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232 IL PENSIERO CIVILE vogliono aver a che fare con uomini illuminati, esclama il Tur– chi nel 178l7 2 • E altrove osserva : « Fu detto non senza gran fondamento, che allora i popoli sa– rebber felici, quando i filosofi diventasser principi, ed i principi di– ventasser filosofi; e cio e vero, o signori, se per filosofo altro non vogliasi intendere, fuorché un uomo virtuoso, dotto, illuminato e cristiano. L'ignoranza, fu sempre in tutti un gran male, ma nei reggitori del mondo fu sempre un male delle piu terribili conse– guenze. L'ignoranza dei popoli puo servir qualche volta a far ridere i grandi, ma l'ignoranza de' grandi non puo servire che a far pian– gere i popoli » 73 • La politica che si fonda sull'ignoranza dei sudditi « e la politica di Maometto, figlia del dispotismo e madre della bru– talita » 74 • Caino, nota l'oratore in una scheda rimasta tra le mi– nute, e percio piu ignominioso per aver lasciati i suoi discen– denti nell'ignoranza, che non per lo stesso fratricidio, a cau– sa dei gran mali che da tale ignoranza derivarono 70 • Qui e l'uorno del suo secolo che parla, che esorta i grandi allo studio e a favorire la sana istruzione dei popoli 76 : « Studino i grandi per loro medesimi, sieno avidi di sapere, e· la loro scienza sara il piu forte eccitamento a propagare le scienze nei loro sudditi. Favorire, beneficare, proteggere quegli uomini gran– di che sono egualmente dotti e dabbene, chiamarli agli impieghi, con– sultarli nell'occorrenze, onorarli della lor confidenza; ma se son dotti e non han religione, se son dotti e non hanno morale, discac-– ciarli, punirli... Non lasciare nella miseria l'abilita, i talenti, ma animarli coi premii e colle ricompense. Svegliare nei nobili il desi-– derio d'istruirsi, accordar molto a chi sa, e negar tutto a chi per pi– grezza e per indolenza ama di vivere nell'ignoranza. Aprire pub- 72 Op. compl. V, 40: Orazione funebre di Maria Teresa. - « ... Somiglievoli a quei rapaci ed ingiusti tutori, che fremono al vedere svilupparsi la ragione ed il buon senso nei loro pupilli. Un buon principe che mai ama i suoi popoli come pa-– dre, cerca di farli ragionevoli per renderli felici, guidandoli colla ragione ». 73 Op. compl. VI, 77: Scienza necessaria ai grandi. - La massima e dell'impe-· ratore Marco Aurelio. Cf. P. HAZARD, La pensée européenne I, 372. 74 Op. compl. VI, 92: Interessa lo stato che i popoli non siena ignoranti. 75 Minute e schede, mss. in APC: Contra l'ignoranza dei popoli. 76 Anche nell'Orazione di Maria Teresa: « Altamente persuasa la nostra im-– peratrice che per ben governare gli uomini bisogna renderli capaci di esser gover-· nati, incomincio da! voler dissipar in tutti i suoi dominii le dense tenebre dell'igno– ranza, della superstizione e dell'errore, e far risplendere agli occhi di tutti il bel lume della verita, delle scienze, e distintamente della morale. Non vi ha cosa piu facile che governare dei popoli e ragionevoli e costumati: e niuna cosa e piu diffi– cile che il raffrenare degli uomini ignoranti e senza costume. A tal uopo fondo– ella stessa... nella capitale dell'Austria il Teresiano Collegio, dove allevato ed istruito a sue spese il piu bel flore della nobile gioventu, e chiamati da ogni parte eccellenti maestri, le maniere trovo di preparare alle armate, ai consigli, ai governi, alla corte uomini, che unire sapessero la religione alla politica, il coraggio all'umanita, la giustizia alla compassione. Volle si aprissero in Vienna cattedre di celeste sa– pienza, dove si diffondessero e si promulgassero le piu sode e sicure dottrine del cristianesimo. Raccolse nella universita di Pavia maestri di ogni genere di saper– famosi... ». Op. compl. V, 39.

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