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254 DALL'ELEZIONE ALLA LOTTA PER L'ORTODOSSIA trattarsi con « semplicita e buona fede », guardandosi egualmente e dall'eccessivo rigore e dalla soverchia mollezza 9 ª. Se la parola franca del pastore faceva esultare l'Aff o che ne scriveva entusiasta al Marini 97 , i giansenisti di Liguria e di Toscana al colmo del dispetto per quella pastorale, che « non po– teva essere peggiore » e stimata degna di un Marchetti e di un P. Zaccaria 9 ª meditavano invece vendetta ••. Gia sulla fine d'aprile del 1789 il Palmieri avvisava, infatti, il de' Ricci che gli annalisti di Firenze si sarebbero impegnati a commentare gli scritti del frate, che sembrava ambire con essi il cardinalato 1 ºº. Pero solo dopo la meta d'agosto usciva dai torchi del Lami in Livorno una nuova edizione dell'omelia de_l 5 novembre 1788, arricchita di una interessante prefazione e di abbondanti note illustrative 1 º 1 • La prefazione riportava la narrazione del ricorso a Roma e della ritrattazione strappata al Turchi dal Somaglia. Le riflessioni erano dirette per lo piu « a estendere, sviluppare qualche verita confessata dal Turchi » 1 º 2 , anche col forzare qua e la il testo, roa abbondanti sempre di lodi per l'autore dell'ome– lia, lasciando sospettare chiaramente « un raffinamento di ven– detta » 1 ºª· « Tre sono le riflessioni di quel libretto, che meritano in parti– colar modo di esser esaminate - scriveva poi il Turchi. - La prima cioe al num. 3, la seconda al num. 19, e laterza al num. 24. Nella prima si vuole, che io ammetta nei .vescovi una pienezza di potesta; e che per conseguenza li creda eguali al Romano Pontefice, solo vicario di Gesu Cristo in terra. N ella seconda si dice, che io condanno l'Inquisizione. N ella terza finalmente si vuol far credere, che io faccia 96 Op. compl. I, 26-28. - « Disputiam poco e operiam molto: meno questioni e piu carita: meno controversie e piu buon esempio ». Ivi, 27. 97 « II nostro Vescovo ha esposto una lettera pastorale ove condanna le discussioni in materia di dottrine teologiche... Vi tratta di altri punti troppo ne– cessari. E' un buono e prudente Pastore. Avevamo un ottentotto [Pettorelli] che tutta poneva la sua gloria nell'odiare i :frati e nel dirigere una monaca per la via della mistica e della mastica in ogni Monistero della citta, e si che non son pochi. Lodato Dio che ora abbiamo un Vescovo! ». Parma, 17 aprile 1789, in G. GASPERONI, Carteggio inedito, 166. 98 Palmieri al Ricci, s.d. [aprile 1789], in C0DIGN0LA, op. cit. II, 171-172. 99 Pur rispecchiando una vera necessita diocesana, questa pastorale, che ebbe un successo editoriale non inferiore all'omelia del 6 nov. 1788 (cf. FELICE DA MARET0, Biblioteca, 19-23), veniva pero a colpire direttamente tutti gli zelanti delle dispute e delle innovazioni. Se cio apporto non pochi motivi di gioia ai giornalisti romani (cf. Giorn. eceles. rom. 4[1789] 187-188), piu tardi offrira al Sopransi l'opportunita di mettere in mostra tutto il suo bagaglio teologico-giansenista per confutarla (cf. Riflessioni I, 86-140). 100 Palmieri al Ricci: Pisa, 29 aprile 1789, in C0DIGN0LA, op. cit., II, 173-174. 101 Omelia recitata al popolo da monsignore Fr. Adeodato Turchi... vescovo dí Parma e conte nel so lenne ingresso alla sua cattedrale... Quarta edizione [ !] con Riflessioni, Livorno 1789 nella stamperia di Antonio Lami e comp., pp. VII-68. II Pez– zana, tanto nelle postille fatte alle Memorie degli scrittori parmigiani (f.299, in PBP), come nelle inedite Memorie del Turchi (:f.299 e fogli annessi, in PBP), parla di un'altra edizione di queste Riflessioni, uscita sempre in Livorno, ma dai torchi del Faloni. La notizia pare, tuttavia, destituita di ogni fondamento. 102 Annali ecclesiastici di Firenze del 9 ott. 1789, 169. 103 Autodifesa, in Op. compl. I, 90.
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