEL PIANO, Contra il Giansenismo, in Me– moriale dei FF. Min. Capp. della Toscana (1532-1932), Firenze 1932, 475; A. TEETAERT, in Dict. hist. ecclés. VIII, 1545. Ma ci voleva poco a controllare l'assurdita. della notizia. 209 Oltre S. Alfonso de' Liguori, sullo sfondo dell'ultimo Settecento italiano· dominano certamente il Turchi e il Gerdil per la lotta contro il giansenismo. (Cf. B. MATTEUCCI, Scipione de' Ricci, 116-117), ma e difficile trovare un vero « partito, antigiansenista », e certamente in questa lotta avevano non poca importanza i gior-– nali e i giornalisti.
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