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LIBERTINAGGIO FILOSOFICO 223 scrivere, lo stampare, il leggere, non e che la storia delle umane follie, dell'irreligione, del libertinaggio » 30 • Non sen.za una certa preveggenza dell'epilogo sanguinario del secolo preparato da quella letteratura, «storia delle umane fol– lie », impossibile ormai ad essere contenuta, il Turchi poteva ag– giungere: « Vedremo il disordine, il libertinaggio, l'empieta scuotere lo stato da ogni banda, fino a distruggerlo e rovinarlo: le private fa– miglie divenute altrettante scuole di liberta e di licenza, agitate dalle domestiche furie della dissensione e della discordia... Uscir in pubblico l'empieta, guadagnar il foro e la corte, tutta mettere in movimento la societa e tenerla su! delitto pendente, non per timore di commetterlo, ma per sola sollecitudine di nasconderlo. Qua! teatro di orrore sara mai questo ! E in mezzo a tanta iniquita, quale potra mai dirsi fin anche la sicurezza del trono? Si, la religione e l'appog– gio piu fermo che aver possono i sovrani e la sovranita, ed i libri che combattono la religione, prendono nel tempo stesso di mira la sovranita ed i sovrani » 31 • Un atteggiamento di lotta contro l'ateismo, l'incredulita, il libertinaggio filosofico, in un tempo in cui la Francia insieme al pensiero illuminato offriva al mondo lo spettacolo dei pensatori piu bizzarri, e il filosofismo minacciava di diventare un affare di opinione pubblica, era piu che logico in un oratore sacro che parlava in una terra posta sotto l'influsso diretto di quella na– zione, di cui si poteva considerare come una propaggine. Ma anche prima di lui in Italia !'oratoria aveva combattu– ta dai pulpiti le malefiche irradiazioni dei libri, la corruzione dei costumi, l'incredulita. I quaresimali di Emanuele Lucchesi, Se– bastiano Paoli, Antonino Valsecchi, Quirico Rossi hanno gia la predica Contra gli spiriti f orti del secolo. o su l' Abuso dello spi– ritoª2. Il Segneri aveva scritto gia L'incred'ulo senza scusaªª. E 30 Op. compl. XVI, 130: Contra la lettura dei libri cattivi. 31 Op. compl. XVI, 138-139; stesso concetto in Spiriti forti IV: Op. compl. VII, 52-53. - Notevoli sono pure queste parole della Dissertazione sull'ateismo: « L'ateismo non e tollerabile neanche nella condizione privata per abietta che sia. Ma quando e poi rivestito del potere e della pubblica autorita, non si puo aspet– tarne che indegne procedure, infami tradimenti, prevaricazioni nel!'amministrar la giustizia, violazione di tutti i diritti, e privilegi del popolo. Se l'ateismo divenisse in qualche tempo la religione dello stato, quella nazione, che ne seguisse i principi, sarebbe di tutte la piu infelice, perché la perfidia e l'inumanita sono i frutti ma– teriali del sistema», ff. 4-5. Mss. parm. 1118, PBP. · 32 « Levansi essi [spiriti forti] incontro, e francamente disdicono la. religione nostra santa, e scritture, e profeti, e vangeli, e tradizioni, e miracoli, e quant'altro ha piegata la ragion fiera, ed indocile dei filosofanti e dei barbari... Ma cui e frat– tanto, che credono essi, e si affidano ne! loro franco discernere? A un libricciuolo volgare, che non ha aítro pregio, che l'esser nato in un clima a noi straniero e lon– tano... Ecco il vero carattere di questi grandi pensatori, vili uomini, e piccoli, dis– soluti, vuoti, strani, superbi, e d'ogni cosa capaci fuor solamente di probita, e dirit– tura, comeché la corruzione del secolo abbia lar per errare l'appellazione applicata di grandi spiriti, e forti ... >>. I. VENINI, Prediche quaresimµli, Venezia 1781, 188-.189: A buso dello spirito. 83 Venezia 1690. - Per l'apologetica antifilosofica del sec. XVIII, oltre quanto abbiamo detto parlando degli oratori sacri in genere, si veda anche G. NATAL!, Il Set– tecento, 189-92 e nota bibliografica, 289-240.

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