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228 IL PENSIERO CIVILE Ed ecco il gran bene che ci procura il governo politico. Mette freno a questa cupidita colle leggi, coll'ordine pubblico, e per tal modo addomesticando questa bestia feroce, ne trae tutt'i vantaggi che cavar si potrebbero dalla pfü pura evangelica carita. E' dunque il governo politico un ritrovamento ammirabile, che procura a tutt'i cittadini ed a ciascuno in particolare le pfü grandi comodita » 47 • 4. DISPOTISMO ILLUMINATO E RIFORME. Ma piu ancora che di questi problemi teoretici e utopisti– ci sulla origine della societa civile e politica, il Turchi si inte– ressa di questioni attuali e concrete. Fin dal 1764 si mostrava convinto che nel suo « i 11 u mina - ti s si m o seco 1 o» , « l' u man a fin e z za» era salita a tal gra– do che « !'impostura, il macchiavellismo, la cabala armi erano rugginose ormai ed inutili per chi governa » 48 • La buona poli– tica bisognava in avvenire fondarla sulla virtu, sull'innocenza, sulla buona fede 49 • I popoli infatti non esigono piu che i loro so– vrani siano dei geni o degli eroi : domandano soprattutto ret– titudine, vigilanza, fermezza e buona volonta 50 • Lo scopo del lo– ro governo e quello stesso di un padre: rendere f elici i sudditi attraverso un governo buono, virtuoso e illuminato 51 • Come in genere tutti gli illuministi 52 , anche il Turchi non e tenero per gli eroi. Confessa col Mably 53 : . « Je ne crois pas aisérnent aux qualités sublimes de ces héros a qui il faut un grand théatre et des foules de spectateurs » 54 • L'eroe e per lui tutto il contrario del cittadino forte, onesto, fedele al dovere di uomo; e qualcosa d'assai vicino al tiranno. Inginocchiato davanti alla pallida im- • 7 Op. compl. IX, 118-119: La religione cristiana nei popoli e la piu gran di– fesa del trono. - Bruita distruggere la sovranita, osserva l'oratore, per ritornare in quella primitiva guerra e generale ed eterna >, e si rammarica che la maggior par– te degli uomini viva insensibile a si gran bene, e che altri si perdano a « querelarsi dei disordini del governo >, mentre e i beni che traggono dalla sovranita sono infini– tamente piu grandi dei disordini o veri o falsi che formano · l'oggetto delle popolari mormorazioni e delle cotidiane querele >. lvi, 120. 48 Op. compl, IV, 104. 114-115: Segreto politico. 49 Cf. Falsa politica; Quale sia la vera politiioa, in Op. com,pl. VII, 98-111. ISO Op. compl. V; 44: Orazione funebre di Maria Teresa. 51 E' questo un tema fondamentale delle Prediohe a corte: « Non ripeteremo mai abbastanza: i principi sono i padri dei popoli! » Op. compl. XIV, 39: Clemenza de' grandi. 02 Cf. A. GERBI, La política del Settecento, 56-60; P. HAZARD, La pensée euro– péenne, 218-19, e Notes et références, 73. 53 MABLY, Entretiens de Phocion, 44. 54 « Quanti conquistatori delle storie famosi alla testa delle armate, ed in un giorno d'azione parevano piu che eroi, ma nel dettaglio dei costumi, nella pri– vata lor societa appena erano uomini! Eccone il perché. Nelle occasioni di strepito l'uomo e come sopra il teatro: egli rappresenta; ma nel corso ordinario delle azioni ·della vita egli e in certa maniera come venduto a sé stesso. E' egli solo che com– parisce: abbandona il personaggio, e piu non mostra che la persona». Op. compl. V, 8: Orazione funebre di Elisabetta Farnese.
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