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258 DALL'ELEZIONE ALLA LOTTA PER L'ORTODOSSIA stesso non fu insensibile a cio e i rapporti tra i due confidenti del sovrano, conseguentemente, non dovettero essere di perfetta armonia. Ora, l' ambasciata romana del 1790 offriva al Rez– zonico la possibilita di ostacolare l'ulteriore ascesa di un popo– lano, che minacciava di divenire onnipotente sul duca. Alleando– si con gli scontenti contro i desideri del sovrano, il conte veniva pero a sottoscrivere alla propria disgrazia, rimasta avvolta nel mistero, e che puo essere ricostruita solo per approssimazione 125 • Trattando con il cardinale Zelada, segretario di Stato di Pio VI, del cardinalato del « F r ate Turco » , il favorito del– l'Infante, avrebbe scherzato sui bassi natali del cappuccino, di– cendo per celia che male si addirebbe un turco nel collegio dei cardinali; e con maggiore gravita lo avrebbe chiamato in causa per la prammatica delle manimorte del 1764 e per la collabora– zione prestata al Du Tillot. Vera o no, la conversazione tra il Rez– zonico e il Zelada, riferita al Turchi da un delatore romano, sol– levo le ire funeste del prelato, che ferito nell'ambizione dall'emulo che aveva tradito l'ambasciata, supplico don Ferdinando a desi– stere dal sollecitare una dignita che non conveniva al figlio d'un sarto 126 • Fin qui nulla di male. Il Mocchetti e il Pezzana racconta– no pero concordemente che il Turchi presentatosi al duca, mo-– strandogli la lettera della spia romana, si dichiarasse soprattut– to spiacente di avere scoperto che una persona tanto beneficata dal suo principe, avesse osato deridere il proprio benefattore dinan– zi ad un principe della chiesa. Il duca, che pare avesse gia al– tri motivi di rimprovero al Rezzonico per imputazioni fattegli dal famoso Cagliostro 121 , alle insinuazioni del vescovo e piu an– cora davanti alla prostrazione morale in cui questi venne a tro– varsi in vista delle derisioni dei nemici 12 8, con decreto sovrano, 125 Oltreché di qualche fonte inedita, ci siamo serviti qui dei documenti e delle informazioni raccolte da! Mocchetti nei volumi IX e X delle Opere del Rez-– zonico, da! quale attinsero, forse, anche il PEZZANA, Memorie VII, 268-274; C. FANO,. I primi Borboni, 135-140; E. BERTANA, In Arcadia, 311-312. Soltanto il Lecomte· narra la disgrazia del Rezzonico in modo completamente diverso. Ecco come: « Ayant [il Rezzonico] grande opinion des facultés de son maitre [i] duca], il lui avait souvent demandé, mais sans succes, a voir les écrits dont on savait qu'iI s'occupait dans le silence de sa retraite de Colorno. Don Ferdinand finit par se– rendre aux désir du comte, et lui montra un petit journal quotidien, connu dans le pays sous le nom de Diario di Colorno, et dans lequel étaient consignés et rela-– tés avec un soin puéril, tous les faits et gestes de la maison ducale, les heures des– promenades, des repas, des offices, des preches, et a pareille révélation, Rezzonico• ne put s'empecher de s'écrier: Eh quoi! Votre Altesse perd son temps a des pareil– les mi n ch ion e r i e (niaiseries). Le duc ne répliqua point, mais des le len– demain il fit inviter le comte a s'absentar de J'état ou il ne réparut plus... ».– J. LECOMTE, Parme sous Marie-Louise, l. 204. 126 La stizza del Turchi appare evidente anche da una breve lettera all'amico• Cerati. Cf. App. I, doc. 53. 127 Giuseppe Ba!samo, noto comunemente sotto il nome di Alessandro conte di Cagliostro, avventuriero in fama di medico, chimico, mago, profeta, massone,. morto poi nella fortezza di S. Leo ne! 1795 dopo alcuni anni di carcere. Cf. E. PE– TRACCONE, Cagliostro nella storia e nella leggenda, Milano-Palermo 1912. 128 Mons. Solari scriveva sordonicamente al padre Vignoli il primo dic. 1790: « I fogli di Firenze annunziano il prossimo cardinalato del vescovo di Parma. Se ne– avete qualche mig!ior riscontro di quello delle gazzette, communicatemelo, che me
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