BCCCAP00000000000000000001361
UTOPIE DEL SECOLO 227 dell'uomo, o in un patto primitivo, l'origine della sovranita po– litica. Cio perché : « Da quel punto, \!he si formarono le societa, ed entrarono in esse il mio e il tuo, terribili e perniciose parole, da quel punto stesso entro in esse il disordine, la confusione, la discordia. Ammaestrati da una fune¡:¡ta esperienza, conobbero esser necessario stabilire un me– todo di governo che richiamasse il buon ordine, la tranquillita e la pace; quindi e che deposero o nelle maní di molti o nelle ·maní di un solo tutta l'autoritÁ, onde poter contenere i cittadini entro i termini del loro dovere. Sacrificarono una porzione della lor liberta per potere godere del resto tranquillamente » 44 • E benché sembri riconoscere in questa ragione un titolo one– sto e legittimo per eleggere un principe, preferisce tuttavia sta– re piu al sicuro rinchiuso nella fortezza del diritto divino, fonte di ogni potere e di ogni autorita 45 • Manca in lui, come e chiaro, una precisa dottrina etico-giuridica sulla costituzione degli stati 46 • Nondimeno, sia pure thnidamente e con riserve, le dottrine del secolo montano sul pulpito con l'oratore e vengono cristianizza– te. Ecco, per esempio, come parla in concreto della societa po- litica: · « Insegnano le dottrine cattoliche e la sperienza ce lo conferma, che dopo l'originale peccato la cupidita nel mondo ha preso il luogo della carita, e tutti gli uffizii che prestar dovrebbe agli uomini la carita, ci vengono prestati da un'insaziabile cupidigia: e la cupidita che anima gli agricoltori a tormentare il terreno per provvederci il cibo: e la cupidita che tiene in movimento tanti operai per sollevare i ·bisogni che ci opprimono, ed anche per fomentare i piaceri onesti ·che ci lusingano: e la cupidita che naviga fin agli estre~i del mondo per trovar dei rimedi alle malattie che ci molestano. Ma se questa cupidita non abbia freno nessuno, e sia abbandonata a sé stessa, ella non ha piu limiti né misure. In luogo di servire l'umana societa, non pensa piu che a distruggerla. Non e allora delitto di cui non sia capace; vola direttamente al furto, all'assassinio, alle piu so– lenni ingiustizie. Gli uomini stimolati dalla cupidita sono peggiori delle tigri e dei leoni. Ciascuno vorrebbero distrugger gli altri, ed il mondo intero par poca cosa all'appetito insaziabile di possedere. 44 Op. compl. IX, 112: La religione criatiana nei popoli e la, piu gran difesa, del trono. •• « La forza... e la ragione furono prima del cristianesimo i solí titoli della sovranita... La forza non era che il titolo dell'usurpazione... La ragione, a dir vero, e un titolo assai piu onesto e legittimo, ma non pero sufficiente... Invano... gli uomini dalla ragione condotti si eleggerebbero dei sovrani, se Iddio... non confermasse la loro elezione ». Op. compl. IX, 112-114. 46 Cosi pure sulla forma di governo: « Non mi si domandi quali dei tre go– verni, che conosciamo, debba chiamarsi il migliore. Platone non ne voleva nessuno, Temeva il potere di un solo. Temeva l'orgoglio e l'avarizia di molti. Temeva il folle capriccio e la volubile leggerezza del popolo. lo diro francamente quello essere il migliore governo di tutti, dove ha piii. forza la religione. Ivi per necessaria con– seguenza ha anche. piu di credito la morale; e dove la morale si rispetta e si pra– tica, gli uomini non possono essere che felici; i1 che e l'unico oggetto 'di ogni tem– porale governo ». Op. ined. ·u, 229-230: Panegírico 1Jo di S. Ferdinando. Questo pensiero e evidentemente ispirato da MABLY, Entretiens de Phocion, Arnsterdam 1763, 157.
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz