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IL GIANSENISMO IN DIOCESI 269 ro che il Bergancini ebbe parte insieme al Degola nella stampa e diffusione dell'opera 18 1, non possiamo pero dubitare che le Ri– flessioni siano da identificarsi sostarizialmente con le critiche che il Sopransi gia nel 1797 elaborava sulle omelie del Turchi, messe pero nella redazione definitiva, se crediamo al Gregoire, dal Vejlu– va, canonico d'Asti 182 , E' probabile che il dotto carmelitano nello scrivere le sue osservazioni e le sue critiche mantenesse un maggiore equilibrio e temperanza di linguaggio 183 . Tuttavia, la stampa del 1802 e sparsa di tanta animosita e veleno, che ne resta sempre una buona parte anche per i suoi collaboratori 184 , non escluso il De– gola, che in una recensione dell' opera del Sopransi preparata per le Nouvelles ecclésiMtiques, ci manifesta i suoi sentimenti personali sulle « fa na tic he ome 1 i e de 1 ves e ovo di Par– m a » 185 . Animate da rabbioso spirito vendicativo, queste Rifles– sioni possono considerarsi non solo come una rivincita personale del carmelitano sul suo persecutore, ma dei giansenisti italiani in gen-ere sul vescovo di Parma. Il Pezzana si e limitato a giudicarle, riflessioni poco sensa– te186. Ma piu giustamente il Bosoni vi ha scoperto tutto il ba– gagliaio dei giansenisti 187 . In esse, infatti, l'autore versa tutta 1'acredine contro Roma, l'autorita pontificia, i gesuiti, la grazia moliniana, le indulgenze, la forza coattiva della chiesa, il culto 181 Ancora nel 1806 ne aveva diverse copie da smaltire é cercava di commutarle -colle opere piu commerciabili del Degola. Cf. lettera al medesimo: Casale, 20 genn. 1806, in SAVIO, Devozioni, 459. 182 H. GREGOIRE, Essa,i historique, 62. Vedi anche MELZI, Diziona,rio di opere anonime 11, 443. 183 Lo scópo 'dell'opera era pero velenoso: « lo stimo di rendere un servizio 1legnalato alla Chiesa col manifestare un falso Profeta che pretende di comparire per vero, e seduce la moltitudine, che spaccia favole per dogmi, e sogni per rivelazioni, ,che conduce Ji suoi uditori ne' spazi immaginari, e Ji ricrea con amene prospettive, Ji incanta coll'armonia de' suoi periodi, e Ji tira nella fossa dell'errore, e del rilas– samento, senza che se n'avveggano, e questo e il Vescovo di Parma Autore delle famose Omelie che, hanno avuta si cortese accoglienza da! mondo nemico di Cristo ». Riflessioni, 1, 6-7. 184 11 Gregoire stesso chiama il Sopransi e il Vejluva « savans, mais un peu :acrimonieux réfutateurs de Turchi ». Cf. op. cit., 62. 185 Degola a J.B. Mouton: Parigi, 22 febbr. 1803, in CODIGNOLA, op. cit., 111, 332. 186 PEZZANA, Memorie VII, 275-279. Ecco, invece, come il Turchi stesso parla ,di queste Riflessioni, scrivendo a Giacinto Andra: « Ho letto da capo a fondo le Riflessioni che ella imprende a confutare e le confesso candidamente che prescin– ,dendo da! ribrezzo che ad ogni cristiano, ad ogni onest'uomo cagiona uno sfacciato travisamento della verita, tal lettura piu d'una volta mi ha mosse le risa... Ella vorrebbe degli schiarimenti a poter fondatamente sventare le personali imputa– zioni che mi riguardano. Eccoli in due parole: tutto e falso quanto l'anonimo as– :serisce, tutto e calunnioso. Falsita e calunnia rapporto ai fatti, falsita e calunnia rapporto alle intenzioni... ». Turchi all'Andra: 10 agosto 1803, minuta del Mussati, in PEZZANA, Memorie del Turehi, f.299, mss. PBP. 187 A. BosoNr, Il gia,nsenismo nel duca,to di Parma,, :fl'.103-104, « Esta obra es :al mismo tiempo una apología de la costitución civil del clero y de los sacerdotes ,que se sometieron al juramento del 1791 », leggiamo giustamente nella Ene. univ. ilustrada, (Espasa) 57, p.446. 11 Bramieri (cf. op. cit., 171) a:fl'erma che in quest'opera !'A. « si scopre cosi spiegatamente accanito giansenista, che desta sospetto delle sue dottrine anche laddove sono meno dubbiose... ».

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