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270 DALL'ELEZIONE ALLA LOTTA PER L'ORTODOSSIA delle reliquie, i giubilei. Esalta le antiche penitenze e i sapienti rigori dei primi tempi cristiani, insiste nel dimostrare che la chiesa non e il papa. Contro la «molinianissima bolla U nig eni tus» esce nella irosa invettiva: « cosa non tentarono i fanatici adoratori di questa gran bestia nelle Gallie perché il linguaggio della casta colomba non urtasse quello di questa sfac– ciata prostituta? » 188 • Ripete le mille volte che tutta la religio– ne ormai non conta che dei prevaricatori, pochi sono gli eletti, e simili sentenze. E la sua e la buona causa che pochi intendono, molti disprezzano. Si chiama giansenista e s'affretta ad affermare che il giansenismo non esiste, ma non e che un'ombra di Macbeth che agita le coscienze dei prevaricatori e di tutta la chiesa 189 • Lo sdegno degli amici del vescovo di Parma fu grande alla 188 Riflessioni, I, 187. - Inveisce continuamente contro la monarchia papale « :fondata sull'ignoranza e sul :fanatismo». Nell'opera inedita intitolata Riflessioni suUa Chiesa de' tempi presenti, declama: « La Chiesa che da tanti secoli e stata tenuta in una stretta e vergognosa schiavitu dalla Babilonia usurpatrice [monar– chia papale], sara messa in liberta e ripigliera i suoi originari diritti e il primo uso che ne fara sara quello di chiamare al suo tribunale la Prostituta a render ragione delle sue prostituzioni... »; aliara apparira « che quella la quale si credeva la Maestra infallibile della Religione e affettava di portare il nome di santissima per antonomasia, era una seduttrice e maestra di errori, protettrice degli abusi e delle superstizioni, che aveva messo sulla stessa linea e all'istesso livello Cristo e Barabba, l'Arca e il Dragone, il Molinismo colla dottrina della Chiesa, l'attrizione servile coll'amor iniziale, gli Apostoli coi falsi Profeti; e che finalmente aveva con-• dannato Cristo e liberato Barabba... ». Vat. lat. 131.35/B, fl'.131v-132r. « Questa felice rivoluzione sara un effetto dell'umiliazione e della poverta, che saranno una con– seguenza della perdita del Principato terreno e delle :ricchezze della Chiesa; perché allora tolte d'addosso al Pastor primario tutte quelle penne pompose non sue, e ridotto al suo esser naturale, si fara noto a tutti ch'egli e un Ministro di Cristo al par degli altri. Cosl. andra sfumando la Monarchia e risorgera il governo Pastorale di servitu, di fatica, di sollecitudine, di carita, sino a dar la propria vita, non ché le so– stanze, per la salute delle pecorelle... ». !bid, f.123v. 189 « 11 numero de' cosl. detti Giansenisti e ... picciolissimo; e i loro nemici sanno ben rinfacciarlo denominandoli p e t i t e É g 1i s e . A scanso di errori avvertiamo i Lettori, che non intendiamo per Giansenisti quei, che ne usano il linguaggio per una cent'aria di novita, ne imprestano certi concetti e sentimenti per farsi un nome, quei che fanno consistere tutto il lor Giansenismo nel cinguettare contro gli abusi della Corte Romana, niente poi del resto istruiti, niente amanti della dottrina di s. Agostino, e della sana Morale, quei che sono vanarelli, e forse anche mondaní all'abito, al portamento, alla condotta. Costoro sono tanti Giansenisti, come io son Turco». Riflessioni I, 34-35. E ancora: « Le Chiese d'Olanda non hanno altro delitto, che quello di non voler piegare le ginocchia all'idolo della Monarchia Papale, e di non voler abiurare il Vangelo coll'accettare la Bolla Unigenitus; del resto la Jor fede e incorrotta, ed inviolabile l'attaccamento che hanno al centro di unita [della Chiesa Cattolica] ». !bid. 1, 128-129. Ma altrove parlando dei giansenisti afl'erma che: « Essi sono veramente le labbra della Chiesa pure affatto da ogni infezione di er– rore, come si manifesta dalle tante opere eccellenti che hanno dato alla luce sopra le verita spettanti al dogma e alla morale. Fuorché essi soli non v'e alcuno il quale abbia le labbra del tutto sane, perché non si trovera un Teologo solo in tutta la Chiesa il quale o conosca o approvi o difenda tutte le verita spettanti alla Religione· senza. alcun miscuglio di prevenzioni, di pregiudizi, di superstizioni, di tradizioni umane, e che non sia del numero de' pretesi Giansenisti, non essendo questi altro se non quei pochi piu illuminati e piu fedeli teologi, i quali senz'alcun rispetto uma– no, parlano e scrivono secondo la Scrittura e la Tradizione su i punti piu critici e delicati come sono la Podesta Ecclesiastica, la Disciplina della Chiesa, la Grazia del Mediatore, l'Amor di Dio, e la severita della Morale Evangelica. Somiglianti Teologi sono appunto quelli che il mondo chiama Giansenisti... Questo piccolo drap– pello di gente eletta sparsa qua e la in tutta la Chiesa dimostra d'essere il flore
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