BCCCAP00000000000000000001361
IL GIANSENISMO IN DIOCESI 271 comparsa di quest'opera. Giacinto Andra prendeva la penna con– tro il Sopransi, scrivendo la sua Apologia delle omelie d'i mons. Turchi 190 • Ma la difesa del letterato torinese, a cui la Santa Sede non aveva potuto accordare gli aiuti richiesti per la stampa 191 , rimase assai inferiore all'accusa. Nel secondo volume apparso nel 1804, quando ormai erano scomparsi di scena e accusato e accusatore, I' Andra abbandonava l'impegno della confutazione per parlare con esaltazione della ritrattazione e conversione del car– melitano, « uno de' primi eresiarchi de' nostri giorni » 192 , operata dalla sua fatica letteraria. Ma col Bramieri, abbiamo anche noi non pochi indizi per credere che tale ritrattazione di cui tanto si e parlato, sia stata dedotta dall'arbitrio di qualche molinista, che ha voluto far trionfare le dottrine del suo partito colla sup– posta conversione d'un giansenista 193 • II poco o nullo successo dell' Ap,ologia dell'Andra non dice che le Riflessioni del Sopransi incontrassero un favore lusinghie– ro. In altri tempi avrebbero certamente fatto fortuna, ma uscite quando le attenzioni dei giansenisti stessi erano ormai rivolte ad altro, stentarono a trovare lettori. II Degola s' interesso per– ché il de' Ricci e il Pannilini le leggessero 194 • Zola, Tamburi– ni, Giudici, ai quali erano state regalate, le elogiarono. Ma l'aba– te Gautier di Torino aveva amareggiato i commilitoni, perché do– po di essersi addossato l'incarico di smaltirne in Torino 12 esem– plari, si era dichiarato nemico dell'opera, dandosi nel tempo stes– so dattorno per screditarla anche presso i librai torinesi, accu– sandola di denigrare l'episcopato 195 • Ancora nel 1806 il Bergan– cini e il Vejluva ne offrivano copie al Degola in dono o in cam- del Cristianesimo per il carattere che porta di discepoli di Cristo, eredi non meno del suo spirito che de' suoi travagli, delle sue fatiche, e delle sue persecuzioni per la giustizia e per la verita... » cf. Riflessioni sulla Chiesa de' tempi presenti: Vat. lat. 19135/B, ff. 4r-4v. 190 G. ANDRA, Apologia delle omelie di mons. Turchi vescovo di Parma, ovvero .Apología della verita e della religione, Assisi 1803-1804, 2 vol!. - Il primo volume contiene una lunga Pre mes s a (pp. 1-20), una Sto ria de I g i a ns en i - s m o (pp. 21-99), indi diversi ar ti e o I i di confutazione del Sopransi (pp. 100-185). 11 secondo volume continua fiaccamente la polemica e finisce con un E I o g i o s to– r i e o del Turchi (pp. 125-50), - L'A. afferma ripetutamente che Je Riflessioni del Sopransi sono « piene di zelo farisaico, di prepotente impostura e di raffinato arti– fizi.o... », e chiude il primo tomo dicendo che il carmelitano « sara sempre J'esecra– zione di tutti i credenti per Jo scandalo dato a tutta ]'Italia traducendo in lingua italiana gli errori di Calvino e di Lutero». 191 Cf. SAVIO, Devozione, 147. Il Turchi si associo alla stampa dell'opera pre– notandone 10 copie. Cf. PEZZANA, Memorie del Turchi, f.299, mss. in Direzione B. PBP. 192 G. ANDRA, op. cit. II, 3-7. 193 L. BRAMIERI, op. cit., 171-172; PE'ZZANA, Me.mori:e VII, 276-277. 194 Degola al de' Ricci e Pannilini: Parigi, 13 nov. 1802, in CoDIGNOLA, op. cit. III, 221. 195 « Si adosso []'abate Gautierl l'incarico di smaltire, al suo arrivo in To• rino, dodici esemplari delle Riflessioni sulle omelie di fra Turchi, vescovo di Parma. Non si degno mai piu di darmi contezza di tal opera. Solo sul principio del prossimo passato gennaio mi fece intendere da un suo corrispondente che erane difficile Jo smercio, perché 'la carta era senza colla'. lo vi credetti buonamente. Non ando guari che fui illuminato sul vero motivo dello stagnamento delle Riflessioni sl nelle sue
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz