BCCCAP00000000000000000001361

UTOPIE DEL SECOLO 225 universale, un po', certo, per dare una vernice di ragionevolezza € di serieta alle loro licenze, c'era l'oscura coscienza che da quel fervore di ricerche e di illuminazioni sarebbe uscito qualcosa di grande. Eppure si avrebbe torto di ridicoleggiare questo zelo uto– pistico degli uomini del Settecento. Abbiamo gia detto che per il Turchi il suo tempo e il secolo della curiosita. Né poteva dir meglio. Anche per lui' non meno che per gli uomini del suo se– ceolo, la lib~do sciendi e la molla del progresso umano, del perfe– zionamento dell'umana convivenza. Ora, se tutta questa curiosi– ta spicciola non ha fatto progredire la scienza di una linea, e pero un segno del nuovo spirito, di un complesso e fecondo senti– mento, nuovo allora, e mai ripetutosi dopo con tanta spontaneita e larghezza. Moda, certo, l'abbiamo detto; ma le mode non sono ,del tutto irrazionali, specialmente quando sono durature. E tale curiosita (sorella della meraviglia) e d'altronde una passione « dol– cissima » del cuore umano; figlia, e vero, dell'ignoranza, ma nel tempo stesso madre e sorgente di cognizione e di scienza 36 • E' insomma: « Una dolce e lusinghevole passione dello spirito umano, che lo agita e lo tormenta, finché arrivi a conoscere cio che desidera di sapere. Questa passione per sé stessa non e né cattiva né buona: non e un vizio, non e una virtu... Tutti gli uomini sono nati curiosi, e tutti gli uomini vivendo in societa, sempre diventano piu curiosi... La curiosita naturale e limitatissima nelle sue ricerche, non essendo sollecita che di provvedere ai bisogni dell'uomo, che nella semplicita della natura sono sempre pochissimi. La curiosita fittizia non ha confini, essendo sollecita di provvedere non solamente ai bisogni della natura, ma a quelli ancora che nascono dal conversare cogli altri, e sono questi bisogni presso che innumerevoli ed infiniti. Per questo l'uomo naturale, ignorante e selvaggio, sara sempre meno curioso che nqn e l'uomo sociale, il cittadino, il filosofo ... » 37 • Ma l'uomo non puo vivere senza sapere, come non puo vi– vere senza religione: ambedue sono inclinazioni naturali « vio- 1entissime » 38 • Ora questa curiosita, quest'amore di novita e tutto quanto e rimasto nel naufragio della ragione umana con il peccato ori– ginale, per sospingere l'uomo alla conoscenza della verita. E nel tempo stesso e un dono della natura indulgente e una disposi– zione divina che mantiene cosi gli uomini in una specie di egua– glianza, anche in mezzo all'enorme disuguaglianza di gradi, di– stinzioni e fortune introdotte con artificio nella societa 39 • 36 Sopra, l'ignora,nza,, ms. f.1, in APC. 87 Op. eo.mpl. XVI, 101-102: Curio sita I. 38 « Diede Dio all'uomo due naturali violentissime inclinazioni, !'una di non ·poter vivere senza una religione, l'altra di non· voler esistere senza sapere. La prima e il fondamento della pieta, la seconda e il fondamento della scienza; due doni dello Spirito Santo, dei quali l'uomo arricchito giunge a possedere una piena e consumata felicita». Op. compl. VI, 77: Scienza neces·sa,ria, ai grandi. 39 Op. compl. XIII, 130-133: Amore di novita ne' privati. 15. - Adeodato Turchi

RkJQdWJsaXNoZXIy NDA3MTIz