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272 DALL'ELEZIONE ALLA LOTTA PER L'ORTODOSSIA bio delle sue brochures Sur la constitution du clergé 196 , evidente– mente di maggiore attualita. In conclusione, ignoriamo se i collaboratori del Sopransi sia– no riusciti a esaurire la loro edizione del 1802. Sappiamo invece che le infamate omelie del Turchi, nonostante gli attacchi dei giansenisti, a partire da tale data e nella sola prima meta del se– colo XIX, ebbero almeno 24 nuove edizioni e quasi tutte com– plete, che venivano ad aggiungersi alle numerosissime altre ap– parse tra il 1788 e il 1802 197 • 5. TURCHI E IL GIANSENISMO ITALIANO. Il caso del Sopransi, ancorché clamoroso, non e pero che un episodio nella vita pastorale del Turchi. Tuttavia, gia da so– lo mostra chiaramente il valore di símbolo a cui era assurta con lui la cattedra episcopale parmense nella chiesa italiana tra la fine del secolo XVIII e l'inizio del XIX; e manifesta, di conse– guenza, l'importanza dello schiarimento delle sue idee e dei suoi atteggiamenti in seguito alle vicende degli anni 1788-90, anche per la chiesa italiana in genere. Il de' Ricci dalla sorpresa del primo momento per la « stra– na metamorfosi » del cappuccino 19 8, non tardera molto a lamen– tarsi col Gregoire del gran danno che gli recheranno le di lui omelie 199 • Il Degola commentera: « Toutes ses homélies plus ou mani che presso i librai torinesi. Da tre sicurissimi canali mi pervenne la notizia, inaspettata affatto, che l'abate Gautier erasi dichiarato nemico dell'opera; che si dava ogni moto per iscreditarla, accusandola di denigrar l'episcopato. Ditemi, caro don Eustachio, vi e egli in questa condotta oscura quella lealta che caratterizza gli amici? Perché non farne cenno con noi? Ci meritiamo forse quest'insulto per le gentilezze usategli? Interponete la vostra franca mediazione, perché usi con noi di quell'antico candore, che ce lo rendeva infinitamente caro ed amabile. Reclamo il vostro intervento non perché abbisogni della sua amicizia, ma perché la verita ci scapita nella nostra disunione, perché i nemici trionfano ec. ec. Vi assicuro intanto che Zola, Tamburini, Giudici, cui furono regalate le Riflessioni, ne fecero mille elogi. Scrivendogli, non dissimulateglielo ». Pagani al Degola: Casale, 17 febbr. 1803, in SAVIO, Devozione, 441 (cf. anche p.127). 100 Vejluva al Degola: Asti, 30 ott. 1804; 1 giugno 1806, in SAVIO, Devozio– ne, 473 e 481. 197 II Sopransi stesso confessa che un tal successo e « prodigioso », benché s'affretti a concludere: « segno infallibile che non hanno irritate le passioni del cuor umano ». Riflessioni I, 30. 198 De' Ricci a Ranieri Fulger, segretario di gabinetto del granduca Leopoldo, 30 luglio 1789. Firenze, Arch. Ricci 52, f.387, copia. 199 De' Ricci al Gregoire, 10 marzo 1801, copia. Firenze, Areh. Rieei, 52, f.387. Cf. App. I, doc. 57. Anche nelle «Memorie»: «...Le cuí omelie [del Turchi] abbastanza mo– strano quanta cattiva opinione avesse di me e di tutto cio che si era operato in Tosca– na in punto di ecclesiastica disciplina ai tempi del gran Leopoldo. S'egli parlasse di buona fede a me non sta il giudicarne. Vi e su questo punto chi [il Sopransi] anche vivente non lo ha risparmiato: senza entrare piu avanti, desidero che Dio gli abbia usato misericordia, e lo prego ad usarla a me secondo la sua infinita bonta ». Cf. A. GELLI, Memorie di Scipione de' Rieci II, 210.

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