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TRAME GIANSENISTICHE 251 ni, il suono delle campane, i canti dei poeti e i baciamani della gala cortigiana di S. Carlo 78 , in uno spettacolare concorso .di po– polo1ª il 5 novembre 1788 il Turchi tenne una superba omelia, stimata degna di un S. Agostino o di un S. Giovanni Crisostomo 80 • Nel giro di poco piu di un anno essa. raggiunse la diciottesima edizione 81 • In questa omelia, pur tra qualche ondeggiamento, e tuttavia palese la linea di condotta del prelato parmigiano. Per 1a prima volta con quella « pienezza di podesta » datagli dall'al– to per il bene delle anime, egli parlava al suo popolo, a cui era ormai noto e a cui aveva tante volte parlato in nome del vescovo Pettorelli. Protestava di non essere entrato nell'ovile per forza, con arte o per passione: Iddio, il sovrano e i voti del popolo gli avevano aperto l'ingresso 82 • Si dichiarava consapevole che i tem– pi correnti erano « te m p i ca t ti y i » : una filosofia indocile e superba pretendeva dominare e correggere la religione, ricusan– .do di credere a cio che non si sente e rovesciando la « venera b i - 1e anti chita» . Sostituita la mollezza alla penitenza evange- 1ica, una criminosa tolleranza religiosa aveva preso il posto della « ro bu s ta fe d e » . E nel tempo stesso sotto pretesto di vo- 1ere richiamare in vita la purita degli antichi canoni, si rove– sciavano i canoni stessi e la disciplina e la fede. « Ah figli bu– giardi ! - declamava l'oratore - levatevi una volta la masche– ra: soffriremo le vostre persecuzioni, pregheremo per voi, ma almeno non sarete riputati dei nostri e non avremo nella stessa ,casa con noi nemici domestici e traditori » 83 • Davanti a tutti que'... sti pericoli, il pastore confessava di non avere a suo servizio ar– mi e soldati per rendere migliore il suo gregge. Del resto « col- Arius / Dum mea tranquillum pax mihi tempus alat. / Aulicus hic Proteus varias :fallente figuras / Induit arte, novum nectat ut jnde scelus. / M. - Quisnam heros tantus tanta virtute decorus? P. - Te solum, toto quod patet orbe, fugit? / Curio Parmensis, famosus Curio Turchi. M. - Vah! ergo merito nomen, et ornen habet. / Curio Parmensis, qui magnus... P. - Maximus immo / Proditor et Christi, et Principis, et Patriae. M. - Oh! Christi. P. - Christum saeclo postponit, et aulae / Jugiter infando crimine prostituens ». MBE, Mss.Campori, 12. 78 Cf. Gazzetta di Parma del 7 nov. 1788, f.858. 79 Riempl perfino le logge superiori della vasta cattedrale, cf. PEZZANA, Memorie VII, 280; ALL0DI, Serie cronologica II, 414. Cf. anche V0LPI, Ms.parm. 1072, f.l0v. • 0 « Vedeste... appena potersi capire in un tempio cosl vasto l'aft'ollantesi in– quieto popolo... ascoltare... la divina omelia, ch' Ei recito degna d'un Agostino, d'un Crisostomo, d'un Bernardo... Amorosa, tenera, vivacissima, e santa.•. ». VOLPI, Ms; pa,rm. 1072, ff. l0v-llr. Né diverso e il giudizio del Giornale eccles. romano 4(1789) 432. 11 Sopransi la chiama invece « un pezzo da teatro, perché l'autore vi fa un personaggio di scena ». Riflessioni I, 48. 11 Degola osserva che il Turchi con questa omelia « prepare les pieces du proces qu'il va former a la conduit d'un prélat courtisan », in C0DIGN0LA, Cart. giansenist.i liguri III, 337. 81 Di cui due spagnole: Madrid (por la viuda de !barra 1790) e Valencia (por Martin Antonio Peris 1790), cf. FELICE DA MARETO, Biblioteca, 23-26. 82 « Mi conforta la coscienza, la quale non mi riprende sopra la mia elezione. Non sonó entrato in quest'pvile per forza, non per arte, non per umana passione. Iddio, i1 Sovrano, i vostri voti me ne hanno aperto l'ingresso ». Op. compl. I, 12. 83 Op. · compl. I, 10.

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