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242 DALL'ELEZIONE ALLA LOTTA PER L'ORTODOSSIA quale, come egli sapeva, dipendeva gran parte della sicurezza. e tranquillita religiosa del ducato, vuol dire che era sicuro del passo. Né le sue speranze dovevano crollare. D'altra parte, l'imbarazzo causato sul Tevere da una simile proposta non do– vette essere eccessivo, se Pio VI gia il 9 maggio mandava l'ap– provazione18, mentre il Turchi, fin a quel momento all'oscuro di tutto 10 , cercava ora di sottrarsi alla nuova responsabilita, che prevedeva gli avrebbe scatenato attorno la tempesta 2 º. Visti, pero, inutili i tentativi d'allontanare l'amaro calice 21 r il 18 maggio seguente partecipava la propria elezione alla co– munita di Parma e al capitolo 22 • L'inattesa notizia 2 ª suscito un'on– data di sincera gioia. tra quel popolo che tante volte si era affol– lato ad ascoltare l'eloquente frate che tuonava contro i grandir mentre tra gli invidi cortigiani e i pretendenti blasonati24, in– sofferenti di vedere un popolano occupare per la prima volta il palazzo dei vescovi 25 , si sollevarono rumori per la bassezza dei 18 Francesco Campanelli, uditore di Pio VI, al Turchi: Roma, 9 maggio 1788. MBE, Mss. Campori, 12. La notizia arrivo a Parma il 13 maggio (cf. Ms.parm.1459, an. 1788). 19 II duca non fece parola al Turchi prima della approvazione romana. Ora, Bonifacio da Nizza che ebbe notizie biografiche direttamente dal cronista provinciale dei cappuccini di Parma, dice che il neo-eletto « all'annuncio improvviso fu percosso da tanto timore che le forze mancando, cadde svenuto ». Cf. Ritratti di uomini illustri Cappuccini, 120. 20 « Gemette, pianse, prego, resistette quanto per lui potevasi a cotal desti– nazione ». VOLPI, Ms.parm.1.072, fr. 13r-13v; cosl anche CERATI, Memorie, p. XVIII– XIX, seguito da PEZZANA, Memorie VII, 267; ALLODI, Serie cronologica II, 413. Non si puo dubitare che i1 Turchi desiderasse finire i suoi giorni nel riposo del convento,– compiuta l'educazione dei principi. Vedi pero piu avanti il contrasto riguardo al– I'ambizione della porpora cardinalizia ! 21 « Atterrito egli ancora dalle voci di molti uomini prudenti, che gli ponevano innarÍzi il volere divino ». BONIFACIO DA NIZZA, op. cit., 120. 22 Colorno, 18 maggio 1788. ASP, Autografi, Turchi, e risposte degli anziani e capitolo, 20 maggio 1788: carteggio edito da PEZZANA, Memorie VII, 279 n.1 e ·da G. SITTI, I tre vescovi di Parma appartenenti aU:Ordine Francescano, in Boll.Franc. Stor.Bibliogr. 1(1930) 81-84. 23 II Turchi stesso nella prima omelia parla di questo « inaspettato e rapido esaltamento ». Op. compl. I, 8. 24 II Marini in Roma si rallegrava della nomina del Turchi, perché cosl. non perdeva la compagnia di monsignor Giulio della Somaglia, evidentemente il preten– dente piu in vista (Marini ali' Afro: Roma, 24 maggio 1788. PBP, Cart. Marini), insieme al conte Francesco Scutellari vicario capitolare e canonico laureato in utroque, il quale nel 1793 diveniva vescovo di J oppe e abate di Guastalla (cf. ALLODI, Serie cronologica II, 417), senza tuttavia cessare di aspirare alla cattedra. parmense, dato che le forze del Turchi « logore piu dalle fatiche che dagli anni », lo lusingavano di «un vuoto non lontano». Andrea Mazza al Marini: Parma, 26 apri– le .1793, Vat.lat.9053, f.165v. Non pare, tuttavia, che questi due pretendenti fos– sero inclusi nella terna inviata da! duca a Roma. Se prestiamo fede alle Notiziu di vecchia data per co,mpire il libro del convento [dei cappuccini di Parma], f.18, i1 primo presentato era il Turchi, il secondo un domenicano non meglio identiftcato, il terzo i1 cappuccino Ferdinando Castellina di Parma, tutti amici intimi di don Ferdinando. Carlo da Finale, citato dal Pezzana in una nota inedita, afferma che la nobilta parmigiana, per il caso che il duca avesse voluto vescovo di Parma un cappuccino, avrebbe preferito il Castellina, perché di famiglia comitale. C:f. PEzzA– NA:, Memorie del Turchi, f.266, mss. PBP. 25 Nel 1831 diverra vescovo di Parma Vitale Loschi, che nel 1784 non era stato ammesso tra i canonici. perché di origine plebea (ALLODI, Serie cronologica II, 400), ma che favorito dal Turchi gia nel 1792 aveva ottenuto il ti tolo di conte ( ivi, 510-511).
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