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ELEZIONE EPISCOPALE 241 po tale avvenimento a Parma continuo, comunque, a regnare quella che il Bodoni chiamava « tranquillita » e che significava propriamente avanzamento del «fanatismo» senza ostacoli 12 • Tan– to piu che il Pettorelli, ridotto in uno « stato di puerilita », negli ultimi tempi aveva lasciato pieni poteri ecclesiastici nelle mani <lel vicario generale Giacomo Accorsi, acerrimo e feroce perse– cutore della «san a mor a 1e» 13 • Sotto istigazione dell'Accor– si, l'Inquisizione e gli zelanti della piu rigorosa ortodossia, sul finire dell'estate del 1787 avevano iniziato uno scrupoloso ra– strellamento di individui sospetti in tutti gli angoli del ducato. A credere alle N ouvelles ecclésiastiqu.es, la ruota della persecu– zione sarebbe stata mossa dal P. Zacearía, che avrebbe fatto scrivere da Pío VI a don Ferdinando, che nei suoi stati vi erano molti giansenisti e che non bisognava tollerarli. Il duca ne avreb– be parlato ai vescovi, i quali cosi istigati avrebbero compilato le liste dei pretesi seguaci di Port-Royal1 4 • Comunque andassero le eose, le vittime di fatto ci furono. In prima linea apparvero impu– tati i Lazzaristi di Parma e di Piacenza 15 • A Parma si fecero i nomi del domenicano P. Porta, del servita P. Cassera e di qual– che giovane prete che si era distinto nell'insegnamento universi– tario. A Piacenza vennero segna:Iati Giuseppe Melloni, vice-presi– de dell'universita, Giovanni Mizzi, professore universitario, e il <liacono Giuseppe Taverna, censore delle scuole e valente teolo– go16. Il duca provvide immediatamente a rimuovere i Lazzaristi accusati, a trasferire il Porta, e mentre Mizzi e Taverna fu– rono congedati, il Melloni e il Cassera riuscirono invece a rima– nere in carica 11 • Del Turchi e dei suoi stretti amici di Parma non una parola in tutta questa faccenda. Con questa epurazione era stata ristabilita la calma, che do– veva pero durare soltanto pochi mesi, cioe fino alla marte del Pettorelli. Se nonostante i trascorsi e i sospetti che potevano cadere sul Turchi, don Ferdinando mise in opera ogni buona volanta per ottenergli da Roma la promozione per la sede vacante, dalla 12 Bodoni al Lucatelli: Parma, 5 agosto 1788, in BENADDUCI, XX Lettere di ·G,B. Bodoni a G. Lucatelli, 34. « Sento che in Parma dura tutt'ora il fanatismo a procedere da suoi parí: noi non siamo in miglior situazione ». Poggi al Bodoni: Piacenza 8 dic. 1787, in E. ROTA, Píetro Tamburíni di Brescia « teologo piacentino », :350 e n.1. 13 Bodoni al Rezzonico: Parma, 26 marzo 1788, in Opere del Rezzonico, X, 188-189. 14 N ouvel. ecclés, del 1788, 88. 15 « Qui ne sont point molinistes comme ceux de France ». N ouvel. ecclés., ivi. 16 Secando il vescovo Cerati, il Melloni era stato il maestro di questo «pes - si m o tri u m vira to », cf. lettera a don Ferdinando: Piacenza, 1 ott. 1787, in W. CESARINI SFORZA, Giuseppe Taverna giansenista, in Boll. Stor. Piacentino '7(1912) 244-245. 17 Le notizie delle Nouvel. ecclés. sono confermate da una lettera del vescovo Cerati a don Ferdinando: Piacenza, 8 ott. 1787, in W. CESARINI SFORZA, op. cit., 247, Cf. anche: E, ROTA, Pietro Tamburini di Brescia, 23; A. CORNA, Profilí di illustri ·piacentíni, Piacenza 1914, 243. 16. • Adeodato Turchi

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