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QUESTIONE DEL CARDINALATO 257 11 duca Ferdinando poco dopo la consacrazione episcopale del suo patrocinato, aveva chiesto per il medesimo anche la por– pora cardinalizia 118 , e dopo il brillante esordio pastorale del neo– eletto la promozione poteva apparire non poco agevolata. In realta, se la Santa Sede aveva mostrato accondiscendenza verso la corte di Parma nel consacrare iI presentato, non sembrava in– vece propensa ad accordare il secondo favore 119 • Le insistenze del duca per ottenere il cappello rosso al vescovo di Parma non ser– virono per lungo tempo che a rendere piu impaziente il deside– rio anche da parte del candidato. Nel 1790, pero, l'attesa del cardinalato del Turchi era unanime in Parma e fuori Parma 12 º. 11 Cerati e altri amici del vescovo mostravano gia nei circoli let– terari le composizioni poetiche celebrative dell'avvenimento 121 • Sem– bra poi che il Turchi stesso non sapesse abbastanza celare l'im– pazienza di vestire la porpora 122 • Benché Pio VI sempre resi– stesse, una resa pareva imminente. La faccenda era in questo stato di febbrile tensione, allorché il conte Castone della Torre di Rezzonico, portandosi a Roma ,di ritorno da un lungo viaggio per l'Europa, venne incaricato ,da don Ferdinando di perorare in ogni modo la causa del vescovo ,di Parma presso la corte romana 123 • Nato a Como nel 1742, il Rezzonico era vissuto giovanetto -a Roma e a Napoli. Ma la fama del Condillac e del Frugoni lo aveva richiamato a Parma, ove si era dato a coltivare gli stu– di piu svariati. Amicissimo del Frugoni, che lo lascio erede di tut– te le sue carte, era succeduto a lui nel 1769 nell'ufficio di segre– tario dell'Accademia di Belle Arti. Godendo pienamente il fa– vore dell'Infante, il poeta aveva in appresso accumulati molte– plici impieghi onorifici alla corte: gentiluomo di camera con ser– vizio, brigadiere delle truppe ducali, castellano del Castello di Parma, magistrato dell'universita degli studi, presidente delle Belle Lettere 124 • Tra il 1786 e il 1790 nei suoi viaggi per l'Euro– -pa a contatto con i letterati piu in vista, iI Rezzonico aveva te– nuto informato don Ferdinando di ogni cosa notevole. Tale inti– mita pare suscitasse non poche gelosie tra i cortigiani. 11 Turchi 1- chi poteva comandargli, gli ordino di dire la verita ». Ma gia prima di luí la -verita era stata detta da Francesco Mocchetti nella pubblicazione delle Opere del Rezzonico ( Como 1815-30). 118 PEZZANA, Memorie VII, 270; ALL0DI, Serie cronologica II, 445. 119 Comportamento che ha riscontro con quello usato alcuni anni prima coi Borboni di Napoli: allorché Ferdinando IV presento per la sede metropolitana mons. Serafino Filangieri Pio VI acconsenti, ma poi oppose un rifiuto alla domanda -del cappello rosso, avendo diritto di sospettare i sentimenti del candidato. Cf. PASTOR, Storia dei papi, XVI, 86. 120 « Qui [a Parma] si aspetta la dichiarazione romana del nuovo cardinale Mr. Turchi ». Poggi all'Amaduzzi: Parma, 28 sett. 1790. Vat. lat. 9038, f.211. 121 PEZZANA, Memorie VII, 272 n.1. 122 Non si dubitava in Parma nemmeno dagli imparziali che il Turchi mic ·.rasse al cardinalato. C:f. PEZZANA, Memorie VII, 272. 123 PEZZANA, Memorie VII, 270. 124 Su lui vedi bibliografia in G. NATAL!, ll Settecento, 1210-1211. .17. • Adeodato Turchi
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