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TURCHI E IL GIANSENISMO ITALIANO 273 moins roulent sur le prétendu rigorisme, sur le phantome du Jansénisme, et sur le grandeurs vraies ou fausses du Pape » 200 , quando non sono « une tirade fougueuse contre l'éveque de Pistoye singulierement », come quella sull'amore delle novita del 1794 2 º 1 • Nel 1796 il Sopransi vedeva la chiesa italiana divisa tra ,due vescovi, che si presentavano come i corifei di due partiti av– versi : il Turchi e il de' Ricci. « Noi vediamo de' libri e ascoltiamo delle dottrine ripugnanti fra loro. Noi sappiamo esservi nella Chiesa due partiti: uno chiamasi de' giansenisti, l'altro di antigiansenisti. Fra quei che piu si di– stinguono, a' giorni nostri, in questi due partiti noi vediamo due _vescovi, i quali si sono resi famosi co' loro scritti a tutto il mondo cattolico. Uno e l'autore del sinodo di Pistoia tanto contraddetto e finalmente l'anno scorso, 179'4, ai 28 agosto folminato con tutte le batterie piu formidabili del Vaticano. L'altro e quello che si e reso ,celebre colle sue oritelie, applaudito dall'universo come un nuovo .santo Padre, vero lume e sostegno della combattuta navicella di ·San Pietro. Questi due vescovi son contrari !'uno all'altro, sl di massime come di condotta: uno biasima, deprime e condanna l'altro come falso profeta, come illuso e illusore, sedotto e seduttore. Dun– que, inevitabilmente uno di essi <leve esser tale, perché e impossibile che la verita militi a favore di tutti e due. Se uno accerta, l'altro <leve ingannarsi e ingannare, e se uno e vero profeta, l'altro <leve esser falso e seduttore infallantemente... » 202 • Ancora il Degola, nel 1803 deplorando il male che avevano ·fatto e che potevano ancor fare gli scritti del Turchi si consolava ,della confutazione fatta dal Sopransi, perché: « le bruit qu'ont fait les homélies de l'éveque de Parme exigeait qu'on releva les erreurs, les bévues, les emportemens de ce prélat pour étouffer le scandale, et éclairer ce grand nombre de petits pré– dicateurs, que le faux clinquant d'une élucution trop soignée avait éblouit jusqu'ici » 203 • Il Gregoire calmava lo sdegno pensando che alla fine « les presses de Bodoni, le Didot d'Italie, ne sauveront pas [gli scritti del Turchi] de l'oubli » 2 º 4 • Il De Potter nella su.a Vie et mémoires de Scipion de' Ricci ,osservava che nel 1802-1803 con la morte del duca Ferdinando 2 00 Cf. CoDIGNOLA, op. cit. III, 339. 201 Cf. CODIGNOLA, op. cit. III, 345. 202 Riflessioni in difesa di monsignor Rioci, prefazione; cf. anche SAVIO, De- _ ·vozione, 127-130. « Desidero che la prefazione [del Sopransi] su i caratteri dei veri e dei falsi profeti non impegnino i male intenzionati a farne l'applicazione, o la ,disapplicazione a M.r Ricci: che trattandosi d'un largo campo, si trova sempre come sostenere la propria tesi, a scapito della verita e delle persone». Fabio de' Vecchi .:al Degola: Firenze, 8 maggio 1797, in CODIGNOLA, Giansenismo toscano II, 330. Per altre critiche fatte sull'opera del Sopransi quando era ancora ms., cf. G. Caffe al . "Solari: 27 gennaio 1796, in SAVIO, Devozione, 888. 203 Cf. C0DIGN0LA, Carteggi giansenisti liguri III, 335-336. 204 Essai historique, 61. ·18. - Adeodato Turchi
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