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IL GIANSENISMO IN DIOCESI 263 in materia di fede basta che parli e decida il vicario di Gesu Cri– sto, perché ogni causa sia finita senz'altro, e pastori e pecore deb– bano chinare il capo senza ulteriori ricerche " 1 • 9 • " Finalmente il vicario di Gesu Cristo ha parlato, - predicava il vescovo nell'omelia dei Santi del 1794 - l'immancabil Pietro ha deciso, Cristo stesso ha dichiarata la verita per bocea del glorioso pontefice Pio VI che con dogmatica Bolla piena di celeste sapienza ha condannati, e con– danna per sempre e codesti sinodi, e codeste novita sinodali... Noi altri vescovi della cattolica chiesa, al nostro supremo capo ubbidienti, siam risoluti con tutte le forze nostre di difendere i suoi oracoli, e non permettere giammai che nelle diocesi o si parli, o si scriva con– tra le sacre sue decisioni »... 15 º. Ma quando nel 1797 apparvero le Riflessioni in difesa di ·monsignor Ricci e del suo sinodo di Pistoia sopra la costituzione « Auctorem fidei » pubblicata in Roma il di 28 agosto 1794 sotto ·il nome del sommo pontefice Pio V/ 151 , composte dal Sopransi, in Parma, il Turchi comincio a dubitare di non avere vigilato suffi– cientemente. E d'altronde e evidente la maligna compiacenza del ,carmelitano che aveva potuto vergare le sue Riflessioni senza es– .sere disturbato, allorché scrive: « La provvidenza ha disposto, che queste riflessioni si mettessero insieme nella stessa Citta di Parma, ad onta delle sue [del Turchi] proteste di difendere questi pretesi oracoli [dell' Auctorem fidei] e di non permettere giammai che nella sua diocesi o si parli o si scriva contro le non sacre, ma sacrileghe sue decisioni » 152 • Ritirato nel suo carmelo, i1 Sopransi era ancora sconosciuto :agli stessi giansenisti, quando nel 1796 il Degola, che non si so– gnava mai di trovare romiti del carmelo simili a Fra' Vittore, di passaggio da Parma lo aveva scoperto, che lavorava attorno alle Riflessioni in dife1sa del de' Ricci 153 • 11 Degola lo aveva fatto co– noscere al P. Dania, ne aveva scritto con elogio al de' Ricci e agli 149 A monsignor della Somaglia [ ?] , s.d., in SAVIO, Devozione, 981. l5o Op. compl. III, 65: Sopra l'amore di novita. 151 Apparse anonime a Lugano a cura del Degola con data 1796 (ma in realta nei primi mesi del 1797), sano gia state attribuite dal Rota e da altri a Pietro ·Tamburini, ora rivendicate indiscutibilmente al Sopransi. Cf. CODIGNOLA, Cart. .uiansenisti liguri, II, 504, n. 2. Deve pertanto considerarsi come non detto quanto ha scritto recentemente, dopo il Codignola, il Bonacchi, ne La vita e la teologia di E. Degola (Pistoia 1949, pp. 103). L'opera in difesa del de' Ricci non e pero un lavoro omogeneo: sono del Sopransi le due prime partí: Riflessioni p,reliminari sopra i caratteri de' veri o falsi profeti d'ogni tempo (pp. 7-34), in di:fesa del Ricci (vero ·profeta) e contra· il Turchi (falso profeta), e le Riflessioni sopra la Bolla « Auctorem fidei » (pp. 35-480). Con nuova nurnerazione seguono invece i Motivi dell'opposizione del vescovo di Noli alla pubblicazione di un decreto del S. Ufficio di Genova, relativo ..a,lla Oostituzione Auctorem fidei del N.S. Padre Pio VI, e della sua denunzia fattane al serenissimo senato di Genova con lettera del di 8 ottobre 1794; questi sono del Solari, ma sono preceduti da brevi Riflessioni preliminari storico-critiche (pp. 3-7), che sano invece del Degola stesso. 152 Riflessioni sulle omelie di Fra Turchi II, 118. 153 Dego]a al Baldovinetti: Genova, 8 apr. 1797, in CoDIGNOLA, Cart. giansenisti iiguri III,. 242.

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