BCCCAP00000000000000000001361
IL TUR.CHI DELLA MATURITÁ 235 toccava il culmine. Ma era il canto del cigno. Gli avvenimenti del 1788 verranno a sospingere l'oratore verso la svolta decisiva del– la sua vita, quando l'ottimismo del secolo, inconsapevolmente, si avvicinava a grandi passi al suo epilogo, che doveva spegnere nel sangue i sogni tragicamente delusori. Questo frate oratore non domandava virtu esagerate o im– possibili a praticarsi: domandava l'adempimento del proprio do– vere religioso e civico 79 .Non si preoccupava soltanto della perfe– zione dello spirito, ma voleva anche l'ordine e il benessere della societa, aiutava e incoraggiava il progresso e la scienza. Questa mirabile temperanza e universalita d'insegnamenti rispecchia tut– ta l'anima sua, la sua epoca, i1 suo particolarissimo uditorio, che non puo pretendersi da chiunque. Gravi difetti senza dubbio, il non essere riuscito sempre a dominare l'andazzo compiacente del secolo e l'essere caduto in qualche aberrazioni dottrinali. Ma la profonda, ispirata eleva– tezza ed efficacia della sua eloquenza veramente cristiana, unita all'ingegno fervido, all'animo libero, alla naturale facondia, fan– no di lui uno dei piu illustri oratori d'Italia, degno di stare ac– ,canto a Bernardino da Siena, al Savonarola, al Segneri 80 • 79 « ... Che belle cose sono allorché Ella dice che gli uomm1 anno il maligno piacere di contraddire i panegirici de' buoni principi; con qua! dignita ha Ella .descritta la co:tiferma che Maria Teresa fece senza avvilirsi dei loro privilegi agli Ungari. La scelta dei ministri illuminati, il carattere brillante del re di Prussia [Federico II], la sodezza dei sentimenti sulla gratitudine di cui sono debitori i principi verso i sudditi, il carattere delle guerre odierne, la descrizione del vero eoraggio, la definizione della giustizia colle massime ana!oghe a quelle dell'autor Dei delitti e delle pene, iI merito di Maria Teresa nel promuovere le scienze colla di lei politica ne! prosperare i sudditi, contraria alla politica di que' principi che l'impoveriscono, la compassione operosa ne! cuore di questa nostra eroina, la tene– rissima parlata che V.P. Reverendissima gli fa fare su! sepolcro del consorte, e finalmente la tranquillita e rassegnazione derivata dalla sua pieta e religione con la figura brillante che moribonda quasi si assomiglia ai 'so!itari', son tutte cose ,che io non avrei ingenuamente saputo descrh,ere senza avere talenti di chi seppe fare [ne! 1765] la celebre Predica del galantuorno, che mosse il cuore di noi ro– mani, allorché avemmo la sorte di ascoltare un oratore pari suo che rammentan– doci l'unione dei doveri onesti con quelli di cristiano, che professiamo, c'insegno fin d'allora la sua bella massima qui nella sua Orazione ripetuta, che la filosofia niente vale senza la religione, cio che costituisce la vera vita civile ». Onorato Caetani al Turchi: Roma, 18 luglio 1781. MBE, Autografotecu Campori. so Dopo quanto abbiamo detto, non rechera meraviglia che ancora all'inizio di questo secolo si potessero scrivere sull'eloquenza del cappuccino giudizi come {luesto: « E' qui [particolarmente nell'Orazione funebre di Maria Teresa] dove non gli manca nessuna risorsa, dove e profondamente sentito il concetto che esprime e dove, come da nessun'altra delle sue opere appare soave !'animo affettuoso e leale, scevro da ogni turbamento di passioni e di tornaconto. E in cio il Turchi puo stare coi primi che onorarono le nostre lettere con Dante e col Parini. Anch'egli, come essi, valle essere un. animo tutto inteso al bene ed al prosperamento della patria, non temette di soffrire accuse e calunnie per serbarsi fedele all'alta idea del rispetto al legittimo regnante ... ». Cf. [V. SONCINI], Turchi oratore, in La Realta, 8.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz