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TRAME GIANSENISTICHE 253 secolari, a quel tempo erano contenti del Turchi 9 1. Ma sembra che nel frattempo anche le discussioni dottrinali si facessero piu vive e preoccupanti nella diocesi 92 • Trattenuto in Colorno da impegni d'educazione dei principini, il vescovo tuttavia non se ne avvedeva, o fingeva di non accorgersene. II risveglio non avvenne che sull'inizio della primavera del 1789. La prima pastorale indirizzata dal Turchi al suo popolo in data 4 aprile 1789, cioe cinque mesi dopo il solenne ingresso in diocesi e giudicata percio dal Degola come «ta r diva e g i u - da i ca » 9 3, veniva a togliere ogni illusione e a dissipare per sem– pre !'equivoco coi giansenisti. Per conto suo e una volta per sempre, il vescovo dichiarava di tenere le dottrine « che detta ed approva la cattolica romana chiesa, e quelle riprovare costantemente che la cattolica romana chiesa riprova » 94 • Tutto il resto della pastorale era un appello urgente al clero per un accordo tollerante su cio che nella chiesa era di libera discussione e una aperta disapprovazione di cio che era in opposizione alla ortodossia cattolica. Con la chiesa stretta tra nemici esterni e interni, gli uni maestri palesi d'empieta, gli altri flagello occulto dell'ortodossia, pur non avendo in bocea e sulla penna che la « ven era b i 1 e anti eh ita » , non era tem– po di perdersi in dispute dottrinali su punti e su sistemi, sui qua– li la chiesa stessa manteneva « un prudente rigoroso silenzio » 9 ". Meglio, quindi, operare a tenore del vangelo, che perdersi in di– scussioni alimentate da spirito di partito. Anche la morale era da 91 « Tutti g!i ordini di persone sono di lui contentissimi: tutto al contrario di Monsignor Cerati vescovo di Piacenza odiato dai secolari, preti, frati, monache, e credo perfin dai cani. Quando era monaco andava col collo torto, e si vedeva girar per la citta visitando Chiese, che pareva un San Pacomio. Faceva in segreto il Gian– senista, e mi ricordo che P. Paciaudi esultando, o mostrando di esultare, quando fu fatto vescovo, scrisse a non so quale soggetto della loro setta, che quest'uomo .sarebbe stato assai bene in mezzo alle scuole dei Signori di Porto Reale. In que! tempo non era qui ancora nato furore, ma acceso poco dopo il vespaio da certi Preti persecutori del Giansenismo (senza pero intendere il valore di questa parola) si videro molto perseguitati ed oppressi gli antigesuiti: sicché e Paciaudi e altri suoi .simili cominciarono a lodare a tutto cielo i Gesuiti, e i1 Vescovo di Piacenza divenne probabilista... II nostro Padrone [don Ferdinando] che punto non ama le novita... -credesi che abbia compreso non esser sempre pronostico di buon Pastare il eolio torta e la faccia squallida » Alfo al Marini: Parma, 12 maggio 1789. Vat.lat.904f!, 1f. 94r-94v. 92 Nella Pastorale, di cuí piil. avanti, il Turchi scrive: « Abbiamo inteso con grande amarezza... esservi tra di voi in materia di dottrine delle divisioni e scis– sure; e se non crediamo tutto quello che ci fu riferito, abbiamo fondamento di cre– derne almeno buona parte». Op. compl. I, 15. 93 In CODIGNOLA, op. cit. III, 338. 94 « Se si domanda, quali sieno le nostre massime in materia di disciplina, crispondiamo egualmente, quelle essere della cattolica romana Chiesa, tutte le novita rigettando, ch'ella rigetta... Siamo immobilmente attaccati alla Cattedra di San 'Pietro: Ad cathedram Petri stamus, sl, Ad cathedram Petri stamus; né ci vergogna– mo: ci facciamo anzi ed un obbligo ed un onore di parlare que! !inguaggio, che gia parlarono gli Atanasii, i Basilii, i Crisostomi, g!i Ambrogii, i Girolami, gli Agostini, ,e tanti altri venerabili lumi e maestri della Chiesa e del mondo ». Op. compl. I, 23. 95 Op. compl. I, 17-18.

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