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LIBERTINAGGIO FILOSOFICO 221 E ancora: « Abbiam dei libri (oh eterna vergogna del nostro secolo !) nei quali tutta s'impegna la contenzione dell'umano intelletto e colla piu scaltra ed agitata eloquenza si pretende provare che non c'e Dio. La piu parte ammettono un Dio, ma trovan buono ogni culto per onorarlo. Si puo essere maomettano a Bisanzio, cattolico a Roma, protestante a Ginevra, deista in Cina; e vuol dire che si puo essere in ogni luogo impostore ed ipocrita » 22 • Al cappuccino non sfugge, pero, !'interno disagio, l'incostan– za, la debolezza dei filosofi illuminati, che non sanno decidersi ad essere « o e o s ta n te m e n te e r i s ti a n i o c o s t a n t e m e n - te deis ti » 23 • Essi negano ed affermano, abbattono e ricostrui– scono con bizzarria e contraddizione perenne. Non possono esse– re atei convinti e neppure sono convinti dei loro stessi sistemi. O sono increduli perché sono libertini, o sono increduli perché sono ignoranti. Nell'uno e nell'altro caso sono semplicemente dei deboli, o nei costumi o nell'intelligenza 24 • Non pertanto il loro esempio e efficace. Quando incominciarono a girare per le mani di tutti « gli Elvezii, i Russo, i Volter e tant'altri libri infami e sacrileghi, che sotto le grazie di una gentile elocuzione, sparsero in tante anime il piu funesto veleno », allora si incomincio da molti a dubitare della rivelazione, delle scritture, della vita fu– tura, non fu piu riconosciuta l'autorita della chiesa, furono vio– lati « con licenza e con fasto» i suoi precetti, messi in dispre– gio i suoi ministri « e non si penso e non si parlo da ben molti di tutta la religione, se non come d'una favola o di un semplice umano ritrovamento ». E il libertinaggio filosofico dilago nei co– .stumi25. -impossibile debbano ritrovar luogo nella credenza di un uomo... che si pregi di vivere colla ragione. Eppure sono tali proposizioni che tutte o in gran parte for– mano il simbolo e la professione di fede dei miscredenti, che inondano oggidl si funestamente !'Europa... ». Op. compl. VII, 5-6: Spiriti forti I. 22 Op. compl.. XIII, 90: Senza religione non puó darsi vera filoso/fo. « Ogni religione e buona, ed e miglior partito il non averne nessuna. La religione si fa ,dipendere da] clima, dalle leggi civili, da! temperamento degli uomini, dall'altezza ,del polo... ». 23 Op. compl. VII, 33: Spiriti forti III. 24 E' questo l'assunto delle prime tre prediche su gli Spiriti forti, mentre la ,quarta e diretta a suggerire ai sovrani i modi per tenere a freno il loro libertinag– gio filosofico. Op. compl. VII, 5-59. - Anche il Valsecchi (Dei fondamenti della re– ligione e dei fonti dell'empieta III, Padova 1771, passim) poneva come primo fonte ,dell'empieta la « corruzione del cuore », come secondo lo « stravolgimento di ra– gione », indi i « sistemi dei novatori » e i libri pericolosi in materia di religione. 25 Op. compl. XVI, 133-134: Contra la lettura dei libri cattivi. « I piu avidi 1eggitori di questi libri, sono pur quelli che si recano a vanto di non esser teologi, e, voglion dire, di non aver della religione altra notizia fuorché quella che 1mpa– rarono da fanciulli ne! catechismo... E se non sanno la religione, come dunque potran resistere ai piu fini sofismi, ed ai piu maliziosi argomenti che la combattono ?... Parlano sempre di onesta, di provvidenza, di rispetto al Vangelo, di amore per la morale. Ma a poco a poco per vie torte ed obblique, distruggono ogni onesta, ne– ;gano ogni provvidenza, screditano il Vangelo, e rovesciano i fondamenti della mo– rale. L'incauto lettore Ji va seguendo, e sulla fine, senza pure avvedersene, si trova .coito nelle loro reti ». !vi, 135.
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