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« I PROGRESSI DELLA RAGIONE » 231 mezzo agli agricoltori le cognizioni economiche e civili, religiose e morali, che tanto son necessarie a render felice quella parte la piu negletta e la piu utile all'umano genere», aggiunge pe– :ro, che: « Poco giovan le scienze a render gli uomini felici, quando ad altro non servono che ad aprir gli occhi loro, onde veggano con maggiore vivezza tutta l'ingiustizia di tin dispotismo, che li flagella. Dove tutto e poverta; dove a grande stento si vive, ed i frutti del– l'industria vengono assorbiti dalla prepotenza, e dalla :forza; dove la liberta e un nome vuoto di senso, ivi non e possibile, che mai :fioriscan le scienze... » 67 • 5. « I PROGRESSI DELLA RAGIONE ». Denunzia percio i pericoli dell'ignoranza dei popoli; eccita i nobili attaccati ai loro blasoni e alle loro genealogie a rendersi utili allo stato con lo studio e con la partecipazione alla vita politica 08 ; domanda l'istituzione di lavori pubblici per togliere 1a gente dalla disoccupazioneª 0 ; esorta calorosamente i principi a promuovere «i progressi della ragione», col fervo– :re d'un filosofo illuminato. << E puo ritrovarsi in un grande, gloria maggiore di quella sia il veder ne' 'suoi stati svilupparsi gl'ingegni per una provvida ed at– tenta coltura, fiorir le arti e le scienze, regnar }'industria, e crescer con essa una felice abbondanza, aver sempre a' suoi cenni una mol– titudine di .sudditi illuminati, dotti ed onesti, ai quali ricorrere e dei quali servirsi nelle urgenze piu delicate, rendere in fine il suo governo immortale col fomentare i progressi della ragione, ed il suo secolo memorabile come quello degli Alessandri, degli Augusti, dei Luigi? ... Né mi diciate, o signori, esser questa una gloria pu– ramente umana che non ha punto che fare colla religione, né col Vangelo, né colla cristiana morale. Dove domina l'ignoranza, si stravolge la religione, si sfigura il Vangelo, son rovesciate le regole della morale » 70 • L'ignoranza e percio riconosciuta «perniciosissima all.'uomo e. alla societa » 71 • Sono i tiranni, che aborriscono le scienze e non 01 Op. compl. V, 40-41. 68 Op, compl. X, 61-62: Punto d'onore mal inteso; VI, 100-103: lnteressa lo ,Btato che i popoli non sieno ignoranti; XVIII, 62: Omissioni, ecc. 69 Op .. compl. XV, 45: Contro l'ozios~ta. - « Non puo esservi societa senza patti. Da quel punto che gli uomini si sono uniti insieme per formare uno stato, da que! ·punto medesimo sono convenuti che tutti a misura godessero i frutti della loro -unione, che tutti a misura ne portassero i pesi. Quest'e il patto 'primitivo e solen– ·ne, che si dice patto sociale. Ma nelle societa onerose, ogni cosa deve sentir l'egua– glianza... Tutti in questa legge sono compresi, senza eccettuarne pur uno... ». [vi, 42-43. 70 Op. compl. VI, 93-94: Interessa lo stato che i popoli non sieno ignoranti. 71 Op. compl. VI, 91.
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