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240 DALL'ELEZIONE ALLA LOTTA PER L'ORTODOSSIA to non di sua fiducia4, il giorno stesso della morte del Pettorelli il duca si era affrettato a proporre a Roma la successione di Adeo– dato Turchi5. Benché sui 65 anni, coi capelli che mostravano gia il grigio dell'eta, i denti posticci che rendevano meno limpida la pronun– zia giovanile6, il cappuccino non aveva ancora esaurite le proprie forze vitali e mostrava soprattutto una freschezza intellettuale che non lasciava nulla a desiderare. Ricco di una larga esperien– za della piccola e alta societa, dotato d'abilita straordinaria d'espri– mersi tanto conversando che scrivendo, di un temperamento estre– mamente cordiale, di un esteriore dignitoso, noto e amato gia da tempo dal popolo parmigiano, l'uomo di fiducia di don Ferdinan– do non mancava certo di qualita raccomandabili, anche se il suo pas.;ato non era del tutto incensurabile. Ancorché attaccato alle proprie idee, in fama di essere stato libero pensatore, e stato comunque favorevole alla política giurisdizionalista del Du Tillot, mai pero si era mostrato fazioso e meno ancora intrigante. Dopo la morte del Paciaudi, insieme al Bodoni, era rimasto il pontefice massimo del circolo liberaleggiante di Parma. Tuttavia, dalle conventicole segrete parmigiane non era mai nata alcuna discussione clamorosa. La vigilanza dell'Inquisizione e del go– verno non doveva del resto ispirare troppo zelo a quel cena– colo di ámici7. La loro attivita di simpatizzanti del progresso era rimasta, percio, in gran parte sacrificata e soffocata. Solo il pas– saggio di qualche amico comune lascio talora trapelare qualco– sa dei loro sentimenti. Cosl nel caso del Mengoni, segretario del de' Ricci, nel maggio del 1786, e del Poggi sulla fine del 1787. Il Mengoni trovo in Parma non pochi uomini di merito ec– cellente, come il De Rossi, Bodoni, Affo, che ad onta dell'In– quisizione, coltivavano con impegno i « bu oni s tu di » e os– servavano con coraggio proporzionato alle circostanze del luogo, « la fortunata rivoluzione che procedeva sollecitamente in piu felici stati » 8 • Il Poggi, per il quale il de' Ricci temeva in Par– ma persecuzioni9, trovo invece buona compagnia nel Bodoni, nel Turchi, nel Cassera, nel De Rossi, nel pittore Gennari 1 º. Non pare pero che il sínodo di Pistoia, tenuto nel settembre del 1786, infervorasse eccessivamente il cenacolo parmigiano 1 1. Anche do- 4 PE1zzANA, Memorie VII, 279; FERRAR! MOREN!, Il cappuccino Turchi, 333. 5 Ms.parm.1459, an. 1788. 6 PEZZANA, Memorie VII, 283; ALLODI, Serie cronologica II, 444. 7 Commenti e lamenti sul funzionamento dell'Inquisizione in Parma, la quale mirava a tener lontani dal ducato o a cacciarne gli « avversari del molinismo e dell'ultramontanismo », cf. Nouvelles ecclés. del 1788, 37-42. 88. Cf. anche G. DREI, Sulle relazioni tra la Santa Inquisizione e lo Stato nei ducati parmensi, cit. 8 Cario· Mengoni a G.M. Pujati: Pistoia, 20 maggio 1786, in P. SAVIO, Clero francese, 612-614. 9 Ricci al Tamburini: Pistoia, 19 ott. 1787, in P. GUERRINI, Carteggi bresciani inediti sulla vita e i tempi di Pietro Tamburini (1737-1827), in Boll. della Societa Pavese di storia patria 27(1927) 192. 10 E. ROTA, Anche G.B. Bodoni coi giansenisti, passim. 11 Nessun parmigiano mando adesioni o incoraggiamenti.
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