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QUESTIONE DEL CARDINALATO 259 del 29 novembre 1790, «pe r moti vi r is e r va ti» , dimette– va il Rezzonico da ogni carica pubblica, spogliandolo d'ogni asse– gno finora goduto nel ducato. La disgrazia non poteva essere piu fulminea e completa 129 • E' stato scritto che i «moti vi r is e r va ti» del duca ri– mangono sepolti negli archivi o furono cancellati dal tempo 1 ªº. Piu giustamente ci pare si possa dire che essi, mai espressi espli– citamente, rimasero sepolti nell'animo del duca e del Turchi. Le imputazioni del Cagliostro, con il quale il Rezzonico pare non aves– se nulla a che fare, furono dimostrate inconsistenti1ª1. Esse non servirono che come palliativo davanti alle corti e ai letterati sorpresi per la disgrazia di cosi insigne cultore delle muse, che godeva in Parma di almeno 30 anni di lodevole servizio 132 • La caduta del Rezzonico resta pero troppo connessa con il cardinalato del Turchi, perché si possa dubitare, in qualsiasi mo– do si vogliano ricostruire i fatti, di non trovarci dinanzi a una cabala ordita da un emulo e sorretta dall'impegno d'un sovrano. Infatti, tanto il Bodoni, rimasto inalterabilmente fedele al Rezzo– nico, ma scosso momentaneamente nell'amicizia col Turchi, quan– to l'abate Andrea Mazza, avverso al poeta e intimo del vescovo, s'accordano nell'attribuire l'irreparabile disgrazia al prelato of– feso vivamente nella sua troppo umana ambizione 133 • Alla profonda prostrazione morale, sembra che nel febbraio del 1791, s'accompagnasse nel mancato cardinale una forte mi– naccia apopletica. Ma facendosi mistero alla corte e della natu– ra e della gravita del male, e scrivendosi dall'anticamera del ve– scovo trattar:si invece di un semplice reuma alla nuca, rimane egualmente difficile per lo storico capire se si tratti realmente di una malattia fisica o solo di una profonda depressione morale 134 • Nel marzo del 1791 scrivendo al Marini sulla malattia e sul car– dinalato del Turchi, Andrea Mazza sperava, comunque, che « l'ele– zione rossa di cui tanto si e detto e ridetto in passato, venendo– gli somministrata subito avrebbe potuto alleviarlo di molto e for– se ancora rimpastarlo », mentre per il Rezzonico, « macchiato ne serviro per confortare questi cappuccini nelle presenti loro angustie di non aver pesci freschi onde passar bene l'avvento ». SAVIO, Devozione, 741 (cf. anche p.128 nota), e C0DIGNOLA, Cart. giansenisti liguri II, 174): 129 Cf. Decreto sovrano in PEZZANA, Memorie VII, 271 n.1. 180 E. BERTANA, In Arcadia, 305-306. 131 CÍ. PEZZANA, Memorie VII, 273. Tuttavia il Savio (Devozione, 125-126) sembra portare qualche documento in contrario, ma non decisivo. 132 « Almeno cosi fu detto, giacché altri narro invece, ed egli stesso credette, che questa [del Cag!iostro] fosse una mena di un alto personaggio ». C. CANTU, Rezzonico C.G. della Torre, in Biografie di uomini illustri I, 244. l31l E. BERTANA, op. cit., 311. 134 Mazza al Marini: Parma, 18 febbr. 1791, Vat. lat. 9053, ff. 145v. Ancora .nel 1796 il Turchi sara incomodato da un reuma. Turchi al Marchisio: Parma, 26 agosto 1796. MBE, Mss. Campori, 12.
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