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248 DALL'ELEZIONE ALLA LOTTA PER L'ORTODOSSIA Roma, né il della Somaglia né alcuna altra persona gli richiese mai alcuna ritrattazione, non avendo egli nulla da ritrattare 59 • La gravita di questa smentita e senza dubbio piu decisiva che non la sconfessione della « s o 1e n n e b u g i a » del ricorso par– migiano a Roma. E possiamo credere che il neo-eletto non fa– cesse alcuna ritrattazione e che questa non fosse neppure ne– cessaria. Inoltre anche quelli che ammisero una ritrattazione mai seppero dircene il contenuto 60 • E' certo comunque, che appena il Turchi giunse a Roma Pio VI non gli celo che la sua candidatura era stata approvata nonostante le opposizioni, per la fiducia che la Santa Sede nu– triva verso il duca di Parma. Nell'Urbe ben si ricordava quanto don Ferdinando si era adoperato per il ristabilimento dei buoni rapporti tra le corti borboniche e la Sede Apostolica. Meglio in– formato del solito il Sopransi, pur non accennando alla ritratta– zione, sostiene che Roma tolse i sospetti dottrinali che aveva nei riguardi del cappuccino attraverso un rigoroso esameª1. In real– ta l'esame che il Turchi sub1 il 12 settembre 1788 nel palazzo apostolico del Quirinale, alla presenza di Pio VI, sembra essere stato insolitamente rigoroso. Eletto vescovo due anni dopo il si– nodo di Pistoia, accusato di parteggiare per le novita, di avere collaborato all'azione contro Roma nei tempi delle riforme eccle– siastiche, di simpatizzare per il giansenismo, e comprensibile che in mezzo a tanto fermento si sia potuto istituire al neo-eletto una specie di esame-processo 62 • 59 « Oh qui, a dir vero, se non mi ricordassi di esser vescovo, darei luogo ad un po' di bile. Protesto innanzi a que] Dio, ch'e la verita stessa, e che sara quanto prima il mio giudice, che né monsíg. della Somaglia, né altra persona, né in Roma, né fuori di Roma non mi ha mai parlato, e molto meno da me richiesta nessuna ritrattazione; protesto di non averne mai fatta nessuna, e protesto egualmente, che per divina misericordia non vi era bisogno di farne, perché portai alla mia consacrazione quelle stesse massime, e quei sentimenti, che ho esposto e nella mia pastorale [del 4 aprile 1789], e in tutte le altre Omelie recitate al mio popolo ». Op. compl. I, 89. 60 « On ignore jusqu'a présent les objet de sa rétractation... ». Nouvel. ecclés. del 1789, 60 e 63. - « E' credibile che non ritrattasse alcuna formale eresia, altrimenti come sarebbe egli stato nell'istante riputato degno dal S. Padre dell'episcopato? » si chiedono maliziosamente gli Annali ecclesiastici di Firenze (2 ott. 1789, 168). Il Pérennes opina che tale ritrattazione potesse riguardare le prerogative della Santa Sede, in Dictionnaire de Biographie chrétienne et anti-chrétienne, nell'Ency– clopédiJe théologique III, c. 1392. Cf. anche F.X. FELLER, Dict. hist. XIII, 128. 61 Il Sopransi dopo aver accennato agli atteggiamenti del Turchi ai tempi del Du Tillot aggiunge: « Un tal personaggio [Turchi] non era ignoto a Roma, e le sue massime vi erano altamente sospette; percio nel suo esame come attesto un padre cappuccino passato da Parma, fu sottilmente crivellato, e longamente, prima, di essere approvato dalla sede apostolica, e consacrato. Bisognava dunque, che· desse saggio della sua sincera conversione, e scancellasse le idee svantaggiose che si avevano di lui... ». Riflessioni I, 46. Ma la storia della ritrattazione riappare in– vece nel Degola, allorché presenta l'opera del Sopransi, cf. CoDIGNOLA, Cart. gianse– nisti liguri III, 336. 62 Il Bosoni (Il giansenismo nel ducato di Parma, f.105) sembra tuttavia mettere in dubbio anche questo esame rigoroso e si limita a qualificare l'incontro con Pio VI come una « visita.». Il Pezzana (Memorie VII, 268) considera la ritrat– tazione e l'esame di « rigore grandissimo », come voci dei « contrari ». Il Cerati e l'Allodi evitano la questione.
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