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268 DALL'ELEZIONE ALLA LOTTA PER L'ORTODOSSIA di veleno e di animosita le critiche che il Sopransi moveva al vescovo di Parma 116 • « Di tanti ecclesiastici, e regolari, che non hanno altra occupa– zione giornaliera, fuorché quella d'andar vagando per le piazze, e per le case, per le botteghe, per i teatri, per i caffé, e per i ridotti, egli [Turchi] non trova alcuno che meriti una correzione, o un avviso. Non v'ha chi li rimescoli la bile se non un solo de' piu ritirati, e romiti, che passa il suo tempo nella meditazione delle scritture e nello studio de' Padri, e che si fa un dovere di giovare a' suoi fratelli con quei lumi, che Dio g!i da. Contra di questi si prevengono le pubbliche podesta, si spargono calunnie, e imposture, ed a forza di vessazioni si costringe a trasmigrare » 177 • Rifugiatosi a Pegognaga nel mantovano, presso i familiari, il Sopransi vi moriva di consunzione nel 1803 178 • Ma gia nel 1802 erano uscite anonime le Riflessioni sopra le omelie di Fra Turchi, in due volumi 179 • Nel secolo scorso con una certa insistenza i due volumi ven– nero attribuiti a Giovanni Angelo Bergancini, professore del se– minario di Casale, che nel 1801 aveva partecipato al sinodo di Parigi come deputato del clero della sua patria 18 º. Ma se e ve- 176 Cf. BRAMIERI, op. cit., 170. 177 Riflessioni sulle omelie di Fra Turchi I, 32-33. 178 Sulla data di morte del carmelitano si hanno molte discordanze. Matteuc– ci (cf. Scipione de' Ricci, 264), Codignola- (cf. Carteggi giansenisti liguri II, 505), Colletti (cf. Il giansenismo, 163) lo dicono morto nei primi mesi del 1804 basandosi su di una lettera di Pietro Gaslini al Degola del 2 marzo 1804, nella quale tra l'altro si dice: « Vi sara gia nota la morte del bravo Sopransi, carmelitano scalzo, morto in Pegognaga, paese del Mantovano, ove abitano due suoi nipoti, Bartolomeo ed Antonio fratelli Sopransi, che sono gli eredi de' molti suoi mss. ed opere ine– dite. Era un vero penitente, assai divoto, molto studioso, rigoroso con sé, ma affabile cogli altri. E' morto di consunzione, secando il giudizio de' medici... ». Cf. A. DE GUBERNATIS, E. Degola I, 268; P. SAVIO, Devozione, 944. Il Pezzana, (Memorie VII, 275) annotando rettamente il mese, ma travisando l'anno scrive che mori « sullo scorcio di agosto del 1804 ». Infatti, ci sembra esatto quanto afferma Bartolomeo da S. Angelo nella sua Collectio scriptorum Ord. Carmel. Excalc. II, 168: « obiit mense aug. anno 1803 ». Anche nel frontespizio di un esemplare delle Riflessioni in difesa di Mons. Scipione de' Ricci, di proprieta e con annotazioni ab– bondanti di un certo Ludovico Grammatico, giansenista novarese, e conservato nella biblioteca del seminario di Novara si legge: « Opera del dotto Padre Vittore da S. Maria, carmelitano scalzo del convento di Parma, conosciuto col nome di Abate Sopransi, dopo che fu costretto ad abbandonare il chiostro per le persecuzioni di Monsignor Turchi, vescovo famoso di Parma per le sue famose omillie [sic!] cu– riali cui aveva esso dottamente criticate e a cui ha tenuta dietro nel viaggio all'eter– nita nell'anno scorso 1803 ». Cf. invece CASTELLANOS, in Bio_qr. eccles. completa XXVII, 871, che lo dice morto nel 1803 a Padova e !'Ene. univ. ilustrada (Espasa) LVII, 446, lo fa morire nello stesso anno, ma a Napoli! 179 Con la sola indicazione: Vendibili in Biella, ed in Casa/e, presso Giuseppe Gromo. - In questi due volumi (chiamati talara un I i be 11 o ne! senso di opu– scolo, ma senza ragione giacché sano di 324 pagine ciascuno), vengono analizzate e commentate 24 omelie, 2 lettere pastorali, 3 indulti, 1 editto, 1 giubileo del 1793 e l'editto del re d'Etruria del 15 aprile 1802, attribuito al Turchi; percio non tutta la produzione pastorale del vescovo di Parma. Quest'opera, oggi assai rara, venne messa all'indice con decreto del 15 sett. 1825. Cf. H. REUSCH, Der Index II, 974. 18 ° Cf. G. DE GREGORY, Istoria della Vercellese letteratura ed arti, IV, Torino· 1824, 109. Alla Casanatense di Roma !'opera si trova ancora catalogata sotto il nome del Bergancini. Alla Biblioteca generale dei Cappuccini (via Sicilia 159, Roma) si trova invece schedata tanto sotto il nome del Bergancini, che sotto quello del Sopransi.

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